Più che cinguettii, sono vere e proprie bordate. Staff contro staff, grandi elettori contro grandi elettori. La dialettica, a volte aspra, che accompagna le primarie del centrosinistra non è fatta solo di comunicati stampa e lanci d'agenzia. Ma si muove anche sui social network. Bersaniani e renziani. Un confronto continuo. E che si avvale anche dei centoquaranta caratteri messi a disposizione da Twitter. Trasparenza, fondi per le rispettive campagne elettorali, i sospetti sulla macchina organizzativa del partito messa a disposizione del solo segretario. E poi i programmi e le alleanze. Ci si confronta su tutto.
LE IMMAGINI Botta e risposta su Twitter
Gli esempi sono numerosi. Otto novembre: dal profilo di "Noi votiamo Renzi" arriva una domanda rivolta ad Alessandra Moretti, vicesindaco di Vicenza, coordinatrice della campagna elettorale di Pierluigi Bersani. "Le pettorine che indossano i rappresentanti del comitato Bersani chi le paga? E i volantini? Magari li pagate con i diritti del libro di Fassina...". La risposta arriva pochi minuti dopo. La Moretti allega al suo post il link con la pagina del sito di Bersani dove c'è il rendiconto delle spese. E scrive: "La trasparenza per il Pd non è una novità, ma un valore in cui crediamo da tempo". I renziani replicano: "Come sempre non è la risposta alla nostra domanda". Controreplica, piccata, della Moretti: "Le risposte alle vostre domande sono nel link, ma capisco che leggere sia faticoso! Comunque siete simpatici". I renziani non ci stanno: "Sì, ma non c'è scritto chi paga gli sms...".
Il giorno prima, sette novembre. Ancora una sostenitrice di Bersani. Chiara Geloni, direttrice di YouDem, la web tv del partito, ha un scambio di tweet con Giacomo Leonelli, presidente del consiglio provinciale di Perugia e tra i protagonisti della Leopolda. La Geloni twitta: "3000". Si riferisce al numero dei follower raggiunti sul social. Leonelli ironizza: "Da 2.100 euro di contributi Bersani è riuscito ad arrivare a 3.000? Campagna faraonica! Ci viene pure il trolley col pieno benzina". La Geloni: "A cortissimo di argomenti proprio eh?". Leonelli: "Si, ma se neanche capite le battute... Aveva ragione Luca Telese quando mi disse "sei troppo simpatico per essere del Pd". E la direttrice di YouDem chiude lo scambio con un: "No Comment. Potrei fare delle battute che poi magari non capisco".
Quattro novembre. Ancora la Geloni protagonista. Il professor Francesco Clementi scrive a Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Pd: "Nico... il Sitooo! Metti il link, facci registrare per votare alle primarie! Siete già in ritardo, la partecipazione. First". La Geloni non resta a guardare: "Sì, con un altro tono però". E qui entra anche il Leonelli di cui sopra: "Nico è al pranzo della domenica e a occhio non lascia nulla d'intentato..". La direttrice di YouDem non replica. Avvisa solo che "adesso la preregistrazione funziona". Il professor Clementi ringrazia e ricorda che la data "l'aveva detta lui, Stumpo". La Geloni non si trattiene: "L'avevamo data Noi. Le primarie le stiamo organizzando Noi. Non Bersani. Non Nico. Noi. Non facciamo capricci".
E così via. In uno scontro che non è solo interno al Pd, ma che riguarda anche gli altri partecipanti alle primarie. Sul caso Marattin, da registrare la domanda ironica rivolta da Paolo Fedeli, portavoce di Vendola a Dario Franceschini. L'ex segretario del Pd scrive: A Ferrara con Bersani. Tanta voglia di parlare di problemi concreti. Queste sono le primarie, non le polemiche sui giornali". Fedeli: "C'è anche Marattin?". Poi i tweet da uno scontro che contagia tutti i livelli del Pd. Quattro novembre. Cecilia Pezza, consigliere comunale di Firenze: "Consiglio comunale per ricordare l'alluvione del 1966. Grande assente Renzi. Spero di essere smentita e che arrivi Adesso!!!". Le repliche: "Sì, però ha twittato un appello accorato". Fino all'intervento di Tommaso Giuntella, altro coordinatore della campagna di Bersani: Carissima, un grande abbraccio da figlio di un angelo del fango a te e a tutta la città che oggi è con voi nella memoria".
Infine, Roberto Reggi, coordinatore della campagna di Renzi. Il tre novembre chiede a Bersani: "Caro Segretario, mi spieghi perché il PD è orgoglioso delle primarie libere in Lombardia mentre ha provato a truccarle nel Paese?". Tra le reazioni quella di Francesco Mele, diregente del Pd torinese: "Roberto, rispetta le migliaia di militanti che dedicano il loro tempo a primarie Pd: se hai argomenti politici usali sennò rispettaci". Reggi non tace: "E' soprattutto per rispetto a loro che dovrebbero funzionare".
LE IMMAGINI Botta e risposta su Twitter
Gli esempi sono numerosi. Otto novembre: dal profilo di "Noi votiamo Renzi" arriva una domanda rivolta ad Alessandra Moretti, vicesindaco di Vicenza, coordinatrice della campagna elettorale di Pierluigi Bersani. "Le pettorine che indossano i rappresentanti del comitato Bersani chi le paga? E i volantini? Magari li pagate con i diritti del libro di Fassina...". La risposta arriva pochi minuti dopo. La Moretti allega al suo post il link con la pagina del sito di Bersani dove c'è il rendiconto delle spese. E scrive: "La trasparenza per il Pd non è una novità, ma un valore in cui crediamo da tempo". I renziani replicano: "Come sempre non è la risposta alla nostra domanda". Controreplica, piccata, della Moretti: "Le risposte alle vostre domande sono nel link, ma capisco che leggere sia faticoso! Comunque siete simpatici". I renziani non ci stanno: "Sì, ma non c'è scritto chi paga gli sms...".
Il giorno prima, sette novembre. Ancora una sostenitrice di Bersani. Chiara Geloni, direttrice di YouDem, la web tv del partito, ha un scambio di tweet con Giacomo Leonelli, presidente del consiglio provinciale di Perugia e tra i protagonisti della Leopolda. La Geloni twitta: "3000". Si riferisce al numero dei follower raggiunti sul social. Leonelli ironizza: "Da 2.100 euro di contributi Bersani è riuscito ad arrivare a 3.000? Campagna faraonica! Ci viene pure il trolley col pieno benzina". La Geloni: "A cortissimo di argomenti proprio eh?". Leonelli: "Si, ma se neanche capite le battute... Aveva ragione Luca Telese quando mi disse "sei troppo simpatico per essere del Pd". E la direttrice di YouDem chiude lo scambio con un: "No Comment. Potrei fare delle battute che poi magari non capisco".
Quattro novembre. Ancora la Geloni protagonista. Il professor Francesco Clementi scrive a Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Pd: "Nico... il Sitooo! Metti il link, facci registrare per votare alle primarie! Siete già in ritardo, la partecipazione. First". La Geloni non resta a guardare: "Sì, con un altro tono però". E qui entra anche il Leonelli di cui sopra: "Nico è al pranzo della domenica e a occhio non lascia nulla d'intentato..". La direttrice di YouDem non replica. Avvisa solo che "adesso la preregistrazione funziona". Il professor Clementi ringrazia e ricorda che la data "l'aveva detta lui, Stumpo". La Geloni non si trattiene: "L'avevamo data Noi. Le primarie le stiamo organizzando Noi. Non Bersani. Non Nico. Noi. Non facciamo capricci".
E così via. In uno scontro che non è solo interno al Pd, ma che riguarda anche gli altri partecipanti alle primarie. Sul caso Marattin, da registrare la domanda ironica rivolta da Paolo Fedeli, portavoce di Vendola a Dario Franceschini. L'ex segretario del Pd scrive: A Ferrara con Bersani. Tanta voglia di parlare di problemi concreti. Queste sono le primarie, non le polemiche sui giornali". Fedeli: "C'è anche Marattin?". Poi i tweet da uno scontro che contagia tutti i livelli del Pd. Quattro novembre. Cecilia Pezza, consigliere comunale di Firenze: "Consiglio comunale per ricordare l'alluvione del 1966. Grande assente Renzi. Spero di essere smentita e che arrivi Adesso!!!". Le repliche: "Sì, però ha twittato un appello accorato". Fino all'intervento di Tommaso Giuntella, altro coordinatore della campagna di Bersani: Carissima, un grande abbraccio da figlio di un angelo del fango a te e a tutta la città che oggi è con voi nella memoria".
Infine, Roberto Reggi, coordinatore della campagna di Renzi. Il tre novembre chiede a Bersani: "Caro Segretario, mi spieghi perché il PD è orgoglioso delle primarie libere in Lombardia mentre ha provato a truccarle nel Paese?". Tra le reazioni quella di Francesco Mele, diregente del Pd torinese: "Roberto, rispetta le migliaia di militanti che dedicano il loro tempo a primarie Pd: se hai argomenti politici usali sennò rispettaci". Reggi non tace: "E' soprattutto per rispetto a loro che dovrebbero funzionare".