Sanremo 2012

L'INTERVISTA

Papaleo: "Con me e Morandi
sarà il festival degli anti-snob"

L'attore, cantante e regista lucano approda a Sanremo e racconta come a casa l'hanno accolto con uno striscione: "Siamo fieri di te". "Ho sempre seguito la manifestazione. Ho sognato il palco da musicista, oggi faccio il conduttore: che posso volere di più". E su Celentano: "Non ci ha 'marciato' mai sul cachet, ha fatto un gesto importante in un Paese di evasori fiscali" di SILVIA FUMAROLA

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ROCCO Papaleo esce dall'Ariston per rispondere al telefono, mentre sta provando Eugenio Finardi: "Qui c'è un clima bellissimo, degli orchestrali non parla mai nessuno ma sono figure eccezionali, parlo da musicista. Anche se il teatro, entrando, me lo aspettavo più grande. In tv è enorme".

Eccolo il "marziano" che affiancherà Gianni Morandi al Festival di Sanremo, l'outsider catapultato tra le polemiche sul cachet di Adriano Celentano e le ereditiere messe alla porta. Lucano, classe 1958, attore, regista, musicista, Papaleo, anti snob per eccellenza, lo dice con orgoglio: "Sto vivendo un sogno". Cinema con Pieraccioni, Veronesi, D'Alatri, Archibugi, papà di Checco Zalone in Che bella giornata, regista di un piccolo cult movie Basilicata coast to coast, sta scrivendo il nuovo film mentre a marzo uscirà E' nata una star? di Lucio Pellegrini, in cui interpreta il marito di Luciana Littizzetto. "Che mi ha detto Luciana di Sanremo? Era contenta per me. Lei è una donna straordinaria anche al di fuori del set e della tv, ma abbiamo promesso di non incensarci troppo. Quindi non aggiungo altro. Ma girare il film insieme è stato bello".

Papaleo, dal cinema d'autore alle polemiche: è finito sotto accusa per un servizio del Tg1 su Ivana Mrazova, in cui suggeriva alla modella cosa dire. Si è pentito?
"Ma di cosa? Ci sono rimasto malissimo: né io né Gianni né Mollica avevamo intenzione di offendere le donne. Era un gioco, uno scherzo per fare un piccolo sketch. Ivana può essere mia figlia e la nipote di Morandi: massimo rispetto. E' una ragazza simpatica, ha giocato con noi".

Così ha capito subito che qualunque cosa legata a Sanremo ha una risonanza incredibile.
"Quello l'ho capito, sì. Se pensa ai titoli su Celentano. Non è un Paese normale... Non ci ha 'marciato' mai sul cachet, ha fatto un gesto importante in un Paese di evasori fiscali. Sono stato a casa sua, non mi aspettavo che fosse così semplice. Aveva voglia di parlare e ascoltare; ci siamo confrontati fino alle 2 di notte. Faceva le prove con l'orchestra e cantava seduto, quando ci ha visti ci ha regalato un piccolo show".

Si sarà chiesto perché Morandi l'ha voluta come partner.
"Me lo sto ancora chiedendo... Scherzo. Se penso che l'anno scorso mi ero presentato come cantante, la vita è davvero strana. Il bello è che dovevo partecipare per una sera e poi mi ha detto: Perché non facciamo il festival insieme?".

Non ha avuto dubbi, ci vuole un discreto coraggio.
"Non c'entra il coraggio, per me è il coronamento di un percorso professionale: ho sempre seguito Sanremo".

E il rapporto con Morandi com'è?
"Morandi è una persona di una modestia incredibile, io dico che puoi essere bravo ma senza l'umanità non diventi una star. Devi averci il fisico e quella che chiamo l'atleticità emotiva. Lui ce l'ha. E' un pezzo di storia di questo Paese. Dicono tutti che siamo due mondi, invece l'ho sentito vicino a me: in fondo siamo due provinciali fortunati. Lui è entrato nella storia, io sono arrivato a Sanremo".

Nello spot indossa una giacca argentata improbabile, e dice: "Me l'ha comprata mia madre". A casa come hanno preso l'approdo al Festival?
"Un trionfo. Una mia cugina insegnante di matematica non riusciva a smettere di piangere, il giorno di Natale eravamo a casa sua con venti persone e mi hanno fatto trovare uno striscione: 'Siamo fieri di te'. Mai avuta un'accoglienza così. Sanremo è l'anello di congiunzione con il Rocco bambino. Nel mio paese la mia eravamo gli unici ad avere il televisore, ci riunivamo tutti insieme per vedere Sanremo e Canzonissima. Non conosco lo snobismo".

Quindi non si sente un marziano a Sanremo.
"Non mi guardano come E. T, ma come uno di loro. I tecnici e i musicisti mi hanno accolto in famiglia. Avevo partecipato al Club Tenco come tappabuchi: l'idea di essere stato a Sanremo nel festival 'alternativo' e ora in quello ufficiale, è il segno che i sogni si possono realizzare. Quest'anno c'è Samuele Bersani in gara, e anche lui era stato al Tenco. Il Festival prende un pubblico largo anche grazie agli artisti. Ho sognato il palco da musicista, oggi faccio il conduttore: che posso volere di più?".

Lei e Morandi siete molto diversi: state lavorando sui duetti comici?
"C'è il background di paese che ci unisce. Ridiamo delle stesse cose, abbiamo gli stessi valori ma in scena lasciamo da parte le similitudini e andiamo avanti per contrasto".

Si può ridere della politica in questo momento?
"Secondo me non si può ridere mai della politica, è una cosa troppo seria. La sobrietà di adesso mi tranquillizza, si sta cercando di recuperare un po' di credibilità. Ma ironizzare sui politici mi rattrista, non mi divertiva neanche Berlusconi: il fatto che tutto quello che diceva si trasformava in barzelletta alla fine lo ha agevolato. La solita storia del re e del buffone che lo prende in giro, alla fine fa tutto parte del gioco".