Primarie PD 2012

Bersani e Renzi a Che tempo che fa:
duello sulle primarie sul filo dell'ironia

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ROMA - "Qui ci siamo incontrati solo al bagno". E' con una delle sue battute che Matteo Renzi apre il dialogo con Fazio nello studio di Che Tempo che fa. Due interviste in successione: prima a lui, poi a Bersani. Dalle primarie all'Ilva, dalla scuola alle regole per il ballottaggio. E poi i valori, Vendola, il ruolo che toccherà nel Pd a chi tra loro perderà domenica prossima Il passaggio alla trasmissione di Raitre apre così la lunga settimana che porterà entrambi, domenica prossima, a giocarsi al ballottaggio la candidatura a premier per il centrosinistra.

Parte Renzi: "Sono contento, è stato bello. ho fatto 2 ore e 20 di fila, ma da ieri il centrosinistra e il Pd non appartiene più ai dirigenti, D'Alema, Bindi. Sono della gente. Avrei voglia di cercare quelli che dicevano che  avrebbero rovinato il centrosinistra. E domenica sarà un referendum su due diverse idee di futuro". Ed è per questo che ripete di andare a cercare i voti dei bersaniani e anche di chi ha votato Vendola. Con risposta secca a Fazio che chiede di un possibile patto con Nicki: "Non con Vendola come leader. Chi ha votato per lui non aspetta che lui dia la linea. E' una vecchia idea. Certo, lui ha detto "Lavorerò perché perda Renzi". Ma è bello un partito che decide in questo modo, con una battaglia leale e franca, che non litiga solo sugli inciuci e gli intrighi di palazzo".

E, ancora, le differenze. Fazio domanda: Lei parla dei suoi avversari nel Pd come "loro e noi". Risposta senza tatticismi: "Non è che loro sono il Pd e noi no. La squadra è la stessa. Io combatto per arrivare a sfidare i "loro" veri alle politiche. Ma nella nostra squadra ci sono idee diverse, io cambierei il modulo di gioco, più attacco. E' probabile che vinca Bersani? Probabilmente sì, se vince il giorno dopo gli dò una mano e non gli chiedo niente in cambio. Noi e loro vuol dire che noi siamo per l'abolizione del finanziamento ai partiti, per l'innovazione tecnologica, che non sia considerata un di più in una politica industriale, siamo contro gli inciuci con Casini. In questa distinzione, però, c'è rispetto".

Rispetto che mostra anche nella polemica sulle regole ai ballottaggi. "Ho chiesto solo che mettano online i verbali, per non fare confusione. Succede, sono vicende che non possono scalfire i risultati. Nessuno pensa al complotto. Anche per i cittadini, che non sono sudditi. E non è una cattiva idea far votare anche chi non ha votato al primo turno. Ora lo può fare solo presentando la giustificazione. Fate un modulino online, uno dice che è di sinistra e va a votare al ballottaggio". Ironia finale.

Che Fazio fa rimbalzare su Bersani. Il passo e il modo di comunicare sono molto distanti, ma il segretario non si sottrae. Davvero, come dice Renzi, si riparte da zero a zero? "Son d'accordo col concetto, non mi piacciono gli zeri - risponde Bersani. Partita aperta, i ballottaggi si fanno per questo. Vorrei far notare che non solo le ho volute io le primarie, e ho insistito per il ballottaggio. Oggi avrei vinto, ma non mi sembra giusto essere candidato premier senza il 51% del consenso". Ma il voto nelle regioni rosse è andato a Renzi, incalza Fazio.
"L'Emilia è una regione rossa, vero? La Toscana vabbe'...A me ha fatto piacere che il voto mi sia arrivato da tutte le parti. E sono orgoglioso del voto del Sud perché ci abbiamo lavorato, con giovani, meccanismi in rete, lotta per la legalità".

Poi il futuro nel partito, sul quale il tono è simile a quello del suo sfidante. Su questo, nel Pd, grande fair play. "C'è il congresso l'anno prossimo. Faremo le primarie anche lì. Nella battaglia di Renzi c'è uno stimolo importante, ma non mi piace quando dice che lui è l'innovatore e io l'usato sicuro. Sicuro è parola che mi piace, anche usato non la butto via purché si riconoscano le riforme che ho fatto. Io dove sono stato ho sempre cambiato. Governare è cambiare, tutti i giorni. Credo di sapere come fare, quindi sono sicuro. Vorre dimostrare a Renzi che si può cambiare con i fatti, non a parole".

E infine i valori. Nella cittadina natale di Sandro Pertini il segretario del Pd ha rievocato i valori del socialismo. Da rottamare? "Io non alludo alle radici dei nostri partiti - spiega. Socialista è la più antica parola della politica italiana: solidarietà, destino comune, altruismo fanno parte delle nostre radici e sono parole molto moderne". E su questo i toni sono molto lontani. Ed è solo il primo atto di una settimana davanti alle telecamere.