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Fazio: "Berlusconi non ha pagato il canone?
Gli ricordo che è ancora in tempo per farlo"

Prima conferenza stampa all'Ariston, Fazio replica con ironia alle minacce dell'ex presidente del Consiglio. "Strano che non l'abbia fatto, lui è così legalitario...". "Rispetteremo la par condicio, ma non possiamo essere impermeabili a quel che succede fuori". Littizzetto: "E poi, se avessimo voluto fare politica ci saremmo candidati. Invece io faccio il saltimbanco e lui il presentatore"
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SANREMO - Dovrà ricredersi chi aveva storto il naso pensando che, senza il trash, quello di Fabio Fazio sarebbe stato un festival low profile. Già la vigilia è movimentata, dentro e fuori dall'Ariston, fra la neve e il freddo polare, la notizia delle "dimissioni" di Benedetto XVI che ha spostato bruscamente l'attenzione da Sanremo a piazza San Pietro, i due ragazzi gay che racconteranno la loro storia prima di volare a sposarsi a New York, la conferma che Maurizio Crozza sarà sul palco dell'Ariston domani, nella serata d'apertura, e che - insiste Fazio - dirà quel che vuole. E poi una raffica di ospiti, da quelli "istituzionali" che si esibiranno sul palco a quelli che faranno solo dei cameo, come i "proclamatori" ("non riusciamo a trovare un'altra parola per definirli", dice il conduttore), che annunceranno quale delle due canzoni presentate da ciascun Campione ha passato il turno. Ma al di là di tutto …
SANREMO - Dovrà ricredersi chi aveva storto il naso pensando che, senza il trash, quello di Fabio Fazio sarebbe stato un festival low profile. Già la vigilia è movimentata, dentro e fuori dall'Ariston, fra la neve e il freddo polare, la notizia delle "dimissioni" di Benedetto XVI che ha spostato bruscamente l'attenzione da Sanremo a piazza San Pietro, i due ragazzi gay che racconteranno la loro storia prima di volare a sposarsi a New York, la conferma che Maurizio Crozza sarà sul palco dell'Ariston domani, nella serata d'apertura, e che - insiste Fazio - dirà quel che vuole. E poi una raffica di ospiti, da quelli "istituzionali" che si esibiranno sul palco a quelli che faranno solo dei cameo, come i "proclamatori" ("non riusciamo a trovare un'altra parola per definirli", dice il conduttore), che annunceranno quale delle due canzoni presentate da ciascun Campione ha passato il turno. Ma al di là di tutto c'è la voglia di cambiare, di far ripartire un festival ormai da troppo tempo seduto su se stesso, forte di ascolti lusinghieri ma senza il coraggio di rivoluzionare. Questa la missione di Fazio&co.

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Nel corso della conferenza stampa, la prima nel roof dell'Ariston, con Fazio e Luciana Littizzetto, spiega il direttore di RaiUno Giancarlo Leone che "quando parlai a Fabio del progetto gli dissi che due erano le strade: come mantenere gli ascolti delle ultime edizioni, ma consapevoli che un ciclo si era ormai chiuso con l'apice dell'anno scorso, Adriano Celentano, oppure come ricominiare in maniera diversa, senza partire dagli ascolti, senza replicare un modello che non ci avrebbe portati lontano. Ho detto: partiamo dal progetto - continua Leone - e rischiamo, anche, sugli ascolti. Ma se vogliamo cambiare non possiamo essere schiavi di questo".

Un festival insomma che ha il coraggio di cambiare o quanto meno prova a farlo. Con l'allegria e la leggerezza che Fazio continua a esercitare anche di fronte alle polemiche. Come l'ultima di Berlusconi che anche oggi è tornato a dire che sarebbe stato meglio spostare il festival e che, "se diventerà un festival dell'Unità, il 50% degli italiani non pagherà il canone". "Berlusconi non ha ancora pagato il canone? - commenta Fazio - strano, lui è così legalitario, rispetta le regole... Comunque gli rammento che c'è tempo fino al 28 febbraio per pagarlo, con una piccolissima sanzione".

"Le esternazioni sono normali, così sappiamo che sta bene - aggiunge Luciana Littizzetto - e comunque la realtà è anche quella della politica, e siccome Sanremo vive nella realtà, noi ci stiamo dentro. In ogni caso, se avessimo voluto parlare di politica ci saremmo candidati, invece io faccio il saltimbanco e lui il presentatore". E nel portare sul palco la storia di una coppia gay che sta per andare a sposarsi a New York non c'è nulla di strano, aggiunge Fazio, "l'Ariston ha già ospitato altre battaglie per i diritti e questa lo è, abbiamo visto che cosa è successo in Francia pochi giorni fa, è un tema internazionale. Credo che sia doversoso portare una 'coscienza' sul palco, ce ne occuperemo con grande delicatezza".

"Nessun uso strumentale della tv pubblica - insiste Fazio - ma pubblica vuol dire che è di tutti, e quindi non è che non si possono dire le cose. Perché una cosa è il rispetto della par condicio, e quella sarà rispettata, ma altro è l'impermeabilità a quel che accade fuori. La tv deve avere stima del proprio pubblico, e giudicarlo per quello che è, cioè persone in grado di comprendere e decodificare le battute, la satira, le cose che si dicono. Non possiamo certo decidere noi quel che il pubblico ha diritto di vedere".

Il resto è musica, un festival "divertente e allegro" ripete il conduttore. Con "Lucianina che è la meno istituzionale in questo contesto, che è un po' un rito, quindi sbaglia pressoché tutto". "Fabio - replica Littizzetto - mi sposta come un pezzo del mobilio perché sono sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lui intanto non si muove dall'albergo, vive in una bat-caverna". Nella prima serata si esibiranno Chiara, Daniele Silvestri, Marco Mengoni, Maria Nazionale, Marta sui tubi, Raphael Gualazzi, Simona Molinari con Peter Cincotti. "Sarà un festival lungo - dice Fazio - abbiamo tanta pubblicità e tanti break, per fortuna, quindi arriveremo almeno a mezzanotte e mezza". Il pubblico è avvertito.