Dopo avere archiviato gli scritti, la maturità celebra il suo ultimo atto: gli esami orali. In queste ore, le 12mila commissioni di maturità incaricate dal Ministero di passare in rassegna i 467mila studenti approdati agli esami di Stato del secondo grado sono alle prese con la correzione degli elaborati prodotti dai ragazzi. Operazione che andrà avanti almeno fino a domani e che emette il primo verdetto. Prima di interrogare gli studenti, infatti, le commissioni pubblicheranno gli esiti dei tre scritti e coloro che, tra credito dell'ultimo triennio e compiti scritti, non avranno raggiunto almeno 30 punti potranno evitare di presentarsi al colloquio. Infatti, il punteggio minimo per diplomarsi è di 60 punti e il colloquio ne mette in palio al massimo 30. Gli orali che chiudono questa tornata di esami di maturità cominceranno dopodomani e non potranno andare avanti oltre il 18 luglio.
Per rompere il ghiaccio, i ragazzi si presentano alle commissioni con una "tesina" su un argomento che collega diverse discipline o con una mappa concettuale: uno schema che riporta l'argomento che si vuole trattare e le materie coinvolte. Poi, i commissari iniziano il fuoco di fila di domande che dovrebbero sempre riguardare un argomento pluridisciplinare ma che spesso si riducono a mini interrogazioni sulle singole discipline. E dopo 40/60 minuti il colloquio termina con la visione e il rapido commento degli elaborati scritti e la canonica domanda sulla eventuale prosecuzione degli studi, che serve a fini statistici. A questo punto, la commissione invita i presenti ad accomodarsi fuori dalla classe e si riunisce per deliberare il voto del colloquio. E dopo pochi minuti riapre le porte per fare accomodare il candidato successivo.
Così, al ritmo di cinque candidati al giorno, fino alla conclusione dei colloqui. Quest'anno, con il colloquio, gli studenti avranno due obiettivi numerici da raggiungere: 80 e 95 punti. I due numeri che fanno scattare il bonus per l'accesso alle facoltà a numero programmato nazionale - Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e le cosiddette Professioni sanitarie (infermiere, ostetrica, logopedista, per citarne alcune) - e l'eventuale "borsa di mobilità" lanciata pochissimi giorni fa dal governo per coloro che vorranno iscriversi all'università in un ateneo ubicato in una regione diversa da quella di residenza. Per ottenere la borsa di studio, il cui importo verrà reso noto attraverso un decreto del ministero dell'Istruzione, occorre presentare anche la documentazione riguardante il reddito familiare e la distanza dalla regione di origine. Per quest'anno e il prossimo saranno disponibili 5 milioni che diventeranno 7 nel 2015.
Per rompere il ghiaccio, i ragazzi si presentano alle commissioni con una "tesina" su un argomento che collega diverse discipline o con una mappa concettuale: uno schema che riporta l'argomento che si vuole trattare e le materie coinvolte. Poi, i commissari iniziano il fuoco di fila di domande che dovrebbero sempre riguardare un argomento pluridisciplinare ma che spesso si riducono a mini interrogazioni sulle singole discipline. E dopo 40/60 minuti il colloquio termina con la visione e il rapido commento degli elaborati scritti e la canonica domanda sulla eventuale prosecuzione degli studi, che serve a fini statistici. A questo punto, la commissione invita i presenti ad accomodarsi fuori dalla classe e si riunisce per deliberare il voto del colloquio. E dopo pochi minuti riapre le porte per fare accomodare il candidato successivo.
Così, al ritmo di cinque candidati al giorno, fino alla conclusione dei colloqui. Quest'anno, con il colloquio, gli studenti avranno due obiettivi numerici da raggiungere: 80 e 95 punti. I due numeri che fanno scattare il bonus per l'accesso alle facoltà a numero programmato nazionale - Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e le cosiddette Professioni sanitarie (infermiere, ostetrica, logopedista, per citarne alcune) - e l'eventuale "borsa di mobilità" lanciata pochissimi giorni fa dal governo per coloro che vorranno iscriversi all'università in un ateneo ubicato in una regione diversa da quella di residenza. Per ottenere la borsa di studio, il cui importo verrà reso noto attraverso un decreto del ministero dell'Istruzione, occorre presentare anche la documentazione riguardante il reddito familiare e la distanza dalla regione di origine. Per quest'anno e il prossimo saranno disponibili 5 milioni che diventeranno 7 nel 2015.