SANREMO - Fino a cinque minuti prima ci si preoccupava di Luca e Paolo che stasera dovrebbero cantare una canzone che si intitola Ti processerò (e continua con "in galera andrai"). Ma quando Gianni Morandi rivela "la sorpresa", l'attenzione vira velocemente su ben altro. Roberto Benigni sarà all'Ariston. Giovedì, nella serata dedicata al 150esimo dell'Unità d'Italia, con i cantanti in gara a eseguire canzoni in qualche modo emblematiche della storia del nostro Paese. Di quella storia parlerà anche Benigni, "ma non credo per sbeffeggiare - aggiunge Morandi - anche se poi uno come lui può fare quello che gli pare". Torna, dunque, in tv il comico più amato e più temuto. A stretto giro dall'ultima apparizione, nel corso della prima puntata di Vieniviaconme, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano in onda su RaiTre lo scorso novembre. Dove ha giganteggiato con un monologo di circa un'ora. Oltre 7 milioni e mezzo di telespettatori, saliti a 9 quando c'era lui.
Polemica cachet, la Lega attacca. Ma se per l'intervento a Vieniviaconme il premio Oscar non aveva preteso un euro, qui è cosa diversa. Si parla di unn cachet di 200 mila euro per un'apparizione della durata di circa trenta minuti. E mentre oil direttore di RaiUno spioega che "la trattativa si sta chiudendo, non c'è alcun braccio di ferro né ci sono richiesta esagerate" e anzi, "c'è la volontà di incontrarci", la Lega ne approfotta e s'indigna. Il senatore del Carroccio Cesatino Monti usa il sarcasmo e si chiede perché "il patriota Benigni, con la sua morale di trenta minuti, prende il sessanta per cento in più dell'indennità di carica di un anno di un parlamentare italiano". "Dove sono i moralisti? - continua Monti - Dove sono quelli che pagano il canone? Dove sono i ricercatori, i cassintegrati, i precari e coloro che vivono con milleduecento euro al mese? Anche nel grande contenitore di precari come la Rai - sottolinea - questo rientra nell'amor patrio?".
Il Pd: "La Rai, due pesi e due misure". Ma le polemiche sulla partecipazione di Benigni al Festival sono di segno diverso. Se la Lega chiede conto del cachet dell'attore, il Pd invece domanda alla Rai "perché su Benigni usa due pesi e due misure? Che cosa ne pensa - chiede il democratico Roberto Giachetti - il consiglio d'amministrazione?". Il riferimento è alla polemica che si agitò proprio al momento della partecipazione dell'attore a Vieniviaconme e che lo indusse, alla fine, a partecipare a titolo gratuito. Senza però risparmiare, durante il suo monologo, qualche critica al direttore generale Rai Masi che gli aveva di fatto negato qualsiasi forma di compenso. "Oggi - dice Giacchetti - si esprime addirittura felicità per averlo come ospite e si dichiara che il suo cachet non sarà un problema. Fermo restando che la presenza del comico toscano sulle reti Rai è un arricchimento - sottolinea ancora il deputato Pd - viene da chiedersi cosa sia successo la volta scorsa. Il cda Rai come spiega questo comportamento schizofrenico?".
I Sanremo di Benigni. Inseguito, corteggiato. "Cercato" e "desiderato" furono anche le parole usate da Pippo Baudo per presentarlo sul palco dell'Ariston a Sanremo 2002. Perché la sua presenza è garanzia di successo, perché non c'è nessuno che faccia quel che fa lui, come lo fa lui. A Sanremo c'è tornato pure nel 2009, edizione Bonolis, prima serata, 17 febbraio. Arrivò preceduto dalle polemiche per l'accordo che la Rai si diceva avesse stipulato con la sua società di produzione, la Melampo, 350 mila euro in cambio dell'accesso e dell'uso dei "materiali storici" realizzati per la Rai - poi viale Mazzini spiegò che la cessione riguardava "copie" del materiale, nessun "master" originale. Un lungo monologo in cui trovarono posto Veltroni e il Pd ("Rialzati, Walter") e il presidente del Consiglio, ma pure il ministro della Giustizia Angelino Alfano "che ha fatto il lodo: prima accusavano Berlusconi di fare leggi ad personam, ora le ha fatte per quattro personam, magari un giorno le farà per tuttibus...". Standing ovation e una serata da 14 milioni 173 mila spettatori col 47,10% di share.
L'Inno di Roberto. Giovedì sera "farà una cosa molto particolare - dice Morandi - farà l'esegesi del canto degli italiani, l'Inno di Mameli". Il conduttore parla di "un gesto di grandissima generosità, sono sicuro che ci ha pensato molto e ha voluto essere generoso in questo". Palpabile e scontata l'esultanza dei "sanremesi". "Avevamo questa speranza e l'abbiamo inseguito - aggiunge il direttore artistico del Festival, Giammarco Mazzi - siamo felici che ci abbia detto di sì". "Felice e orgoglioso" il direttore di RaiUno Mauro Mazza.
Luca, Paolo e la galera. Senza aspettare Benigni, già stasera l'attualità potrebbe infilarsi fra una canzone e l'altra. Luca e Paolo infatti (le Iene alle quali è stato dato il mandato di "disturbare" le serate del Festival) canteranno un brano che si intitola Ti processerò (e continua con "in galera andrai"), sulle note di In amore - la canzone che Morandi cantò con Barbara Cola a Sanremo 1995. Nel giorno in cui si è deciso per il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, l'idea qualche fibrillazione la provoca. Ma dall'organizzazione non si capisce bene come andrà a finire. "Durante le prove gliel'ho sentita cantare con almeno dieci titoli diversi" dice il direttore di RaiUno Mazza, che dice di essersi appellato al "senso di responsabilità" di Luca e Paolo. "Anche perché, come sapete, in diretta è difficile intervenire - aggiunge - e qualsiasi cosa dovesse accadere, ce ne occuperemo domani".
Il rischio Ballarò. Non sarà una puntata come le altre, quella del programma di Giovanni Floris in onda stasera su RaiTre. Dedicata al caso Berlusconi, il rischio che rosicchi ascolti al festival (fra l'altro comincia anche qualche minuto prima del solito) è concreto. Il direttore Mazza cita Pietro Nenni: "Fai quel che devi, accada quel che può", dice per spiegare che il competitor interno non lo preoccupa più di tanto e che "c'è spazio per tutti".
Polemica cachet, la Lega attacca. Ma se per l'intervento a Vieniviaconme il premio Oscar non aveva preteso un euro, qui è cosa diversa. Si parla di unn cachet di 200 mila euro per un'apparizione della durata di circa trenta minuti. E mentre oil direttore di RaiUno spioega che "la trattativa si sta chiudendo, non c'è alcun braccio di ferro né ci sono richiesta esagerate" e anzi, "c'è la volontà di incontrarci", la Lega ne approfotta e s'indigna. Il senatore del Carroccio Cesatino Monti usa il sarcasmo e si chiede perché "il patriota Benigni, con la sua morale di trenta minuti, prende il sessanta per cento in più dell'indennità di carica di un anno di un parlamentare italiano". "Dove sono i moralisti? - continua Monti - Dove sono quelli che pagano il canone? Dove sono i ricercatori, i cassintegrati, i precari e coloro che vivono con milleduecento euro al mese? Anche nel grande contenitore di precari come la Rai - sottolinea - questo rientra nell'amor patrio?".
Il Pd: "La Rai, due pesi e due misure". Ma le polemiche sulla partecipazione di Benigni al Festival sono di segno diverso. Se la Lega chiede conto del cachet dell'attore, il Pd invece domanda alla Rai "perché su Benigni usa due pesi e due misure? Che cosa ne pensa - chiede il democratico Roberto Giachetti - il consiglio d'amministrazione?". Il riferimento è alla polemica che si agitò proprio al momento della partecipazione dell'attore a Vieniviaconme e che lo indusse, alla fine, a partecipare a titolo gratuito. Senza però risparmiare, durante il suo monologo, qualche critica al direttore generale Rai Masi che gli aveva di fatto negato qualsiasi forma di compenso. "Oggi - dice Giacchetti - si esprime addirittura felicità per averlo come ospite e si dichiara che il suo cachet non sarà un problema. Fermo restando che la presenza del comico toscano sulle reti Rai è un arricchimento - sottolinea ancora il deputato Pd - viene da chiedersi cosa sia successo la volta scorsa. Il cda Rai come spiega questo comportamento schizofrenico?".
I Sanremo di Benigni. Inseguito, corteggiato. "Cercato" e "desiderato" furono anche le parole usate da Pippo Baudo per presentarlo sul palco dell'Ariston a Sanremo 2002. Perché la sua presenza è garanzia di successo, perché non c'è nessuno che faccia quel che fa lui, come lo fa lui. A Sanremo c'è tornato pure nel 2009, edizione Bonolis, prima serata, 17 febbraio. Arrivò preceduto dalle polemiche per l'accordo che la Rai si diceva avesse stipulato con la sua società di produzione, la Melampo, 350 mila euro in cambio dell'accesso e dell'uso dei "materiali storici" realizzati per la Rai - poi viale Mazzini spiegò che la cessione riguardava "copie" del materiale, nessun "master" originale. Un lungo monologo in cui trovarono posto Veltroni e il Pd ("Rialzati, Walter") e il presidente del Consiglio, ma pure il ministro della Giustizia Angelino Alfano "che ha fatto il lodo: prima accusavano Berlusconi di fare leggi ad personam, ora le ha fatte per quattro personam, magari un giorno le farà per tuttibus...". Standing ovation e una serata da 14 milioni 173 mila spettatori col 47,10% di share.
L'Inno di Roberto. Giovedì sera "farà una cosa molto particolare - dice Morandi - farà l'esegesi del canto degli italiani, l'Inno di Mameli". Il conduttore parla di "un gesto di grandissima generosità, sono sicuro che ci ha pensato molto e ha voluto essere generoso in questo". Palpabile e scontata l'esultanza dei "sanremesi". "Avevamo questa speranza e l'abbiamo inseguito - aggiunge il direttore artistico del Festival, Giammarco Mazzi - siamo felici che ci abbia detto di sì". "Felice e orgoglioso" il direttore di RaiUno Mauro Mazza.
Luca, Paolo e la galera. Senza aspettare Benigni, già stasera l'attualità potrebbe infilarsi fra una canzone e l'altra. Luca e Paolo infatti (le Iene alle quali è stato dato il mandato di "disturbare" le serate del Festival) canteranno un brano che si intitola Ti processerò (e continua con "in galera andrai"), sulle note di In amore - la canzone che Morandi cantò con Barbara Cola a Sanremo 1995. Nel giorno in cui si è deciso per il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, l'idea qualche fibrillazione la provoca. Ma dall'organizzazione non si capisce bene come andrà a finire. "Durante le prove gliel'ho sentita cantare con almeno dieci titoli diversi" dice il direttore di RaiUno Mazza, che dice di essersi appellato al "senso di responsabilità" di Luca e Paolo. "Anche perché, come sapete, in diretta è difficile intervenire - aggiunge - e qualsiasi cosa dovesse accadere, ce ne occuperemo domani".
Il rischio Ballarò. Non sarà una puntata come le altre, quella del programma di Giovanni Floris in onda stasera su RaiTre. Dedicata al caso Berlusconi, il rischio che rosicchi ascolti al festival (fra l'altro comincia anche qualche minuto prima del solito) è concreto. Il direttore Mazza cita Pietro Nenni: "Fai quel che devi, accada quel che può", dice per spiegare che il competitor interno non lo preoccupa più di tanto e che "c'è spazio per tutti".