Referendum Costituzionale 2016

D'Alema per il No in chiesa e attacca Renzi: "Stracciati i valori del Pd"

L'ex ministro degli Esteri chiude la sua campagna nel santuario di Siracusa e scherza: "La Madonna è con noi". Poi uno show contro il premier. "Ha fatto le cose del centrodestra, se Berlusconi gli chiede la Siae è rovinato. Ma non vogliamo le sue dimissioni e nemmeno un governo tecnico"

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SIRACUSA - Il suo "no di sinistra" l’ha spiegato sotto un crocifisso, dentro il santuario della Madonna delle lacrime cui l’ex governatore Totò Cuffaro (condannato per mafia) affidò la Sicilia. Massimo D’Alema ci ha persino scherzato su, al telefono con il deputato Pd Giuseppe Zappulla: "La Madonna è con noi, le lacrime le lasciamo a Renzi…". Solo una battuta, riferita da Zappulla, all'interno di una conversazione che - viene sottolineato - aveva un tono leggero e confidenziale. D'altronde Renzi, a metà novembre, nel corso di una visita in Sicilia, aveva citato pubblicamente la patrona di Catania: "L'arcivescovo - aveva affermato il premier - mi ha detto che Sant'Agata fa il tifo per noi".

D'Alema, nell'affollato comizio siracusano, ha riservato a Renzi uno show fatto di sarcasmo, critiche senza perifrasi, attacchi diretti. Il problema, chiarisce subito, non sono le dimissioni in caso di vittoria del No: "Nessuno le chiede". La questione non è la durata della legislatura: "Credo che non ci saranno elezioni anticipate". E l’auspicio non è un governo tecnico:  "C’è una maggioranza politica in parlamento, Mattarella può eventualmente dare l’incarico a un altro presidente". Il fatto è, dice D’Alema, "che Renzi ha detto e ridetto, ha fatto tutto da solo, asserendo e poi smentendo che si sarebbe ritirato a vita privata, cosa che a qualche italiano non dispiacerebbe. Ha messo in circolo la paura del vuoto amministrativo, delle banche, di Grillo e di Salvini. Ha spaventato i cittadini per impedire loro di votare secondo coscienza su quella che è semplicemente una riforma. Una brutta riforma".

Il giudizio sul governo sta tutto in una battuta: "Ha tolto l’Imu alle case dei ricchi, ha cancellato l’articolo 18, ha fatto una riforma istituzionale e una legge elettorale come quella del centrodestra: se Berlusconi va alla Siae per i diritti d’autore, Renzi è rovinato”". D’Alema sottolinea "il milione di voti persi dal Pd nelle ultime Comunali: una cifra davanti alla quale qualsiasi segretario avrebbe almeno aperto un dibattito". Poi ricorda il numero degli attuali iscritti al partito (180 mila) e li paragona a quelli del vecchio Pds (620 mila). Quindi legge sul cellulare il manifesto dei valori fondanti del Pd, scritto nel 2008, nella parte in cui gli aderenti "si impegnano formalmente a dire no alle riforme imposte a colpi di maggioranza". "Questo gruppo dirigente – commenta l’ex ministro degli Esteri -  ha stracciato i valori del Pd".
 
A Renzi, che dice che il No è il voto della casta, risponde piccato: "Io non mi sono voluto ricandidare, oggi faccio il presidente di una fondazione e studio: è lui il capo della casta". D'Alema si sposta persino sul terreno degli sprechi. Ed è una nuova requisitoria contro Palazzo Chigi. Indice puntato sull'aereo di Stato "con cui il premier va in giro per promuovere il Sì, che costa 5 volte i risparmi del nuovo Senato".  Ma l'affondo è indirizzato pure "ai due milioni e mezzo di milioni per mandare le lettere agli italiani all’estero, giunte contemporaneamente alle schede elettorali. È l’arroganza del potere", Nel mirino, ancora, "i 400 mila euro dati al guru americano che ha pianificato questa campagna referendaria”. A questo proposito, D’Alema dice di essersi "vergognato" vedendo i manifesti per il Sì che prospettano, come risultato della riforma, quello di avere "meno politici in Italia": "Se rifai il verso a Grillo vieni battuto. Perché la gente preferisce sempre l’originale alla copia".
 
Il colpo di coda del "signor rieccolo" (definizione di Renzi) è il riferimento ai compagni di viaggio di Anpi, Cgil, Arci: "Resistenza, mondo del lavoro, volontariato: è questa la nostra accozzaglia". Un minuto di applausi dell’oratorio, fra cui non mancano i nostalgici. Una signora si avvicina all’ex segretario del Pds, gli stringe le mani: "Presidente, l’unico lider maximo vivente è rimasto lei". E D’Alema, stavolta, non sa se prenderlo come un buon auspicio.   
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