Durante la breve intervista sul palco, Elton John si limita a condividere la “gioia di essere padre”. Ma il caso è ormai nato e una colorata manifestazione di impegno cala inaspettata proprio sul secondo Festival diretto artisticamente da Carlo Conti, che della leggerezza e della neutralità fa la sua cifra stilistica nella conduzione. L’intenzione dichiarata di Conti é “riunire le famiglie davanti alla tv”. Anche le famiglie “arcobaleno”? Conti, intelligentemente, non fa nulla per arginare il naturale corso delle cose. Così, mentre un blogger lancia online la campagna #SanremoArcobaleno, al Festival inizia il défilé di nastri multicolori, spillati sui vestiti, sporgenti dai taschini, annodati ai microfoni.
Sanremo 2016: videoracconto del festival tra gaffe, ovazioni e volteggi
La conduzione: il “valletto” Gabriel e la mattatrice Virginia
In una scenografia virata sulla modernità, quasi futuristica, Carlo Conti porta in scena un Festival che, pur ricalcando nella struttura e nelle regole quello precedente, appare più equilibrato e migliore nella scelta delle canzoni, degli interpreti e nel posizionamento dei giovani, sul palco in prima serata e non a notte fonda. Un Festival decisamente meno carico di “toscanità”, il secondo di Conti, che sul palco si concede solo una rimpatriata con i vecchi amici Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni. Accanto a sé il leader non chiama solo la classica bellezza femminile, in questo caso la modella romena Madalina Ghenea, ma anche un corrispettivo maschile: Gabriel Garko, sogno proibito del pubblico femminile delle fiction.
Sanremo 2016: il trionfo degli Stadio
Cala il sipario sulla 66esima edizione del Festival di Sanremo. Vincono gli Stadio. In questa galleria la premiazione del gruppo sul palco dell'Ariston
Così, mentre la “straniera” Ghenea può tranquillamente limitarsi a fare spettacolo di se stessa, le difficoltà al maschile di Garko finiscono con l’esaltare la marcia in più al femminile del quarto elemento del team: Virginia Raffaele, autentica mattatrice che fa sbellicare l’audience trasformandosi in Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace, Belen Rodriguez.
Sanremo, Bolle e Virginia: insieme "La notte vola" della Cuccarini - La fotosequenza
Roberto Bolle raggiunge Carlo Conti sul palco dell'Ariston, durante l'ultima serata del Festival di Sanremo. "La danza può essere davvero molto pop o molto rock - spiega il ballerino - 'We Will rock you' (il brano sul quale si è esibito all'inizio di puntata, ndr.) abbinato con il corpo di un ballerino classico è l'abbinamento migliore per far vedere la modernità della mia arte". Il 'Times' ha definito Bolle 'the king of dance'. "E' un grande orgoglio per me rappresentare l'Italia all'estero - spiega il danzatore - il nostro paese è riconosciuto nel mondo per le sue bellezze. Per me rappresentare l'Italia è una grandissima responsabilità". Ma il momento più divertente è stato quando ha affiancato Virginia Raffaele in un passo doppio sulla canzone anni Ottanta di Lorella Cuccarini "La notte vola"
La qualità delle canzoni è buona anche se priva di alcun guizzo alternativo. I venti Campioni in gara costituiscono uno studiato mix di nuovo e stagionato. C’è chi da Sanremo è partito, come Enrico Ruggeri (Il primo amore non si scorda mai), Dolcenera (Ora o mai più (le cose cambiano)) e Arisa (Guardando il cielo). Il ruolo di “gloria” spetta di diritto a Patty Pravo (Cieli immensi), che festeggia a Sanremo i 50 anni di carriera. Ci sono i reduci dei talenti di ieri e di oggi come Valerio Scanu (Finalmente piove, autore Fabrizio Moro), Lorenzo Fragola (Infinite volte), Noemi (La borsa di una donna, tra gli autori Marco Masini), Annalisa (Il diluvio universale), i Dear Jack (Mezzo respiro) e il loro ex cantante Alessio Bernabei (Noi siamo infinito) in gara da avversari.
Sanremo per le unioni civili: l'arcobaleno sul palco della terza serata
La gara
Nelle prime due serate, divisi in gruppi da dieci, i Campioni presentano le canzoni sottoponendosi a un giudizio composto al 50% dal televoto e al 50% dalla Sala Stampa. Quel voto si sommerà a quello risultante nella quarta serata dalla combinazione tra televoto (40%), giuria degli esperti (30%) e giuria demoscopica (30%), per determinare una classifica alla vigilia della finale e la temporanea eliminazione di cinque concorrenti, che diventa definitiva per quattro dopo un unico ripescaggio al televoto. A fare le spese di questo meccanismo sono Bluvertigo, Zero Assoluto, Neffa e Dear Jack. Salvata dal televoto Irene Fornaciari.
Chi invece dopo le prime due serate si candida a lottare per la vittoria sono nell’ordine Rocco Hunt, Caccamo & Iurato, Valerio Scanu e gli Stadio. A scompaginare gli equilibri interviene la terza serata del Festival, dedicata alle cover. E qui gli Stadio la fanno da padrone, aggiudicandosi lo speciale premio, assegnato al 50% da televoto e Sala Stampa, riproponendo La notte dei miracoli di Lucio Dalla avendo sullo sfondo il volto del cantautore scomparso, di cui furono per anni tour band e collaboratori. L’emozione è forte e nulla possono Rocco Hunt che rifà Carosone (Tu vuo’ fa l’americano), Scanu che osa con Io vivrò (senza te) di Battisti, Clementino che rivsita efficacemente Don Raffae’ di De Andrè e Noemi che con vigore rende il suo tributo alla Bertè (Dedicato). L’atmosfera e l’attenzione che gli Stadio riescono a crearsi intorno mette loro le ali anche nel resto della gara.
Sanremo, Nicole Kidman ipnotizza l'Ariston e Gabriel Garko
È Nicole Kidman a catalizzare l'attenzione di tutti nella seconda serata del Festival di Sanremo. L'attrice scende le scale con un lungo vestito nero e una parure di diamanti dopo aver chiesto a Carlo Conti, in italiano, "Vieni a prendermi, per favore". "Trovarmi qui è splendido, amo l'Italia da quando avevo 17 anni. La mia città preferita è Firenze, però amo anche Roma" dice rispondendo alle domande di Carlo Conti. L'attrice australiana, ambasciatrice Onu, interviene contro la violenza sulle donne: "Mai abbassare la guardia, parlarne sempre, in modo che le donne non si sentano mai sole". Al termine del suo intervento la Kidman ha ricevuto un mazzo di fiori da Gabriel Garko, che è rimasto visibilmente ammaliato dall'ex moglie di Tom Cruise
Il premio della critica va a Patty Pravo per Cieli immensi. Non vincono ma lasciano ancora una volta il segno Elio e le Storie Tese, che per riproporre la loro Vincere l’odio nella serata finale si presentano perfettamente truccati da Kiss. La performance viene segnalata a Gene Simmons, il linguacciuto bassista della band americana, che via social fa sapere di apprezzare. Da regolamento, il vincitore del Festival rappresenta l’Italia all’Eurofestival. Consci che il carrozzone pop continentale non è esattamente il loro mondo, gli Stadio rinunciano. La Rai li rimpiazza con la seconda classificata, Francesca Michielin.
Webnotte, sorpresa Stadio: prima esibizione dopo Sanremo
Il vincitore è Francesco Gabbani, che conquista tutti con Amen. Ma la sua strada è irta di ostacoli. I cantanti in gara sono otto. Si sfidano a eliminazione diretta, affidandosi alla benevolenza di televoto e Sala Stampa. In apertura della seconda serata, Chiara Dello Iacovo (Introverso) batte Cecile (N.E.G.R.A.), Ermal Meta (Odio le favole) fa fuori Irama (Cosa resterà). Nella terza serata Mahmood (Dimentica) supera Michael Leonardi (Rinascerai), ma l’intoppo scatta con il duello tra il toscano Gabbani e la siciliana Miele (Mentre ti parlo), che inizialmente viene data come vincitrice. A quel punto la Sala Stampa insorge, fa rilevare come il “contatore” non abbia registrato tutti i giudizi espressi dai giornalisti e ottiene la ripetizione. Che ribalta il verdetto e porta al passaggio di Gabbani. Miele fa ricorso, chiede di restare in gara, ma a titolo di risarcimento ottiene solo di poter ricantare fuori gara la sua canzone nella quarta serata, che vede trionfare proprio Gabbani.
L’omaggio ai cinque grandi ex vincitori
In ognuna delle cinque serate, il Festival dedica un ampio spazio celebrativo a cinque grandi della musica italiana che hanno vinto Sanremo. Si parte con Laura Pausini e passando per Eros Ramazzotti, Elisa e i Pooh si arriva a Renato Zero. Tra applausi a scena aperta ed esplosioni floreali, le nostre star si producono in medley dei loro grandi successi. I Pooh, in particolare, festeggiano come Patty Pravo i loro 50 anni di storia con una formazione a cinque in cui ritrova posto un commosso Riccardo Fogli. Ma, accanto ai simili mostri sacri, una sorta di petizione online chiede e ottiene che Sanremo ospiti e renda omaggio anche a Cristina D’Avena. Accolta anche lei con tutti gli onori, l’amica dei bambini incanta con un medley delle più celebri delle tante sigle di cartoni animati vendute in milioni di copie.
Sanremo, da Facebook all'Ariston: diario del maestro Bosso
Ha emozionato l'Ariston, conquistando la standing ovation del pubblico con le sue parole e per la sua esibizione al piano. Ezio Bosso, classe '71, torinese, è un pianista, bassista, compositore e direttore d'orchestra. Enfant prodige, ha iniziato a studiare musica a quattro anni con una prozia pianista. Dal 1985 al 1988 ha fatto parte della band Statuto come bassista, ma la sua passione è rimasta sempre la musica classica. La malattia neurologica degenerativa che lo ha colpito nel 2011 e che lo costringe su una sedia a rotelle non ha fermato la sua genialità e la sua creatività. Il compositore, che attualmente vive a Londra, si è esibito nei teatri più famosi della scena internazionale come il Royal Festival Hall, il Southbank Center London, la Sydney Opera House, il Teatro Colon di Buenos Aires, il Carnegie Hall di New York. E' anche vincitore di riconoscimenti come il Green Room Award in Australia (unico non australiano a vincerlo). Bosso inoltre ha collaborato con registi di fama internazionale: per Gabriele Salvatores ha composto la famosa e innovativa colonna sonora per quartetto d'archi del film ''Io non ho paura'' e ''Il ragazzo invisibile''.
Come tradizione vuole, è lungo l’elenco delle personalità italiane e internazionali chiamate sul palco dell’Ariston nelle pause della gara. Detto di Nicole Kidman, Elton John ed Enrico Brignano, nel 2016 arrivano per la prima volta Aldo Giovanni e Giacomo, che devolvono il cachet in beneficenza. Le attrici Kasia Smutniak e Anna Foglietta promuovono quello che sarà uno dei film più visti della stagione, Perfetti sconosciuti. Anche Rocco Papaleo e Alessandro Gassman sventolano il nastro arcobaleno. Il Volo, trio di giovani tenori vincitore del Festival nel 2015, si collega da New York. L’étoile della danza classica Roberto Bolle interpreta coreograficamente We Will Rock You dei Queen, ma poi non si nega un ballo con Virginia Raffaele sulle note di La notte vola, cavallo di battaglia di Lorella Cuccarini. E ancora i fratelli Fiorello, Beppe all’Ariston e Rosario in video per introdurre Francesca Michielin nella serata finale: “Arriva quinta, a me ha portato bene”.
Tra gli ospiti internazionali, il rapper francese Maitre Gims, la cantante Ellie Goulding in viaggio verso i Grammy, la rivelazione irlandese Hozier, il dj e produttore belga Lost Frequencies e il suo omologo giamaicano Willy William. E’ pura tenerezza il passaggio del vitalissimo ginnasta classe 1916 Giuseppe Ottaviani, la luce negli occhi della cinque volte medaglia d’oro alle Paraolimpiadi Nicole Orlando, la tenacia della maestra Marzia Lechello con i suoi tre alunni della scuola di Ceresole, la più piccola d’Italia. Ma le emozioni più forti arrivano quando l’Italia del Festival fa la conoscenza con l’arte di Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra, famoso in tutto il mondo. Affetto da una malattia degenerativa, il musicista dispiega nella seconda serata le note di Following a bird e fa letteralmente dimenticare delle sue problematiche fisiche esprimendo al pianoforte gioia di vivere e bellezza. Concludendo con una frase che segna il Festival: “Ricordate che la musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”.
Sempre nella seconda serata tocca al “comico” siciliano Nino Frassica. Che non nega all’audience i suoi divertenti nonsense, ma centra il suo intervento su un monologo tratto da Fuocoammare, il documentario sull’emergenza migranti a Lampedusa di Gianfranco Rosi, che un anno dopo si ritrova candidato all’Oscar. Quindi recita la commovente filastrocca A mare si gioca, rievocando la durissima immagine del piccolo rifugiato siriano trovato sulla battigia, a faccia in giù nell’acqua. La mezzanotte è passata, Frassica fa il picco d’ascolto.
Sanremo 2016, Elton John incanta l'Ariston senza polemiche
Esibizione senza polemiche per Elton John, l'ospite più atteso della serata. La star inglese ha cantato due classici del suo repertorio come "Your song" e "Sorry seems to be the hardest word" ed ha poi presentato il brano "Blue wonderful", tratto dal suo nuovo album "Wonderful crazy night". Sir Elton ha raccontato l'emozione dei due figli - avuti da una madre surrogata - con il marito David Furnish: "Non pensavo che il mio viaggio sarebbe durato così tanto, non avrei mai pensato di diventare papà, di avere la vita che ho avuto, è stato tutto molto positivo". Parlando del suo lavoro nel campo della beneficenza, Elton ha spiegato: "Non devi essere famoso per fare una cosa del genere. Io ho lavorato in Africa, vicino a persone della Chiesa che aiutano persone malate. Oggi il mondo è un luogo difficile in cui vivere per tante persone. Dobbiamo avere un approccio cristiano per aiutare queste persone. Solo così il mondo sarà un posto migliore"
In termini di audience televisiva, il secondo Festival targato Carlo Conti rivaleggia con il primo. In tutte e cinque le prime serate supera agevolmente i 12 milioni di telespettatori, attestandosi intorno ai 6 nelle seconde serate. In media il Festival è visto da oltre 11 milioni di persone nella prima e nell’ultima serata, supera i 10 nelle tre serate centrali. Per una media complessiva di 10 milioni e 746.429 telespettatori e uno share del 49,58%, il più alto degli ultimi 11 anni, 2006 compreso (il picco, 74%, all’una e 25 di domenica 14 febbraio, il momento della proclamazione dei vincitori). Un bel risultato, solo parzialmente rovinato dai numeri della serata finale nel confronto con la precedente edizione: nella prima parte 12 milioni e 695mila telespettatori e 48,76% di share (12 milioni e 763mila e 50,77% di share nel 2015), nella seconda parte 8 milioni e 712mila telespettatori con il 64,89% di share (nel 2015 erano stati 10 milioni e 8mila, per il 65,48% di share). Ma la Rai e Carlo Conti sanno con chi prendersela: la concomitanza, sabato sera, del big match di campionato tra Juventus e Napoli. Perché Sanremo è Sanremo, ma in Italia vince la dura legge del gol.
Il ritorno del Dopofestival
Carlo Conti recupera la striscia notturna del Dopofestival, che dopo un paio di edizioni vissute solo in streaming su internet torna in televisione. Affidato alla conduzione di Nicola Savino con la Gialappa’s Band e con la partecipazione del comico e imitatore Max Giusti, il salotto post-festivaliero passa brillantemente l’esame. Nelle sue quattro puntate (il Dopofestival non va in onda la notte successiva alla finale) il Dopofestival supera agevolmente i due milioni di telespettatori e il 40% di share (picco di ascolti nell’ultima puntata, 2.418mila telespettatori e 47,77% di share).