SANREMO - Hollywood torna all'Ariston. Dopo Charlize Theron è la volta di Will Smith, panico tra i fotografi e traffico impazito in una Sanremo già invasa dalla folla per la giornata finale del Festival, con tutte le complicazioni che un sabato di pioggia battente si porta dietro. L'attore arriva in compagnia della bella Margot Robbie, c'è anche lei in Focus - Niente è come sembra, il film di Glenn Ficarra e John Requa in cui Smith interpreta un esperto truffatore, sedotto da un'affascinante ladruncola alle prime armi alla quale ha deciso di insegnare i trucchi del mestiere. Un rapporto destinato a fallire ma anche a rinascere in circostanze diverse. "Quando abbiamo girato, lei aveva 23 anni e io 46. Mia miglie mi ha detto: è meglio che tu vada un po' in palestra... E così ho fatto - scherza l'attore - per sembrare un po' meno vecchio". Il film uscirà in Italia il 5 marzo distribuito dalla Warner Bros.
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Nell'incontro all'Ariston Smith è un ciclone, scherza con la collega Margot, con i fotografi e i giornalisti, ride e fa continuamente battute. "Hai lavorato anche con Di Caprio - dice all'attrice - chi preferisci fra noi due?". Lei si presta al gioco, "non costringermi a scegliere, siete entrambi meravigliosi, ma visto che Leonardo non è qui è non vedrà mai quest'intervista, posso dire che preferisco te". Quanto alla sua esibizione, questa sera sul palco, a chi gli chiede se tornerà a rappare - sua antica passione - spiega che "non c'è nulla di preparato, io mi tengo sempre pronto proprio perché così non mi devo preparare, vediamo, se ci sono dei musicisti e un microfono, chissà...". Inevitabile la domanda sulla sua competenza in fatto di musica italiana. "La mia infanzia - racconta - è stata segnata da un brano che mia nonna ascoltava in continuazione, Volareeeee.... Spero che stasera possa essere interpretato da qualcuno".
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La musica resta sempre l'altro suo interesse principale oltre al cinema, ha fatto alcune sessioni in studio con Kanye West anche se senza un progetto preciso, "ci sono andato a più riprese, il problema però, ora, è di riuscire a tradurre in poesia le cose che voglio dire, rispetto al passato sono molto cambiato, ho delle idee, dei concetti ma in questo momento sono chiusi dentro, e dal punto di vista musicale non riesco a tirarli fuori. Vedremo".
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Un thriller, Focus, dopo tanti film di fantascienza. "Quella per la fantascienza è una passione che affonda le radici nel passato. Quando avevo dieci anni vidi Guerre Stellari: è stata l'esperienza cinematografica più esaltante della mia vita. E ho deciso che mi sarebbe piaciuto far provare quelle stesse emozioni a grandi e piccini, esattamente come le avevo provate io". Quanto a Nick, il personaggio che interpreta in Focus, "è completamente diverso da me, un uomo che per tutta la vita s'impegna affinché nessuno possa realmente capire i suoi sentimenti, i suoi pensieri. E' guardingo - continua - ma si scontra con il sentimento che più ti rende vulnerabile al mondo, l'amore. Per questo come attore è stato affascinante poter esplorare questo personaggio, e interessante anche come uomo proprio in questo momento della mia vita in cui quel che conta di più è l'autenticità". Sarà per questo che ha voglia di parlare della sua amicizia, autentica e forte, con Gabriele Muccino, che l'ha diretto in La ricerca della felicità, interpretazione che nel 2007 gli valse una nomination all'Oscar come migliore attore protagonista. "Probabilmente il più bel film che io abbia mai fatto e che, visto che Gabriele si era ispirato a Ladri di biciclette, mi ha permesso di entrare in contatto con il grande cinema italiano. Quello con lui è uno dei rapporti migliori che io abbia mai instaurato nella mia vita. Gabriele è mio fratello".
Ma prima di quella per La ricerca della felicità, Will Smith aveva ricevuto anche un'altra nomination all'Oscar come migliore attore protagonista, nel 2007 per Ali, la storia del campione-icona. E di quell'esperienza ricorda un momento molto speciale, "una sera mi ritrovai seduto fra Muhammad Ali e Nelson Mandela, stavamo girando in Mozambico. Lì ho capito che io in questo mondo non significo proprio niente. Ma anche che quando si devono affrontare dei problemi è essenziale avere dei valori, dei punti fermi, altrimenti non si è in grado di prendere alcuna decisione".
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Nell'incontro all'Ariston Smith è un ciclone, scherza con la collega Margot, con i fotografi e i giornalisti, ride e fa continuamente battute. "Hai lavorato anche con Di Caprio - dice all'attrice - chi preferisci fra noi due?". Lei si presta al gioco, "non costringermi a scegliere, siete entrambi meravigliosi, ma visto che Leonardo non è qui è non vedrà mai quest'intervista, posso dire che preferisco te". Quanto alla sua esibizione, questa sera sul palco, a chi gli chiede se tornerà a rappare - sua antica passione - spiega che "non c'è nulla di preparato, io mi tengo sempre pronto proprio perché così non mi devo preparare, vediamo, se ci sono dei musicisti e un microfono, chissà...". Inevitabile la domanda sulla sua competenza in fatto di musica italiana. "La mia infanzia - racconta - è stata segnata da un brano che mia nonna ascoltava in continuazione, Volareeeee.... Spero che stasera possa essere interpretato da qualcuno".
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La musica resta sempre l'altro suo interesse principale oltre al cinema, ha fatto alcune sessioni in studio con Kanye West anche se senza un progetto preciso, "ci sono andato a più riprese, il problema però, ora, è di riuscire a tradurre in poesia le cose che voglio dire, rispetto al passato sono molto cambiato, ho delle idee, dei concetti ma in questo momento sono chiusi dentro, e dal punto di vista musicale non riesco a tirarli fuori. Vedremo".
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Un thriller, Focus, dopo tanti film di fantascienza. "Quella per la fantascienza è una passione che affonda le radici nel passato. Quando avevo dieci anni vidi Guerre Stellari: è stata l'esperienza cinematografica più esaltante della mia vita. E ho deciso che mi sarebbe piaciuto far provare quelle stesse emozioni a grandi e piccini, esattamente come le avevo provate io". Quanto a Nick, il personaggio che interpreta in Focus, "è completamente diverso da me, un uomo che per tutta la vita s'impegna affinché nessuno possa realmente capire i suoi sentimenti, i suoi pensieri. E' guardingo - continua - ma si scontra con il sentimento che più ti rende vulnerabile al mondo, l'amore. Per questo come attore è stato affascinante poter esplorare questo personaggio, e interessante anche come uomo proprio in questo momento della mia vita in cui quel che conta di più è l'autenticità". Sarà per questo che ha voglia di parlare della sua amicizia, autentica e forte, con Gabriele Muccino, che l'ha diretto in La ricerca della felicità, interpretazione che nel 2007 gli valse una nomination all'Oscar come migliore attore protagonista. "Probabilmente il più bel film che io abbia mai fatto e che, visto che Gabriele si era ispirato a Ladri di biciclette, mi ha permesso di entrare in contatto con il grande cinema italiano. Quello con lui è uno dei rapporti migliori che io abbia mai instaurato nella mia vita. Gabriele è mio fratello".
Ma prima di quella per La ricerca della felicità, Will Smith aveva ricevuto anche un'altra nomination all'Oscar come migliore attore protagonista, nel 2007 per Ali, la storia del campione-icona. E di quell'esperienza ricorda un momento molto speciale, "una sera mi ritrovai seduto fra Muhammad Ali e Nelson Mandela, stavamo girando in Mozambico. Lì ho capito che io in questo mondo non significo proprio niente. Ma anche che quando si devono affrontare dei problemi è essenziale avere dei valori, dei punti fermi, altrimenti non si è in grado di prendere alcuna decisione".