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Il Giro parla statunitense
La prima rosa a Phinney

Al via dalla Danimarca l'edizione numero 95 della corsa rosa: una prova contro il tempo di 8,7 km a Herning vinta dal giovane della Bmc, che precede Thomas e Rasmussen. Quarto l'italiano Boaro. Tra i big bene Ivan Basso, in ritardo Scarponi
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HERNING - Scorrendo l'ordine d'arrivo della prima tappa del Giro d'Italia, viene il dubbio di aver sbagliato strada ed essere piombati in qualche Sei Giorni. Visto il palmares dei primi due infatti, tra prove ed individuali e a squadre, il cassetto è pieno di medaglie pregiate conquistate su pista. La maglia rosa più a nord della storia, nel primo assaggio delle tre giornate in Danimarca, va a Taylor Phinney, il secondo posto lo prende il britannico Geraint Thomas. Phinney vince nettamente: lui è un figlio d'arte che ha sopportato con grande serenità e - aggiungiamo - grande classe, il peso del pronostico.

"NON SONO IL NUOVO ARMSTRONG" - "Ero molto rilassato al via, ma allo stesso tempo sentivo una buona gamba ed ho dato tutto. Il vento? Quello della Danimarca è veramente forte, ma fa parte del gioco. Ci tenevo molto, tutti dicevano che ero il favorito, ma non è mai facile confermare le attese. Gli ultimi chilometri sono stati u…
HERNING - Scorrendo l'ordine d'arrivo della prima tappa del Giro d'Italia, viene il dubbio di aver sbagliato strada ed essere piombati in qualche Sei Giorni. Visto il palmares dei primi due infatti, tra prove ed individuali e a squadre, il cassetto è pieno di medaglie pregiate conquistate su pista. La maglia rosa più a nord della storia, nel primo assaggio delle tre giornate in Danimarca, va a Taylor Phinney, il secondo posto lo prende il britannico Geraint Thomas. Phinney vince nettamente: lui è un figlio d'arte che ha sopportato con grande serenità e - aggiungiamo - grande classe, il peso del pronostico.

"NON SONO IL NUOVO ARMSTRONG" - "Ero molto rilassato al via, ma allo stesso tempo sentivo una buona gamba ed ho dato tutto. Il vento? Quello della Danimarca è veramente forte, ma fa parte del gioco. Ci tenevo molto, tutti dicevano che ero il favorito, ma non è mai facile confermare le attese. Gli ultimi chilometri sono stati un inferno, non riuscivo a pensare a nulla se non al mal di gambe", spiega Phinney dopo l'arrivo. Quando un americano va forte, il pensiero corre subito a Lance Armstrong: "Molta gente mi chiede se io sono il nuovo Lance Armstrong, ma io e lui siamo molto diversi come tipo di ciclisti. Sono più grosso e non sono affatto uno scalatore come lui. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo di giovani talenti americani. Non direi che io sono il nuovo Armstrong. Io sono semplicemente Taylor Phinney". Erano quattro anni che un americano non prendeva la maglia di leader: l'ultimo a riuscirci, nel 2008 a Palermo, era si sangue fiammingo, Vandevelde.

IL RE DEI PROLOGHI - Insomma, questo 22enne statunitense non è certo una sorpresa: lo dimostrano i sette prologhi vissuti da leader, tra dilettantismo e prof. Il suo successo è meritato, anche per la perfetta gestione delle energie: 8,7 km divisi tra una parte tecnica (11 insidiose curve) ed una da specialisti. Phinney se la gioca alla pari con altri quattro all'intermedio: lui, l'altro grande favorito Geraint Thomas, il nostro Maniele Boaro (finalmente l'Italia inizia a ridire qualcosa in prove del genere), il danese Alex Rasmussen, l'australiano Brett Lancaster, uno che la rosa l'aveva già indossata sul lungomare di Reggio Calabria qualche anno fa. La differenza Phinney la fa nella seconda parte, quando mette in riga gli avversari in maniera abbastanza perentoria.

BASSO, PARTENZA INCORAGGIANTE - Abbandonando chi ha lottato per la prima maglia rosa e citando comunque gente come Farrar e Sabatini, che tra i velocisti sono quelli che hanno destato la migliore impressione (prossime tappe piene di secondi di abbuono), facciamo il solito giochino di inizio giro. La classifica relativa ai pretendenti alla maglia rosa. Senza volerli citare tutti, merita menzione particolare Ivan Basso, che chiude sugli stessi livelli di Kreuziger, ma va ad esempio molto meglio di Frank Schleck (20''), Damiano Cunego (24'') e soprattutto di Michele Scarponi (27''). Meglio di Basso, ed è giusto ricordarlo in quanto leader della Omega Pharma, Dario Cataldo, che precede di 8'' il varesino.  "Il Giro è lungo, partire bene è già una buona cosa, ma bisogna pensare a domani. Sono comunque molto contento della mia prova", spiega Basso.
"Non è stato per me un bel prologo. Speravo di limitare il divario da alcuni atleti di classifica, purtroppo non ho trovato la giusta pedalata - commenta Michele Scarponi -. Non penso sia stata questione di scelta di ruota lenticolare o meno. Non ci sono comunque problemi, il Giro è appena iniziato". Non gli si può dare torto, il primo giorno vive comunque sui dettagli e non potrebbe essere altrimenti: basta pensare che solo la tappa dello Stelvio avrà un dislivello di 6.000 metri. Ma l'effetto psicologico c'è eccome.

1/A TAPPA - HERNING-HERNING (cronometro individuale di 8,7 km)
1. Taylor Phinney (Usa, Bmc) in 10'26"
2. Geraint Thomas (Gbr, Sky) a 0'09"
3. Alex Rasmussen (Den, Garmin) a 0'13"
4. Manuele Boaro (Ita) a 0'15"
5. Erik Gustav Larsson (Swe) a 0'22"
6. Ramunas Navardauskas (Ltu) a 0'22"
7. Brett Lancaster (Aus) a 0'23"
8. Marco Pinotti (Ita) a 0'24"
9. Jesse Sergent (Nzl) a 0'26"
10. Nelson Oliveira (Por) a 0'27"
16. Enrico Gasparotto (Ita) a 0'29"
19. Dario Cataldo (Ita) a 0'31"
20. Filippo Pozzato (Ita) a 0'32"
28. Roman Kreuziger (Cze) a 0'36"
35. Ivan Basso (Ita) a 0'39"
92. Domenico Pozzovivo (Ita) a 0'55"
124. Damiano Cunego (Ita) a 1'03"
135. Michele Scarponi (Ita) a 1'06"
156. Emanuele Sella (Ita) a 1'14"

FAVORITI A CONFRONTO
1 - Ryder HESJEDAL (CAN-Garmin Barracuda) 10'55''
2 - Dario CATALDO (ITA-Omega Quickstep) a 2''
3 - Roman KREUZIGER (CZE-Astana) a 7''
4 - Ivan BASSO (ITA-Liquigas Cannondale) a 10''
5 - Joaquin RODRIGUEZ (ESP-Katusha) a 14''
6 - Rigoberto URAN (COL-Sky) a 17''
7 - Domenico POZZOVIVO (Ita - Colnago) a 26''
8 - Frank SCHLECK (LUX-Radioshack Nissan) a 30''
9 - Damiano CUNEGO (ITA-Lampre) a 34''
10 - Michele SCARPONI (ITA-Lampre) a 37''
12 - José RUJANO GUILLEN (VEN-Androni) a 38''
13 - John GADRET (FRA-Ag2r) a 47''