SANREMO - Ci sono il ministro della Difesa e lo stato maggiore della Rai dietro al trionfo tricolore di fiori che addobba il roof del Teatro Ariston. Tutti schierati, anche con il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni, in occasione di "Nata per unire", la serata del Festival dedicata al 150esimo dell'Unità d'Italia. "Una ricorrenza sacrosanta che va festeggiata, anche se il governo non ha ancora deciso e sono orgoglioso che la Rai lo faccia stasera, così come ritengo inutili le polemiche sul 17 marzo", dice il presidente della Rai, Paolo Garimberti. Replica Ignazio La Russa: "Manca un mese e quindi non siamo in ritardo ma posso darvi certezza, e guardate il mio sorriso, che domani mattina il dado sarà tratto. Domani ne parleremo in Consiglio dei inistri e spero sarà una giornata serena e tranquilla, stemperiamo i toni di ogni polemica. Faccio un appello alla concordia".
Giornata solenne al Festival. Nella cittadina - immersa nel caos fra traffico festivaliero e pioggia - per i due membri del governo una scaletta fitta di impegni. Prima, l'omaggio a un monumento ai caduti (con esibizione delle Frecce Tricolore), poi l'incontro con la stampa e stasera, ovviamente, lo spettacolo - all'Ariston arriveranno anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il sottosegretario ai Rapporti col Parlamento Laura Ravetto.
Oltre che per il 150esimo al Festival, il ministro Meloni a Sanremo ha anche presentato "Gioventù Ribelle", il programma del suo dicastero dedicato alle celebrazioni. Direttore artistico, per la parte musicale della manifestazione, il cantante (in gara) Davide Van De Sfroos. "Un tributo alla generazione che centocinquanta anni fa si fece levatrice del sogno di unità nazionale - spiega il ministro - fatto di diverse iniziative, che si svolgeranno per tutto il 2011 e lungo l'intero territorio italiano, un percorso guidato attraverso i luoghi della memoria dell'Unità d'Italia. Un cammino da fare a piedi, in bicicletta o in treno, sulle tracce dei ragazzi che fecero la nazione".
Oltre all'anelito patriottico che tutto pervade, la serata riserva anche altri spunti "politici", dentro e fuori dal teatro. Fuori, ad esempio, un nutrito drappello di attivisti del Popolo Viola - partiti nel pomeriggio da Genova, destinazione Sanremo - canteranno Bella ciao, davanti all'Ariston o nei paraggi . Per far risuonare le note e le parole del canto partigiano, escluso dalla serata che invece ospita tanbti altri brani-caposaldo del costume e della storia d'Italia. Escluso perché, quando l'evento fu anninciato, lo scorso novembre, Morandi e il direttore artistico della manifestazione, Giammarco Mazzi, dissero che sarebbero state eseguite sia Giovinezza che Bella ciao, ma visto che intorno a Giovinezza si agitò una gran polemica, fu deciso che nessuna delle due canzoni avrebbe trovato posto nella scaletta di questa serata.
Con Emma (la giovane cantante in gara con i Modà e data per favorita), invece, sale sul palco la battaglia per l'acqua pubblica. L'artista avrà al polso un braccialetto celeste e blu, "simbolo dell'acqua bene comune", annuncia il Comitato Referendario "2 sì per l'acqua bene comune". Sì al braccialetto ma no a Santoro: il giornalista aveva invitato la cantante a un collegamento con Annozero, in onda stasera, ma lei ha declinato. "Sono alle prime armi, sono abbastanza emotiva e voglio concentrarmi su quel che devo fare sul palco - spiega - ma mi sono messa a disposizione per un'altra volta".
Ma soprattutto ci sarà Benigni. Nessuna anticipazione sul suo intervento, ma si sa che sarà sobrio e in tono con le celebrazioni. La Russa si aspetta "che sia all'altezza del Benigni migliore, il Benigni di 'Johnny stecchino'. Sono un amante della comicità di Benigni - ha aggiunto il ministro - lui non viene questa volta per fare satira e credo che ci si aspetti che dica qualcosa sull'inno nazionale e abbia la sensibilità di non utilizzare questa serata per fini di parte",
Circa mezzora di monologo, con inizio intorno alle 22.15. E a poche ore dall'arrivo dell'artista, la Lega - che aveva agitato la polemica sui compensi per questa esibizione - non demorde e insiste con il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli: "Con grande letizia la sinistra si prepara ad acclamare Benigni che si esibirà per un modico compenso di 250 mila euro, vale a dire 500 mila euro l'ora. E questo, mentre migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione a 800 euro al mese, cioè 5 euro l'ora, pari a 100 mila volte in meno, Viva la coerenza dei compagni".
Più pesanti le parole dell'europarlamentare del Carroccio, Mario Borghezio. Che di Benigni dice: "Fa semplicemente schifo il prostituirsi di un artista alle esigenze della retorica di una parte del Paese contro l'altra", "questi signori sono dei marchettari dal punto di vista dell'etica". Ce n'è pure per Gianni Morandi, definito "un agit-prop comunista, che fa persino un po' meno". Ai cronisti che gli chiedono di commentare, La Russa replica laconico: "Se tutto ciò che dice Borghezio dovesse essere oggetto di risposte dei ministri, faremmo meglio a fare un altro mestiere". La battuta più divertente della giornata però è di Luca e Paolo. Che quanto alla loro presenza sul palco, stasera, si inchinano di fronte a Benigni e chiosano: "Esibirsi dopo di lui è come fare un film porno dopo che l'ha fatto Rocco Siffredi".
Giornata solenne al Festival. Nella cittadina - immersa nel caos fra traffico festivaliero e pioggia - per i due membri del governo una scaletta fitta di impegni. Prima, l'omaggio a un monumento ai caduti (con esibizione delle Frecce Tricolore), poi l'incontro con la stampa e stasera, ovviamente, lo spettacolo - all'Ariston arriveranno anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il sottosegretario ai Rapporti col Parlamento Laura Ravetto.
Oltre che per il 150esimo al Festival, il ministro Meloni a Sanremo ha anche presentato "Gioventù Ribelle", il programma del suo dicastero dedicato alle celebrazioni. Direttore artistico, per la parte musicale della manifestazione, il cantante (in gara) Davide Van De Sfroos. "Un tributo alla generazione che centocinquanta anni fa si fece levatrice del sogno di unità nazionale - spiega il ministro - fatto di diverse iniziative, che si svolgeranno per tutto il 2011 e lungo l'intero territorio italiano, un percorso guidato attraverso i luoghi della memoria dell'Unità d'Italia. Un cammino da fare a piedi, in bicicletta o in treno, sulle tracce dei ragazzi che fecero la nazione".
Oltre all'anelito patriottico che tutto pervade, la serata riserva anche altri spunti "politici", dentro e fuori dal teatro. Fuori, ad esempio, un nutrito drappello di attivisti del Popolo Viola - partiti nel pomeriggio da Genova, destinazione Sanremo - canteranno Bella ciao, davanti all'Ariston o nei paraggi . Per far risuonare le note e le parole del canto partigiano, escluso dalla serata che invece ospita tanbti altri brani-caposaldo del costume e della storia d'Italia. Escluso perché, quando l'evento fu anninciato, lo scorso novembre, Morandi e il direttore artistico della manifestazione, Giammarco Mazzi, dissero che sarebbero state eseguite sia Giovinezza che Bella ciao, ma visto che intorno a Giovinezza si agitò una gran polemica, fu deciso che nessuna delle due canzoni avrebbe trovato posto nella scaletta di questa serata.
Con Emma (la giovane cantante in gara con i Modà e data per favorita), invece, sale sul palco la battaglia per l'acqua pubblica. L'artista avrà al polso un braccialetto celeste e blu, "simbolo dell'acqua bene comune", annuncia il Comitato Referendario "2 sì per l'acqua bene comune". Sì al braccialetto ma no a Santoro: il giornalista aveva invitato la cantante a un collegamento con Annozero, in onda stasera, ma lei ha declinato. "Sono alle prime armi, sono abbastanza emotiva e voglio concentrarmi su quel che devo fare sul palco - spiega - ma mi sono messa a disposizione per un'altra volta".
Ma soprattutto ci sarà Benigni. Nessuna anticipazione sul suo intervento, ma si sa che sarà sobrio e in tono con le celebrazioni. La Russa si aspetta "che sia all'altezza del Benigni migliore, il Benigni di 'Johnny stecchino'. Sono un amante della comicità di Benigni - ha aggiunto il ministro - lui non viene questa volta per fare satira e credo che ci si aspetti che dica qualcosa sull'inno nazionale e abbia la sensibilità di non utilizzare questa serata per fini di parte",
Circa mezzora di monologo, con inizio intorno alle 22.15. E a poche ore dall'arrivo dell'artista, la Lega - che aveva agitato la polemica sui compensi per questa esibizione - non demorde e insiste con il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli: "Con grande letizia la sinistra si prepara ad acclamare Benigni che si esibirà per un modico compenso di 250 mila euro, vale a dire 500 mila euro l'ora. E questo, mentre migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione a 800 euro al mese, cioè 5 euro l'ora, pari a 100 mila volte in meno, Viva la coerenza dei compagni".
Più pesanti le parole dell'europarlamentare del Carroccio, Mario Borghezio. Che di Benigni dice: "Fa semplicemente schifo il prostituirsi di un artista alle esigenze della retorica di una parte del Paese contro l'altra", "questi signori sono dei marchettari dal punto di vista dell'etica". Ce n'è pure per Gianni Morandi, definito "un agit-prop comunista, che fa persino un po' meno". Ai cronisti che gli chiedono di commentare, La Russa replica laconico: "Se tutto ciò che dice Borghezio dovesse essere oggetto di risposte dei ministri, faremmo meglio a fare un altro mestiere". La battuta più divertente della giornata però è di Luca e Paolo. Che quanto alla loro presenza sul palco, stasera, si inchinano di fronte a Benigni e chiosano: "Esibirsi dopo di lui è come fare un film porno dopo che l'ha fatto Rocco Siffredi".