Primarie PD 2012

IL CASO

L'incubo della doppia fila ai gazebo
"Gli uffici elettorali non bastano"

Dai renziani a Vendola timori sulla macchinosità delle procedure, il rischio della lentezza è concreto. I bersaniani: "Voteranno tutti
di GIOVANNA CASADIO

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ROMA - "Ci vogliono dai 4 ai 5 minuti per registrarsi alle primarie. Facendo un rapido calcolo: se i pre-registrati non saranno più di un milione, e se però riuscissimo - come contiamo di fare - a portare ai seggi delle primarie 4 milioni di elettori, ecco che ci vorrebbero 27 ore circa per votare. mentre di ore domenica prossima ne abbiamo 12". Il countdown delle primarie (-6 giorni) comincia con un'altra polemica. Roberto Reggi, il coordinatore del "comitato per Renzi", chiede un potenziamento degli uffici elettorali: vista la strada scelta, ovvero la registrazione obbligatoria,  ce ne vogliono tanti quanti sono i seggi. E poi, aggiunge, bisognerà organizzare  ogni metodo per accelerare le  procedure di voto. Perché - avverte Reggi - "sarebbe un disastro se non riuscissimo a fare votare tutti quelli che si mettono in fila: allora, lo staff organizzativo del Pd dovrebbe dimettersi". Ci saranno doppie file e il rischio di lentezza è concreto. Sempre che la sfida tra Bersani, Renzi, Vendola, Laura Puppato e Tabacci per la premiership del centrosinistra riporti in quota la politica e vinca la disaffezione.

Matteo Renzi, il "rottamatore", ripete che più gente va a votare, più lui ha buone chance e perciò il suo slogan ora è: "Meglio perdere un quarto d'ora in più domenica in fila, che i prossimi cinque anni". Laura Puppato incalza:  "Non rifacciamo gli errori di burocratizzare perché dissuadiamo dalla democrazia". Niente rigidità: insiste Vendola. Dallo staff organizzativo, i bersaniani replicano ai renziani: "Sono lamentele un po' folli". Nico Stumpo ricorda che alle ultime primarie - quelle del 2009 per la segreteria del Pd, in cui si fronteggiarono Bersani e Franceschini, e andarono a votare in 3 milioni e 100 mila - le procedure richiedevano un tempo quasi uguale, e tutto si faceva in un solo giorno.  Comunque, l'incognita è appunto la partecipazione. L'ultimo dato disponibile ieri sera, lo fornisce Roberto Cuillo: 600 mila i pre-registrati, di cui 200 mila online (sul sito www. primarieitaliabenecomune. it ) e  400 mila persone sono andate negli uffici elettorali di tutt'Italia a iscriversi. Non molti? Cuillo: "Ma ora inizia il rush finale".

Regione per regione arrivano numeri e problemi. A Napoli - la città dello scandalo delle ultime primarie per il sindaco - e in provincia, i registrati sono 20 mila; 12 mila a Salerno e 8 mila a Caserta. Già sono stati individuati 550 uffici elettorali in tutta la Campania. "Insomma, tutto il territorio sarà coperto", spiega Francesco Dinacci, il responsabile dell'organizzazione campano. I veleni che accompagnarono le primarie del gennaio del 2011, poi annullate per brogli, sono stati presi come esempio di ciò che non si deve più ripetere e perciò Bersani ha voluto l'albo degli elettori.

In Piemonte 50 mila registrati, poco più di un quarto dei votanti del 2009. I responsabili dell'organizzazione sono fiduciosi, pensavano che la pre-iscrizione, soprattutto quella online, andasse anche peggio. Fioccano cifre e anche scontri su dove tenere i banchetti di pre-registrazione. "Non va bene se sono solo nelle sedi del Pd, meglio davanti ai supermercati, in piazza", ribadisce Reggi. Cuillo replica. "Ci sono dappertutto, io mi sono registrato a Roma in un camper". A Genova, città concreta, stanno preparando i seggi per domenica prossima: in tutto, inclusa la provincia, saranno 124, e hanno dato la loro disponibilità un ristoratore di Albaro (quartiere "bene") e una dottoressa di Staglieno (quartiere popolare). Finora in Liguria di sono registrati in 13 mila. In Emilia Romagna, ci sono già state code: 65 mila gli iscritti (di cui 25 mila online), il contributo versato è in media di 3 euro e 50 (quello previsto è di 2 euro).

Bersani si è già registrato a Piacenza, la sua città. In Lombardia (a Milano e nel milanese 25 mila iscritti), la preoccupazione è:   "Come ci si comporta nei piccoli comuni dove magari viene a votare chi è stato in una lista civica alternativa al centrosinistra?   Mica possiamo fare il tribunale del popolo". Infine, bisognerà vedere come risponde la Sicilia di Crocetta e dei grillini: finora nel palermitano 3.700 iscrizioni. In Puglia, anche per via di Vendola, si prevede un boom: intanto 19 mila registrati, il numero più alto a Foggia. A Roma, sono 35 mila iscritti.