Sanremo, il futuro di Conti: "Ma quale Mediaset, vado allo Zecchino d'oro"
Alessandra Vitali
Il conduttore continua a prendere le distanze dalle voci che lo vorrebbero in trattativa con Berlusconi. "Mai avuti incontri né telefonate". E annuncia: sarò il direttore artistico dei festeggiamenti per i sessant'anni del coro
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SANREMO - "È una bellissima fanta-tv che mi fa sorridere, mi fa divertire, ma è del tutto priva di fondamento". Il giorno dei fake al festival, da Wikipedia che pubblica la lista dei cantanti e delle loro preferenze ("abbiamo fatto verifiche con la Polizia postale, tutto inventato, niente di ufficiale", precisa Nando Pagnoncelli, a capo della Ipsos che anche quest'anno raccoglie e analizza il flusso di voti a distanza) all'ennesima smentita di Carlo Conti sul suo futuro in Mediaset. Del quale Dagospia continua insistentemente a parlate, facendo nomi e date (il 22 dicembre, secondo il sito, ci sarebbe stato un incontro con Silvio Berlusconi ad Arcore). Una proposta l'ha accettata, in verità: la direzione artistica dei festeggiamenti per i sessant'anni dello Zecchino d'oro. "È vero, non sto scherzando - dice il conduttore di fronte alla perplessità dei cronisti - per questo non posso fare nemmeno il direttore artisico del festival, non ce la farei. Probabilmente con lo Zecchino faremo anche una prima serata, vedremo".
Conti: "Ma quale Mediaset, vado allo Zecchino"
Il conduttore prende le distanze, "non ne so niente" insiste, e ricorda: "Ho un contratto (di esclusiva, con penali salatissime ndr) fino al 2019, magari dopo sarà anche rinnovato, oppure potrei anche andare in pensione, a un certo punto. Il fatto, poi, che dall'altra parte qualcuno possa apprezzare il mio lavoro mi può solo far piacere". Sull'incontro, "ho ricevuto subito due telefonate, quella cdel mio avvocato che mi chiedeva 'mi son perso qualcosa?' e quella di mia moglie, interdetta anche lei". Quindi nessun contatto con Mediaset? "Che io sappia no, forse avevo il telefono spento". "E non si dica - aggiunge - che ho fatto marcia indietro: non è proprio esistita la cosa".
Taglia corto, Conti, e pensa al festival, a portare a casa queste ultime due serate con lo stesso successo delle precedenti (vola negli ascolti anche la serata delle cover). "Era importante completare questo trittico meraviglioso, ho pensato a cosa potessi inventarmi per mantenere lo standard delle due edizioni passate - racconta - da un lato ho confidato nell'aiuto e nella collaboraszione delle etichette discografiche, sia le major che le indie, che mi portessero bei nomi e belle canzoni. Dall'altro ho pensato a una donna che fosse al top, che potesse sorprendere e incuriosire". Fine dell'avventura insomma, come già ampiamente ribadito. "Fa bene al festival, soprattutto dal punto di vista musicale perché un altro direttore artistico ha altri sapori, altri contatti, gusti musicali che magari con me sono rimasti fuori".