Giro d'Italia 2012

Ciclismo

Sprint, è subito Cavendish
Phinney in rosa col brivido

Prima tappa per velocisti e subito un acuto del campione del mondo, che precede l'australiano Goss. Nonostante una caduta ed un problema meccanico, lo statunitense resta leader della generale

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HERNING - Anche se può sembrare un controsenso, anche un uomo veloce come Mark Cavendish può avere caratteristiche da diesel. Caratteristica non proprio positiva del britannico nei grandi giri è (era) infatti quella di steccare la prima volata: ci fu eccezione al Tour in una circostanza, ce n'è stata un'altra nella prima frazione in linea di questo Giro d'Italia, 206 km con partenza ed arrivo a Herning. Vittoria meritata per Cavendish, sia a titolo personale vista l'impostazione della volata, sia per la squadra (il team Sky) che si incarica di portare il gruppo alla volata nel corso della giornata. Focalizzando l'obbiettivo sul campione del mondo, non ha sbagliato una mossa. Curva a 500 metri dal traguardo (la sbaglia Bos, brutta caduta), guai a farsi trovare troppo avanti. 'Cav' resta intorno alla sesta posizione, sempre a ruota del fido Thomas: non si scompone quando parte lungo Hushovd, piazza l'acuto ai 150 metri e per Goss ed il sorprendente francese Soupe (dietro nell'ordine) non c'è nulla da fare. Resta invariata la classifica generale, nonostante un brivido per Taylor Phinney, che supera brillantemente un problema meccanico seguente ad una caduta e fa capire come il simbolo del primato non sia casuale.  

LA FUGA DEI TRE -
Seconda frazione secondo copione. Siamo ancora in terra danese: percorso pianeggiante con degli aspetti da Tour (megabiciclette riprodotte sui campi) e da Fiandre, visto il vento trasversale, vera insidia per gli interessati alla classifica generale, che infatti stanno bene attenti a non abbandonare quasi mai le prime venti/trenta posizioni. In queste gare di solito va via una fuga da lunga gittata, rigorosamente o quasi senza speranze. La caratterizza un terzetto composto dall'italiano Alfredo Balloni (Farnese), dal belga Kaisen (Lotto) e dal colombiano Chavez Rubiano (Androni). In palio c'è una maglia virtuale, la rosa, sulle spalle di Balloni prima dell'ovvia reazione del gruppo, e c'è una maglia reale. Anche se sembra un paradosso parlando della Danimarca, c'è infatti un GPM. Località Osterbjerg, un cavalcavia sarebbe più insidioso, ma vale comunque la maglia azzurra di miglior scalatore, che dopo tanti anni rileva quella verde: la fa sua lo stesso Balloni, che precede Chavez Rubiano. 

IL LAVORONE DI STANNARD - Dietro lasciano fare i battistrada che, dopo aver guadagnato un vantaggio massimo di oltre tredici minuti, tengono tengono abbastanza bene grazie soprattutto al passistone Kaisen, 1,95 di altezza, più temprato degli altri per arginare il vento. In tutto i km di fuga solitaria sono 166, parecchi sotto le telecamere, niente male insomma. Il margine viene cucito soprattutto dal Team Sky di Mark Cavendish, anzi sarebbe più logico dire che viene chiuso dal britannico Ian Stannard, quasi 'noioso' nelle sue lunghissime tirate in testa al gruppo. C'è anche spazio per uno dei pochi 'enfant du pays', Lars Bak (danese di Silkeborg), che prende giusto quella manciata di secondi buoni per guadagnare gli applausi dei tifosi di casa.   

BRIVIDO PER PHINNEY - L'emozione più grande nel finale però, a parte la volata, la offre un problema meccanico per Taylor Phinney. Qui esce una iniziale disattenzione della BMC, che lascia un paio di km lo statunitense senza scorta, ma esce anche la grande preparazione della maglia rosa, che sfodera un secondo prologo dopo quella del giorno precedente e, sfrutando sapientemente la scia delle ammiraglie, si accoda al plotone in poche battute. Gesto di classe nella considerazione complessiva: Phinney, anche quando le cose sembravano volgere al peggio, non si fa mai prendere dal panico. Poi le solite strategie per la volata: tanti a sgominare, ma alla fine a primeggiare è la maglia iridata.

"UN SUCCESSO DI SQUADRA" - "Sono molto contento, oggi è stata una giornata ventosa e non è stata facile", spiega Mark Cavendish che vince la prima volata in un grande Giro con la maglia di campioine del mondo.  "Non molte squadre volevano la volata e così abbiamo dovuto correre mettendocela tutta - ha detto a Raisport - Abbiamo dato il cento per cento, abbiamo vinto e meglio di così non poteva andare. Ma non ho mai detto che avrei vinto tutte e sei le tappe per velocisti: ho detto che avrei cercato di vincerne il più possibile, per me il Giro è una corsa speciale, una delle più importanti del mondo".

ORDINE D'ARRIVO 2/A TAPPA - HERNING-HERNING

1. Mark Cavendish, Gbr, Sky Procycling, 4:53.12;
2. Matt Goss, Aus, GreenEdge, st;
3. Geoffrey Soupe, Fra, FDJ-Big Mat, st;
4. Taylor Phinney, Usa, BMC Racing, st;
5. Roberto Ferrari, Ita, Androni Giocattoli, st;
6. Mark Renshaw, Aus, Rabobank, st;
7. Thor Hushovd, Nor, BMC Racing, st;
8. Daniele Bennati, Ita, RadioShack-Nissan, st;
9. William Bonnet, Fra, FDJ-Big Mat, st;
10. Geraint Thomas, Gbr, Sky Procycling, st.
CLASSIFICA GENERALE
1. Taylor Phinney, Usa, BMC Racing, 5:03.38;
2. Geraint Thomas, Gbr, Sky Procycling, a 9 secondi;
3. Alex Rasmussen, Dan, Garmin-Barracuda, +13;
4. Manuele Boaro, Ita, Saxo-Bank, +15;
5. Gustav Erik Larsson, Sve, Vacansoleil, +22;
6. Ramunas Navardauskas, Lit, Garmin-Barracuda, +22;
7. Brett Lancaster, Aus, GreenEdge, +23;
8. Marco Pinotti, Ita, BMC Racing, +24;
9. Jesse Sergent, Nze, RadioShack-Nissan, +26;
10. Nelson Oliveira, Por, RadioShack-Nissan +27.