ROMA - Se vincerà le primarie del centrosinistra, chi non condivide il suo programma sarà fuori. Matteo Renzi lo dice chiaramente parlando ad Agorà, su Rai Tre. "Se vinco io alle primarie presenterò il mio programma, come deciso dalla carta d'intenti sottoscritta da tutti, che è perfino troppo generica, poi chi ci sta dentro bene, chi non lo condivide esce". E se invece vincerà Bersani? "Faremo quello che dice lui e ribadisco che se perdo non voglio premi di consolazione".
Nichi Vendola, invece, accende un lungo duello con Bersani partendo dalla disponibilità del segretario a coinvolgere in un suo eventuale governo anche alcuni dei ministri attuali, purché "facciano outing" sul piano politico. La domanda è posta a Bersani portando ad esempio Passera e Fornero. E questo basta al leader di Sel per twittare: "Bersani è disponibile ad avere Elsa Fornero nel suo governo. Noi no". Aggiungendo poi da Sanremo che l'ipotesi di una riconferma dei ministri Passera e Fornero in un eventuale governo di centrosinistra "appartiene probabilmente a un repertorio comico, alla fantascienza o alla fantapolitica". Ma "sono fiducioso e attendo una smentita da parte di Pier Luigi Bersani".
Smentita che arriva, anche in questo caso con un primo tweet: "Non faccio il toto-ministri. Mai detto di volere la Fornero nel governo" scrive il segretario del Pd, che poi da Milano chiarisce ulteriormente: "Ho risposto a una questione. A differenza di Gasparri, io penso che i ministri abbiano tutti i diritti civili e politici e quindi sono assolutamente persone candidabilissime facendo outing, cioè dicendo da che parte stanno". Nichi Vendola ha detto no a un Governo con ministri come Elsa Fornero. "E chi ha detto niente? - la replica di Bersani - non ho mai detto niente di tutto questo. Ci manca solo che ci mettiamo fare il totoministri".
Nello scambio irrompe anche Maurizio Landini, segretario generale della Fiom: "Se dovessi dare un consiglio a
Bersani gli direi che la fase dei professori universitari l'abbiamo già avuta, sarebbe utile che si rappresentassero gli interessi delle persone che lavorano. Se un nuovo governo ci deve essere, deve cambiare tutto ciò che Monti ha fatto. Le riforme che la Fornero ha fatto sono sbagliate e il nuovo governo deve essere in grado di cancellare l'articolo 8, ripristinare l'articolo 18 e rimettere mano alla riforma delle pensioni".
Tornando al dibattito con Renzi, Bersani risponde all'ulteriore accusa: essere stato in questi anni "garante tra i gruppi dirigenti del partito invece di fare l'innovatore". Il leader democratico risponde subito: "Renzi sbaglia - dice -. Dovrebbe sapere che a Firenze c'è un segretario del Pd bravissimo che ha 28 anni e l'abbiamo fatto a 26 anni. Se si guarda attorno il rinnovamento c'è ed è stato profondo e ci mette in condizione di avere una nuova classe dirigente cui far fare uno scalino in più, in termini di partito e governo".
Chi vince, continua poi il sindaco di Firenze, "prendendo impegni con i cittadini, li deve rispettare. Altrimenti le primarie sembrano una finta: vi immaginate Obama che dopo aver vinto le primarie poi dice agli americani aspettate, prima di mettere in pratica il programma, devo parlare con il segretario dei democratici. Basta con i vecchi schemi".
Renzi parla anche dell' ipotetica squadra di governo: "Se vinciamo le primarie - dice - faremo solo dieci
ministri: cinque uomini e cinque donne". E spiega: "Nel momento in cui fossi candidato premier una parte significativa della squadra sarebbe indicata prima". Il sindaco di Firenze non esclude poi di avere Mario Monti in un suo esecutivo.
Sulle alleanze future, Renzi è pronto a guidare un centrosinistra con dentro anche il partito del governatore della Puglia, "sempre che Sel non se ne vada, questo bisogna che lo chieda a Vendola". Il leader di Sel, stamattina a Omnibus su La7 si dice sorpreso dalle parole del sindaco di Firenze: "Siamo rimasti tutti un po' stupiti dalle dichiarazioni di Renzi - dice - che appartengono a uno stile un po' pirotecnico, un po' con la voglia di stupire e spiazzare, tipico di un politicismo moderno e televisivo". Poi continua: "Matteo Renzi non si è accorto che le primarie sono del centrosinistra - spiega Vendola - e che sono un elemento costitutivo della coalizione di centrosinistra, per cui all'inizio ho avuto qualche esitazione, qualche imbarazzo aspettando che Bersani chiarisse come stiano i fatti e informasse un iscritto al suo partito del fatto che abbiamo sottoscritto una carta d'intenti".
Vendola si sofferma anche sul rapporto col suo compagno, Ed Testa e sull'intervista rilasciata a Vanity Fair in cui dice di essere pronto a diventare first gentleman. "È stata un'intervista molto delicata - spiega il leader di Sel, somigliava molto a lui". E aggiunge: "Con questa intervista lui ha deciso di non essere oggetto di una curiosità morbosa, ma di raccontarsi, senza lasciare che fosse catturato un po' alla volta e macinato nel gossip", sottolineando come ormai "avevamo paparazzi appostati per strada e sui tetti delle case".
Intanto Bersani, in un'intervista a Radio Anch'io, parla del suo programma di governo, indicando tre punti: "Il primo intervento sarà una legge sulla cittadinanza per i figli degli immigrati. Poi una lenzuolata sulla moralità pubblica". Altro tema fondamentale da affrontare subito, secondo il leader del Pd, è quello del lavoro.
Nichi Vendola, invece, accende un lungo duello con Bersani partendo dalla disponibilità del segretario a coinvolgere in un suo eventuale governo anche alcuni dei ministri attuali, purché "facciano outing" sul piano politico. La domanda è posta a Bersani portando ad esempio Passera e Fornero. E questo basta al leader di Sel per twittare: "Bersani è disponibile ad avere Elsa Fornero nel suo governo. Noi no". Aggiungendo poi da Sanremo che l'ipotesi di una riconferma dei ministri Passera e Fornero in un eventuale governo di centrosinistra "appartiene probabilmente a un repertorio comico, alla fantascienza o alla fantapolitica". Ma "sono fiducioso e attendo una smentita da parte di Pier Luigi Bersani".
Smentita che arriva, anche in questo caso con un primo tweet: "Non faccio il toto-ministri. Mai detto di volere la Fornero nel governo" scrive il segretario del Pd, che poi da Milano chiarisce ulteriormente: "Ho risposto a una questione. A differenza di Gasparri, io penso che i ministri abbiano tutti i diritti civili e politici e quindi sono assolutamente persone candidabilissime facendo outing, cioè dicendo da che parte stanno". Nichi Vendola ha detto no a un Governo con ministri come Elsa Fornero. "E chi ha detto niente? - la replica di Bersani - non ho mai detto niente di tutto questo. Ci manca solo che ci mettiamo fare il totoministri".
Nello scambio irrompe anche Maurizio Landini, segretario generale della Fiom: "Se dovessi dare un consiglio a
Bersani gli direi che la fase dei professori universitari l'abbiamo già avuta, sarebbe utile che si rappresentassero gli interessi delle persone che lavorano. Se un nuovo governo ci deve essere, deve cambiare tutto ciò che Monti ha fatto. Le riforme che la Fornero ha fatto sono sbagliate e il nuovo governo deve essere in grado di cancellare l'articolo 8, ripristinare l'articolo 18 e rimettere mano alla riforma delle pensioni".
Tornando al dibattito con Renzi, Bersani risponde all'ulteriore accusa: essere stato in questi anni "garante tra i gruppi dirigenti del partito invece di fare l'innovatore". Il leader democratico risponde subito: "Renzi sbaglia - dice -. Dovrebbe sapere che a Firenze c'è un segretario del Pd bravissimo che ha 28 anni e l'abbiamo fatto a 26 anni. Se si guarda attorno il rinnovamento c'è ed è stato profondo e ci mette in condizione di avere una nuova classe dirigente cui far fare uno scalino in più, in termini di partito e governo".
Chi vince, continua poi il sindaco di Firenze, "prendendo impegni con i cittadini, li deve rispettare. Altrimenti le primarie sembrano una finta: vi immaginate Obama che dopo aver vinto le primarie poi dice agli americani aspettate, prima di mettere in pratica il programma, devo parlare con il segretario dei democratici. Basta con i vecchi schemi".
Renzi parla anche dell' ipotetica squadra di governo: "Se vinciamo le primarie - dice - faremo solo dieci
ministri: cinque uomini e cinque donne". E spiega: "Nel momento in cui fossi candidato premier una parte significativa della squadra sarebbe indicata prima". Il sindaco di Firenze non esclude poi di avere Mario Monti in un suo esecutivo.
Sulle alleanze future, Renzi è pronto a guidare un centrosinistra con dentro anche il partito del governatore della Puglia, "sempre che Sel non se ne vada, questo bisogna che lo chieda a Vendola". Il leader di Sel, stamattina a Omnibus su La7 si dice sorpreso dalle parole del sindaco di Firenze: "Siamo rimasti tutti un po' stupiti dalle dichiarazioni di Renzi - dice - che appartengono a uno stile un po' pirotecnico, un po' con la voglia di stupire e spiazzare, tipico di un politicismo moderno e televisivo". Poi continua: "Matteo Renzi non si è accorto che le primarie sono del centrosinistra - spiega Vendola - e che sono un elemento costitutivo della coalizione di centrosinistra, per cui all'inizio ho avuto qualche esitazione, qualche imbarazzo aspettando che Bersani chiarisse come stiano i fatti e informasse un iscritto al suo partito del fatto che abbiamo sottoscritto una carta d'intenti".
Vendola si sofferma anche sul rapporto col suo compagno, Ed Testa e sull'intervista rilasciata a Vanity Fair in cui dice di essere pronto a diventare first gentleman. "È stata un'intervista molto delicata - spiega il leader di Sel, somigliava molto a lui". E aggiunge: "Con questa intervista lui ha deciso di non essere oggetto di una curiosità morbosa, ma di raccontarsi, senza lasciare che fosse catturato un po' alla volta e macinato nel gossip", sottolineando come ormai "avevamo paparazzi appostati per strada e sui tetti delle case".
Intanto Bersani, in un'intervista a Radio Anch'io, parla del suo programma di governo, indicando tre punti: "Il primo intervento sarà una legge sulla cittadinanza per i figli degli immigrati. Poi una lenzuolata sulla moralità pubblica". Altro tema fondamentale da affrontare subito, secondo il leader del Pd, è quello del lavoro.