SANREMO - "La cosa che mi ha colpito di più è che ieri sera tutti i miei idoli hanno twittato qualcosa su di me. Jovanotti ha scritto 'grande Rocco Hunt", e poi Eros Ramazzotti, i Negramaro... Tutti non me li ricordo ma è una grande soddisfazione che mi abbiano seguito e mi abbiano fatto i complimenti". E' un po' stordito il ventenne rapper salernitano vincitore delle Nuove Proposte, già entrato nel circo del successo, assediato dai fotografi, citato dai suoi "idoli", già invitato a uno show, quello di Enrico Brignano, Il meglio d'Italia, su RaiUno dal 28 febbraio. Il più giovane artista in gara quest'anno, classe 1994, voce del rap campano, arriva dalle case popolari della Zona Orientale di Salerno. La musica gli piace fin da bambino, presto diventa lo strumento più efficace per trasmettere (e cercare di realizzare) i sogni di un ragazzino di periferia. E oggi è riconoscente con la terra che lo ha cresciuto e ispirato: "Voglio essere la voce di chi non ce l'ha, porterò una riproduzione del premio, o una targa, insomma un riconoscimento a uno dei comuni della Terra dei fuochi più colpito dalla camorra".
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"Devo ancora capire che cosa sia successo ieri sera - dice Rocco Hunt - sono ancora emozionato, l'avete visto dal bagno di lacrime che ha coinvolto me e la mia famiglia, nessuno di noi se lo aspettava. Sono contento che a determinare la scelta sia stato in gran parte il televoto: ieri ha vinto il popolo, non ha vinto Rocco Hunt. Spero di essere un esempio positivo per chi si impegna a credere ai propri sogni". E poi, è la prima volta che un pezzo rap vince qualcosa a Sanremo, significa che il rap sta diventando davvero importantissimo, s'era già capito l'anno scorso ma questa consacrazione lo dimostra ancora di più". Si avvera la "profezia di Clementino": "Quando ho saputo di essere stato selezionato fra le NUove Proposte ho chiamato subito Clementino, che è un po' il mio mentore, lui subito ha condiviso la notizia sui suoi social chiamandola, appunto, 'la profezia di Clementino': ieri mi ha telefonato piangendo, 'hai visto, s'è avverata...".
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Un pensiero coerente con il titolo della sua prima autoproduzione, A' music' è speranz', del 2010. "Un po' scugnizzo un po' intellettuale", così si definisce, Rocco mette insieme saggezza popolare e temi d'attualità, parla di Black Panthers e street culture, rappa in dialetto e in italiano. "Enzo Avitabile mi diceva sempre 'Rocco, che te ne frega di italiano o dialetto, quello che conta sono o' groove e il messaggio: quando arivano quelli là, non hai bisogno d'altro per farti capire". Dopo un primo EP, nel 2011 ha pubblicato il suo primo album interamente autoprodotto, Spiraglio di periferia, un successo per la scena hip hop italiana. Comincia da qui una lunga serie di date in giro per l'Italia, suona su quasi cento palchi si esibisce dal vivo con artisti come Marracash, Co'Sang, Ensi, Salmo, Noyz Narcos, Clementino, Bassi Maestro, La Famiglia e molti altri, collabora anche con DonJoe, Dj Shablo, Fritz The Cat, con rapper e produttori più o meno underground della vecchia e della nuova scuola tra cui Fabio Musta, beat maker hip hopdi fama mondiale.
Nel giugno dello scorso anno è uscito Poeta urbano, un album i cui testi raccontano la vita quotidiana vista con gli occhi di un ragazzo del Sud fortemente legato alle proprie origini e con un grande senso di responsabilità. Al disco partecipano Clementino e Ensi, nomi cult del genere, duettano con Rocco Hunt - oltre ai giovani e promettenti Zoa e Nazo - ma anche Dj Shablo e Friz The Cat, entrambi veterani ad oggi presenti nelle più importanti produzioni di genere, Reverendo, Fabio Musta, producer di fama internazionale che da sempre accompagna Rocco nelle sue produzioni, coadiuvati dai giovani Denny The Cool e Valerio Nazo. Il 25 marzo uscirà il nuovo album, anche in questo caso con una serie di partrcipazioni di protagonisti della scena rap fra cui Clementino, Noyz Narcos e Ensi, e con incursioni della musica d'autore con artisti come Federico Zampaglione e Enzo Avitabile.
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"Devo ancora capire che cosa sia successo ieri sera - dice Rocco Hunt - sono ancora emozionato, l'avete visto dal bagno di lacrime che ha coinvolto me e la mia famiglia, nessuno di noi se lo aspettava. Sono contento che a determinare la scelta sia stato in gran parte il televoto: ieri ha vinto il popolo, non ha vinto Rocco Hunt. Spero di essere un esempio positivo per chi si impegna a credere ai propri sogni". E poi, è la prima volta che un pezzo rap vince qualcosa a Sanremo, significa che il rap sta diventando davvero importantissimo, s'era già capito l'anno scorso ma questa consacrazione lo dimostra ancora di più". Si avvera la "profezia di Clementino": "Quando ho saputo di essere stato selezionato fra le NUove Proposte ho chiamato subito Clementino, che è un po' il mio mentore, lui subito ha condiviso la notizia sui suoi social chiamandola, appunto, 'la profezia di Clementino': ieri mi ha telefonato piangendo, 'hai visto, s'è avverata...".
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Un pensiero coerente con il titolo della sua prima autoproduzione, A' music' è speranz', del 2010. "Un po' scugnizzo un po' intellettuale", così si definisce, Rocco mette insieme saggezza popolare e temi d'attualità, parla di Black Panthers e street culture, rappa in dialetto e in italiano. "Enzo Avitabile mi diceva sempre 'Rocco, che te ne frega di italiano o dialetto, quello che conta sono o' groove e il messaggio: quando arivano quelli là, non hai bisogno d'altro per farti capire". Dopo un primo EP, nel 2011 ha pubblicato il suo primo album interamente autoprodotto, Spiraglio di periferia, un successo per la scena hip hop italiana. Comincia da qui una lunga serie di date in giro per l'Italia, suona su quasi cento palchi si esibisce dal vivo con artisti come Marracash, Co'Sang, Ensi, Salmo, Noyz Narcos, Clementino, Bassi Maestro, La Famiglia e molti altri, collabora anche con DonJoe, Dj Shablo, Fritz The Cat, con rapper e produttori più o meno underground della vecchia e della nuova scuola tra cui Fabio Musta, beat maker hip hopdi fama mondiale.
Nel giugno dello scorso anno è uscito Poeta urbano, un album i cui testi raccontano la vita quotidiana vista con gli occhi di un ragazzo del Sud fortemente legato alle proprie origini e con un grande senso di responsabilità. Al disco partecipano Clementino e Ensi, nomi cult del genere, duettano con Rocco Hunt - oltre ai giovani e promettenti Zoa e Nazo - ma anche Dj Shablo e Friz The Cat, entrambi veterani ad oggi presenti nelle più importanti produzioni di genere, Reverendo, Fabio Musta, producer di fama internazionale che da sempre accompagna Rocco nelle sue produzioni, coadiuvati dai giovani Denny The Cool e Valerio Nazo. Il 25 marzo uscirà il nuovo album, anche in questo caso con una serie di partrcipazioni di protagonisti della scena rap fra cui Clementino, Noyz Narcos e Ensi, e con incursioni della musica d'autore con artisti come Federico Zampaglione e Enzo Avitabile.