SANREMO - Ringrazia dicendo sempre "de nada", è spiritosa e ha la battuta pronta, tutta di pelle nera vestita. Al suo nono Sanremo, Patty Pravo è una vera ragazza rock, arriva al festival fra i Campioni in gara con Cieli immensi ed è anche l'occasione per celebrare cinquantanni di carriera, anche se sono più gli altri a celebrarla perché quando le chiedi se abbia intenzione di festeggiare risponde semplicemente "no". Anche lei viene coinvolta nel tema caldo di queste ore. "Credo che la musica debba essere solo musica, di diritti si parla ovunque, anche se sono convinta che una donna debba poter adottare un figlio. A New York ho due amici, due uomini, che hanno due bambini e sono splendidi, è una cosa bellissima".
A Sanremo ha preferito venire in gara "piuttosto che fare l'ospite", e a vincere un po' ci pensa, "sennò uno che viene a fare? Ho accettato perché è vitale, ho molte cose da fare nel futuro, tipo un tour meraviglioso e altre cose che non posso dire. E' una rinascita, o chiamatela come volete". Ma il festival più bello per lei resta quello del 1984, quando partecipò con Per una bambola. "Era tutto perfetto - ricorda - non avevo tensioni di alcun tipo e soprattutto stavo in barca, che è meglio che stare in albergo, non credete?". Poi però ricorda anche l'edizione, era il 1997, in cui cantò Dimmi che non vuoi morire, scritta per lei da Vasco Rossi e Roberto Ferri. "Per quella - chiosa - non ci sono parole". E cita proprio Vasco e la sua Un senso quando le si chiede se c'è una canzone che avrebbe voluto cantare a Sanremo. Dove le piacerebbe cantare? "Farei un'Arena di Verona. E' molto confortevole...".
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Divina, appunto. E solo una divina, un'icona, poteva permettersi di scegliere se stessa per la serata delle cover. Canterà Tutt'al più, un suo brano del 1970. "Che io sia una diva lo dite voi. O ci si nasce o non ci si nasce. Io vivo una vita abbastanza normale, mi piace fare ogni giorno sette, otto chilometri a piedi, abito in un luogo in cui ci sono negozietti e bancarelle molto carini, mi piace fermarmi e chiacchierare. Solo sul palcoscenico sono quello che sono". E i fan la amano "sia quando sono sul palco che quando sono in strada". Sarà anche per quel look da eterna ragazza del Piper, sempre magrissima, biondissima, pallido-chic. "Al Piper ci arrivai venendo da Londra - racconta - e a Londra all'epoca c'era Biba, io davo un'occhiata da lei e mi ispiravo. Oggi continuo ad avere delle idee ma sono anche aiutata da stilisti giovani e bravissimi".
Il 12 febbraio esce Eccomi, 26esimo album di studio, dodici inediti, filo conduttore l'amore, "un cd fortunato perché ha delle firme di amici che mi hanno fatto dei vestitini a pelle", e gli amici sono Giuliano Sangiorgi, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Pacifico, Samuel Romano dei Subsonica, Emis Killa (con il quale è stato inciso un duetto) e il giovane autore e compositore pugliese Tullio Mancino, "sono felice che ci siano tanti giovani". De Gregori e Tiziano Ferro gli italiani con cui vorrebbe lavorare, Robert Plant fra gli artisti internazionali. Ma sempre e solo per cantare perché non vorrebbe mai, ad esempio, fare il giurato a un talent show, "preferisco fare questo: vengo, salgo sul palco, canto, poi me ne ritorno in albergo e mi cambio. Per fare il giurato mi servirebbero sei mesi di tempo. E poi non mi piace giudicare".
A Sanremo ha preferito venire in gara "piuttosto che fare l'ospite", e a vincere un po' ci pensa, "sennò uno che viene a fare? Ho accettato perché è vitale, ho molte cose da fare nel futuro, tipo un tour meraviglioso e altre cose che non posso dire. E' una rinascita, o chiamatela come volete". Ma il festival più bello per lei resta quello del 1984, quando partecipò con Per una bambola. "Era tutto perfetto - ricorda - non avevo tensioni di alcun tipo e soprattutto stavo in barca, che è meglio che stare in albergo, non credete?". Poi però ricorda anche l'edizione, era il 1997, in cui cantò Dimmi che non vuoi morire, scritta per lei da Vasco Rossi e Roberto Ferri. "Per quella - chiosa - non ci sono parole". E cita proprio Vasco e la sua Un senso quando le si chiede se c'è una canzone che avrebbe voluto cantare a Sanremo. Dove le piacerebbe cantare? "Farei un'Arena di Verona. E' molto confortevole...".
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Divina, appunto. E solo una divina, un'icona, poteva permettersi di scegliere se stessa per la serata delle cover. Canterà Tutt'al più, un suo brano del 1970. "Che io sia una diva lo dite voi. O ci si nasce o non ci si nasce. Io vivo una vita abbastanza normale, mi piace fare ogni giorno sette, otto chilometri a piedi, abito in un luogo in cui ci sono negozietti e bancarelle molto carini, mi piace fermarmi e chiacchierare. Solo sul palcoscenico sono quello che sono". E i fan la amano "sia quando sono sul palco che quando sono in strada". Sarà anche per quel look da eterna ragazza del Piper, sempre magrissima, biondissima, pallido-chic. "Al Piper ci arrivai venendo da Londra - racconta - e a Londra all'epoca c'era Biba, io davo un'occhiata da lei e mi ispiravo. Oggi continuo ad avere delle idee ma sono anche aiutata da stilisti giovani e bravissimi".
Il 12 febbraio esce Eccomi, 26esimo album di studio, dodici inediti, filo conduttore l'amore, "un cd fortunato perché ha delle firme di amici che mi hanno fatto dei vestitini a pelle", e gli amici sono Giuliano Sangiorgi, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Pacifico, Samuel Romano dei Subsonica, Emis Killa (con il quale è stato inciso un duetto) e il giovane autore e compositore pugliese Tullio Mancino, "sono felice che ci siano tanti giovani". De Gregori e Tiziano Ferro gli italiani con cui vorrebbe lavorare, Robert Plant fra gli artisti internazionali. Ma sempre e solo per cantare perché non vorrebbe mai, ad esempio, fare il giurato a un talent show, "preferisco fare questo: vengo, salgo sul palco, canto, poi me ne ritorno in albergo e mi cambio. Per fare il giurato mi servirebbero sei mesi di tempo. E poi non mi piace giudicare".