Giro d'Italia 2012

Da Scarponi a Frank Schleck
Sarà il Giro delle scommesse

Al via sabato dalla Danimarca, la partenza più a nord della storia, la corsa rosa. Non c'è un logico favorito, ma tanti pretendenti sulle cui condizioni di forma però non c'è certezza. Da seguire anche Basso, Cunego, Kreuziger, Rodriguez e Pozzovivo

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ROMA - Sarà il Giro delle scommesse. La corsa rosa con partenza più a nord della storia, dalla Danimarca, non ha infatti un logico favorito. Manca il classico uomo da battere, che poi non viene mai battuto, in grado di inventare il numero ad effetto in qualsiasi momento. Insomma, non vedremo l'Alberto Contador dominatore del 2011, poi privato del titolo per una positività pregressa che con il Giro non c'entrava nulla, ma questa è un'altra storia. Il livello tecnico senza gente del genere ne risentirà, ma paradossalmente lo spettacolo potrebbe risultarne gratificato. Non c'è un vero favorito, ma soprattutto non c'è un corridore che arriva con uno stato di forma tale da poter monopolizzare - almeno ragionando sulla carta - la situazione. Da qui il 'Giro delle scommesse'.

Gli italiani puntano sui soliti noti. La Lampre si presenta con due capitani. Il numero uno dovrebbe essere Michele Scarponi - maglia rosa uscente -, anche se per ora la prima parte del 2012 non è stata all'altezza dello scorcio iniziale della passata stagione. L'altro leader della squadra sarà Damiano Cunego, uscito molto bene dalle classiche del nord. Il veronese il Giro lo ha vinto da ragazzino nel 2004, poi ha avuto una evoluzione-involuzione (punti di vista) che ne hanno fatto un uomo adatto più alle corse in linea. Comunque il suo stato di forma è notevole.

L'altro uomo di punta è Ivan Basso: il varesino sarà il leader unico della Liquigas, visto che Vincenzo Nibali è proteso verso la grande chance della sua carriera, il Tour de France. Basso per ora ha fatto la classica marcia di avvicinamento al grande appuntamento: al Romandia è sembrato un po' imballato, bisognerà vedere se gli altri lo aspetteranno in quelle tappe di rodaggio che potrebbero rendersi necessarie per una crescita di condizione. Il nome a sorpresa lo individuiamo in Domenico Pozzovivo: il lucano tascabile è letteralmente volato al Giro del Trentino su salite dalle pendenze micidiali come Punta Veleno. Ed al Giro di salite ce ne saranno tante, con ben sei arrivi in quota: Rocca di Cambio, Lago Laceno, Cervinia, Lecco/Pian dei Resinelli, Alpe di Pampeago e Passo dello Stelvio, tappe epica quest'ultima, con ben 6.000 metri di dislivello. Il problema per Pozzovivo sono le crono, dove tende a rimbalzare contro il muro del vento: il prologo di Herning (8,7 km), la crono a squadre di Verona (33,2 km) e quella finale di Milano (30,1 km).

Anche per la presenza straniera è d'obbligo parlare di scommesse. Frank Schleck ha esperienza e squadra per poter riportare la maglia rosa in Lussemburgo dopo tanti anni. Il problema potrebbe essere in una preparazione mentale inadeguata, essendo stato chiamato per sostituire all'ultimo momento l'infortunato Fuglsang. Il rovescio positivo della medaglia però potrebbe stare nel correre più libero da condizionamenti: insomma, staremo a vedere. Altri nomi stranieri per il successo finale: il ceco Roman Kreuziger, in attesa del salto di qualità che non è mai arrivato, l'imprevedibile francese John Gadret, lo spagnolo Joquin Rodriguez. Lo spagnolo è andato fortissimo sulle Ardenne, forse troppo per mantenere inalterata la forma, ma il nome sulla lista dei papabili è giusto metterlo.

Uno sguardo anche ai cacciatori di tappe: per gli sprint c'è una bella scelta, ma a differenza della classifica generale, qui il favorito è chiaro, si tratta di Mark Cavendish. Principali avversari il norvegese Thor Hushovd, l'australiano Matthew Goss ed il nostro Daniele Bennati. Tanti italiani di prestigio per le tappe di media difficoltà: su tutti Alessandro Ballan e Filippo Pozzato. Scorrendo infine l'elenco dei 198 iscritti, notiamo che manca il 108, che non è stato assegnato a nessuno e non lo sarà mai più: era il numero di Wouter Weylandt, lo sfortunato corridore scomparso lo scorso anno in seguito ad una caduta nella terza tappa. Anche questo è un modo di ricordarlo, per sempre.