Referendum Costituzionale 2016

Videoforum con Angelino Alfano: "Referendum, ogni Sì va bene"

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano al videoforum di Repubblica Tv 
Il ministro dell'Interno su Berlusconi: "È come Maradona, talento puro in un mare di sregolatezza". E si definisce un salvatore della patria: "Senza di me, Italia nel precipizio"
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ROMA - "Ci sono tanti modi per dire Sì...purché sia un Sì". Con uno dei suoi tipici giochi di parole il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ospite del videoforum di Repubblica Tv, commenta il Sì sofferto di Romano Prodi alla riforma costituzionale. "Il Sì non è per il governo ma per il Paese. La nostra Costituzione sopravvive a noi stessi, chi vuole votare con cuore e testa arriva al Sì e ci si può arrivare nonostante noi". E alla domanda se il "Sì" di Prodi possa spostare voti, Alfano risponde: "Il Professore in un pezzo della sinistra ha moltissima credibilità".

Alfano: ''Il Sì non convinto di Prodi? L'importante è che sia un Sì''

Silvio come Maradona. Paragonato da Berlusconi a un Aldo Serena (in un'intervista oggi sul Foglio, ndr), cioè a un buon giocatore ma con troppi cambi di casacca in carriera, Alfano ribatte per le rime e dice di vedere l'ex premier "come Maradona, talento puro annegato in un mare di sregolatezza. Ai miei figli direi: guardatelo in tv ma non fate come lui". E chiarisce: "Berlusconi non è mai uscito dal campo, neanche quando ha avuto un intervento al cuore. Il nuovo Nazareno è una finzione preelettorale, lui sa che molti dei suoi elettori voteranno Sì".

Alfano: ''Berlusconi come Maradona: grande talento e troppa sregolatezza''

Io, salvatore della patria. Rivendica poi il merito di aver puntellato il governo nel 2013 per evitarne la caduta: "Altro che voltagabbana, io ho salvato l'Italia a ottobre di tre anni fa, evitando che il governo cadesse e il Paese finisse in mano ai grillini. Quando Berlusconi ha chiuso il Pdl e ha rilanciato Forza Italia, dandola in mano a degli estremisti, io non ho mai cambiato partito ma ne ho fondato uno nuovo, assumendomene la responsabilità, cercando i finanziamenti, senza avere un gruppo editoriale alle spalle, e salvando l'Italia perchè se non ci fossi stato io tutto sarebbe finito in un precipizio". La nascita di Ncd, continua il ministro dell'Interno "ha impedito la fine anticipata della legislatura, con le riforme in alto mare e il Pil con segno meno". E ribadisce: "L'accordo con il Pd l'ha fatto Berlusconi, mica io. Poi lui ha cambiato idea e io sono rimasto per il bene dell'Italia".

Gli estremisti Salvini e Meloni. Alfano sottolinea anche la necessità di primarie del centrodestra sull'esempio francese. "Le primarie del centrodestra in Francia hanno dimostrato che è possibile costruire un centrodestra moderato e liberale che si opponga alla destra lepenista. La stessa cosa si potrebbe fare in Italia per dire no alla destra populista di Salvini e Meloni, che sono degli estremisti: il leader della Lega attacca il Papa, il presidente della Repubblica, l'Europa. Non sono compatibili con noi". E la presidente di Fratelli d'Italia? "È l'assistente di Salvini, ripete con cadenza romana quello che lui dice con accento lombardo".

Voto all'estero. Quanto al voto degli italiani all'estero, decisivo anche per Matteo Renzi, Alfano aggiunge: "I voti all'estero non sono trolls o ologrammi, sono italianissimi e reali. Se ci sarà una maggioranza del Sì è perché sono fuori dalla bega italiana e hanno capito che oggi che abbiamo una bellissima macchina con un motore vecchio. Il fronte del No dice ce ne freghiamo, cambiamo il guidatore".

E se vince il No? Alfano ne è sicuro, anche in caso di sconfitta del Sì, l'attuale governo deve continuare: "Noi abbiamo fatto tantissimo, il nostro governo scade nel 2018. In 1000 giorni abbiamo realizzato Expo e Giubileo, siamo un Paese sicuro. Confondere qualcosa come il rinnovo del pubblico impiego con il referendum, anche se ci crediamo molto, è sbagliato. Io credo che il governo debba continuare".

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