RomaFictionFest2014

L'INTERVISTA

L'Ape Maia sul tappeto rosa del Fiction Fest, gadget e proiezione gratuita per i bambini

Al via il festival dedicato al piccolo schermo con una programmazione dedicata ai bambini tra cui spicca la proiezione del cartoon di Alexs Stadermann: "I bambini di oggi affrontano le stesse questioni dei bambini di 100 anni fa"

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Il Roma Fiction Fest parte con una giornata dedicata ai bambini, all'interno di una sezione interamente dedicata al cinema che si ispira alle serie tv ci sarà l'anteprima di L'Ape Maia - Il film con tanto di "pink carpet" sul quale un pupazzo dell'apetta più amata con tanto di ali e antenne, firmerà autografi, regalerà gadget alla fine della proiezione e sarà possibile fotografarla. Nata un secolo fa dalla penna del tedesco Waldemar Bonsels, l'apetta insofferente alle regole dell'alveare è diventata celebre nel mondo grazie alla serie di cartoni animati giapponesi. Dopo l'anteprima al Roma Fiction Fest il film, firmato dal regista Alexs Stadermann che si è fatto le ossa a Disney Australia, sarà nelle sale dal 18 settembre.
La storia è semplice: Maia non ama stare chiusa nell'alveare, vuole uscire e conoscere il mondo. Con lei c'è il suo amico Willi decisamente meno intraprendente, le loro avventure li porteranno a conoscere calabroni, formiche, cavallette. La serie di libri per bambini è tedesca ed è stata scritta nel 1912, ma il grande successo è avvenuto negli anni Settanta con la celebre serie tv cartoon di cui il film eredita la voce originale di Maia, doppiata da Antonella Baldini.
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L'intervista con Alexs Stadermann
Come si spiega l'attualità di un personaggio inventato 100 anni fa?
"I bambini di oggi affrontano le stesse questioni dei bambini di 100 anni fa. Nascono con una gioia esuberante per la vita e vogliono esplorare il mondo senza regole né restrizioni. E' quello che volevo mostrare nel film oltre al fatto che ci tenevo a far vedere che se da un lato Maya impara a far parte della società dall'altro lato anche la società aveva qualcosa da imparare da lei. Dovremmo cercare di divertirci tutti di più quando abbiamo a che fare con gli altri".

Conosceva la serie tv?
"Sono cresciuto con i cartoni animati e li amavo molto. Come bambino ero molto simile a Maya, solo più grande, più umano e più... maschio! Apprezzavo molto il fatto che Maya non fosse una femmina troppo femminile. È un personaggio che si rivolge sia ai bambini che alle bambine perché è coraggiosa, curiosa E ama l'avventura. E anche piuttosto impertinente ma credo che tutti amiamo le cose che pensa e che dice. Poi da bambino amavo questo cartone perché mi dava l'occasione di fare un viaggio nel mondo degli insetti".
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Qual è il cuore del film che vorrebbe arrivasse allo spettatore?

"Il messaggio alla base del film è molto semplice: l'abito non fa il monaco. Solo perché qualcuno appare, si comporta o ha un odore diverso da te non vuol dire che sia una persona di meno da te. Questo tema è universale, se tutti fossimo un po' più come Maya molti dei problemi del mondo si risolverebbero".

Bambini di età diversa leggono il film in modo diverso, il film è fatto per un pubblico vasto?
"I film di animazione negli ultimi tempi sono diventati più violenti e spaventosi per attrarre un pubblico più ampio. Per me invece era importante fare un cartoon che potesse essere visto anche dai piccolini. Abbiamo mantenuto il senso di avventura, di divertimento e di azione in modo che anche i bambini più grandi e gli adulti si divertissero ma con il minimo di violenza possibile. La parte umoristica funziona bene per tutti, ci sono alcune formiche molto sciocche che fanno ridere sia grandi che piccini".

Lei ha lavorato per diversi anni come animatore a Disney Australia, quale lezione ha imparato da quella esperienza?

"Quando lavoravo in Disney si lavorava sempre nell'ottica di non fare film solo per bambini ma per l'intera famiglia. Disney è la casa madre, i padri fondatori del genere e io mi reputo molto fortunato per aver avuto la possibilità di lavorare con persone di una tale esperienza. La lezione più importante che ho imparato però é che i propri personaggi devono essere divertenti ma con una profondità emotiva. Se riuscirai ad infondergli delle emozioni forti e autentiche il pubblico li amerà".