Libri economici, fumetti e cucina: a Tempo di libri il lettore è pop
di ORIANA LISO
(fotogramma)
La fiera dell'editoria milanese si anima nel fine settimana, tra incontri con gli autori, show cooking e dibattiti di politica e giustizia
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Le librerie più affollate? Non c'è partita: quelle dei grandi editori con nomi molto riconoscibili, certo, ma soprattutto quelle di libri economici, dove il pubblico viene accolto da cartelli acchiappa-lettori. Due gialli a 9,90 euro, lo stesso prezzo di due romanzi genere chick lit (gli Harmony ai tempi di Sex and the city, insomma) ma, anche, di due classici: I fratelli Karamazov di Dostoevskij e Guerra e pace di Tolstoj, oppure tutte le fiabe dei fratelli Grimm e di Andersen? Basta scegliere, ma se le tasche permettono meno c'è anche Pirandello a 4 euro.
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Tempo di Libri è una scommessa, per Milano che ha deciso di provare l'assalto al dominio torinese - la sindaca Chiara Appendino è arrivata in mattinata a dare un'occhiata alla concorrenza -, e per il mondo dell'editoria, che i lettori deve andarli sempre più a cercare, e non è facile farli arrivare sotto le vele della Fiera, 15 euro in media di spesa tra ingresso e biglietti della metropolitana in un fine settimana di ponti festivi. Eppure, dopo una partenza molto slow, il terzo giorno è quello dei corridoi animati e delle presentazioni partecipate. Negli stand si lavora, si vende anche, visto che alla fine una fiera serve anche a questo. Il Libraccio, storica insegna seconda mano, ha tutti i commessi occupati, alle casse e tra gli scaffali, e forse anche qui - come per gli editori economici - c'entra la possibilità di portare a casa un libro usato ma in buone condizioni a un prezzo scontato.
E poi ci sono i fumetti, che attirano ragazzi ed ex ragazzi allo stesso modo: lo stand della Sergio Bonelli, l'editore di Tex, non ha mai il bancone vuoto. Fanno più fatica i piccoli e piccolissimi editori: non è questione di visibilità - gli spazi sono organizzati in modo che tutti abbiano affacci evidenti - ma di attrattiva, forse: i libri più piccoli del mondo hanno meno smalto di quelli di cucina (anche perché questi sono esposti nella zona degli show cooking, più o meno sempre pieni). Si danno da fare allo stand della rivista della polizia, a quello degli editori cattolici, approfittando del passaggio generato dagli stand dei grandi editori vicini o delle sale dove si alternano Giuliano Pisapia e la Pina, Chiara Gamberale e Luis Sepulveda. Ma è inevitabile: alla prima chiamata di Milano hanno risposto in più di 550 editori. E chissà se il mare - almeno quello di Milano - è abbastanza grande per dare da mangiare a tutti.