Sanremo 2017

IL CASO

Siae - Soundreef, a Sanremo la battaglia per i diritti d'autore

A margine del festival  tra i rappresentanti delle due società: dopo aspri botta e risposta sembra possibile un accordo di pacifica convivenza

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Non è certo uno di quegli argomenti destinati ad appassionare i non addetti ai lavori, specialmente in un contesto come quello di Sanremo. Ma è indubbio che l’ambiente del festival sia lo scenario ideale per parlare di una delle questioni centrali della gestione del patrimonio musicale italiano.

A scontrarsi, a distanza di qualche centinaio di metri, e a un paio d’ore di differenza, sono stati oggi la Siae e Soundreef, come dire il Golia e il Davide della tutela dei diritti degli autori e degli editori. Soundreef, di recente salito agli onori della cronaca per aver reclutato nomi importanti come Fedez e Gigi D’Alessio, invoca, in regime di libera concorrenza, la possibilità di esercitare liberamente le sue prerogative garantendo maggiore velocità e controllo sui diritti maturati. La Siae, che ovviamente continua a detenere la fetta più rilevante del mercato, e soprattutto una armata di dipendenti in grado di controllare il territorio in modo capillare, attraverso il suo dg Gaetano Blandini ha ribadito che esiste una direttiva che sancisce l’esclusiva per la riscossione dei diritti, con alcune eccezioni specificate in dettaglio, ma che riguardano la possibilità in prima persona da parte degli autori.

Non sono mancate le frecciatine da una parte e dall’altra, la Siae domandandosi perché mai Soundreef non sia interessata ai diritti online, essendo una società  recente e teoricamente sensibile alle innovazioni, dove per legge avrebbe campo libero. Soundreef ribadisce che ci sono contraddizioni nella direttiva, che invece dovrebbe favorire un regime di libera concorrenza. Ma la Siae fa anche notare che Soundreef potrebbe non essere conforme alla legge perché oltre a riscuotere diritti è a sua volte gestore di edizioni e produttore di contenuti, e non una società di pura raccolta.

La schermaglia è stata molto vivace, a tratti aspra, complessa e non semplice da comprendere fino in fondo da chi non ha familiarità con questi aspetti del mercato. Ma al di là di tutto questo la posta è di fatto rilevante per tutti, perché in gioco c’è la tutela del diritto d’autore. Evidentemente a chi osserva dall’esterno sembrerebbe auspicabile un tavolo comune in cui cercare un buon accordo di convivenza, piuttosto che un conflitto destinato a generare maggiore confusione nella già complessa gestione del diritto d’autore. Non sembra impossibile. Ambedue i contendenti alla fine un messaggio di pace l’hanno inviato, la Siae ammettendo che l’ingresso di Soundreef può essere stato di stimolo al recente processo di riforma dell’ente, e dal suo canto Soundreef, per voce del giovane boss Davide D’Atri, si è dichiarato disponibile a un confronto per cercare una strada di pacifica convivenza.