Sanremo 2016

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#SanremoArcobaleno, parla chi ha lanciato l'hashtag: "Ora confidiamo in Patty Pravo"

Il blogger Andrea Pinna ha lanciato la campagna virale, gli artisti hanno aderito esibendo all'Ariston i nastri arcobaleno. "Non mi aspettavo andasse così bene"

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“Ora confidiamo in Patty Pravo. Ha già messo il like sul nostro post, sarà sul palco stasera, e dall’artista più icona gay di tutte ci aspettiamo un segnale”. Andrea Pinna spera che #SanremoArcobaleno vada avanti tutta la settimana, è lui ad aver lanciato l’hashtag-appello raccolto ieri da alcuni artisti in gara al Festival “ma erano solo la metà, oggi tocca all’altra metà e contiamo sul loro sostegno”. Ventinove anni, cagliaritano trapiantato a Milano, blogger, vincitore dell'ultima edizione di Pechino Express su RaiDue, due libri di aforismi che raccolgono quel che posta sul suo sito “Le perle di Pinna”, Andrea è l’autore della campagna web, a sostegno del disegno di legge Cirinnà, che ieri sera ha portato sul palco dell’Ariston i nastri arcobaleno pro unioni civili. La prima è stata Noemi, li aveva annodati all’asta del microfono, poi sono arrivati Arisa, Enrico Ruggeri, Irene Fornaciari, i Bluvertigo. E oggi Valerio Scanu ha annunciato che salirà sul palco con qualcosa di arcobaleno.
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“A dire la verità non mi aspettavo che andasse così bene – racconta Andrea – tutto è cominciato quando il mio amico Luca Finotti ha scritto su Twitter ‘sarebbe bello se stasera Laura Pausini indossasse qualcosa di arcobaleno per noi’. Io ho riscritto quella frase postandola con l’hashtag #SanremoArcobaleno, e in pochissimo tempo è diventato virale”. Arisa è stata fra i primi ad aderire, “mi ha chiamato la sua stylist dicendomi ‘ti odio, sto cercando qualcosa di arcobaleno, un braccialetto, un foulard, ma qui a Sanremo non si trova niente’. Non mi aspettavo che lo facesse Irene Fornaciari, lei è molto riservata e poco social. Invece è stata così carina”.
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Nel giorno in cui parte il voto sulle unioni civili, Pinna spera che l’eco della sua iniziativa arrivi in Parlamento. “In questo momento storico c’è grande bisogno di sostegno per la comunità omosessuale. Il nostro paese è molto più avanti rispetto alla politica. Quello che sta accadendo è una vergogna. Tutti vorrebbero darci i diritti che meritiamo di avere e invece siamo vittime della guerra fra partiti. Una faida fra politici che tiene in ostaggio una nazione intera facendola arretrare rispetto al resto del mondo.  Si attaccano alla stepchild adoption – continua il blogger – e la rigirano come se noi fossimo quelli che vanno nelle case a rubare i bambini dalle culle. La legge è molto moderata, non ci stanno affatto equiparando, la discriminazione resta. Certo, meglio questo che niente, i tempi sono stretti e non possiamo metterci a fare i perfezionisti del sistema giuridico. Se hai un compagno, almeno riesci a stargli vicino. Ma la battaglia non finisce qui, continueremo a combattere”.

L’attesa è per la seconda serata del Festival, per i dieci artisti che si esibiranno stasera e per le quattro Nuove proposte. “La nostra iniziativa prescinde dal fatti che tu sia etero o gay: in questo momento, in Italia, chiunque dovrebbe mettersi a urlare. Io non ho fatto niente di speciale, ho solo lanciato un hashtag. Ma in questa situazione sono tutti indignati. Basta lanciare un sasso nello stagno, che succede il finimondo”.