Giro d'Italia 2012

Cavendish, brutta caduta
Sprint vincente di Goss

A Horsens, nell'ultima giornata in Danimarca, il campione del mondo viene urtato da Ferrari nella volata finale. Vince l'australiano, che precede Haedo e Farrar. Phinney, anche lui coinvolto nella caduta, resta in rosa

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HORSENS - Energie intatte, tutti che scaricano sull'asfalto le proprie velleità, e purtroppo ancora cadute. Dopo quella della seconda tappa, causata da Bos, anche la terza è caratterizzata da una caduta, stavolta con nomi ancora più eccellenti. A farne le spese è niente meno che il campione del mondo Mark Cavendish, che paga un grave errore tecnico (ma si può parlare anche di scorrettezza) di Roberto Ferrari, che sterza di colpo alla massima velocità e manda per le terre il britannico. Inevitabile il provvedimento della giuria che retrocede il corridore della Androni, giunto nono, all'ultimo posto. Un incidente che non getta comunque macchia sul successo di Matthew Goss. L'australiano ci era andato vicino a Herning: ci riesce a Horsens nella tappa di commiato dalla Danimarca. Vittoria netta, la seconda al Giro d'Italia dopo quella di due anni fa a Cava dei Tirreni, ulteriore tassello per un corridore sempre più completo per le gare in linea (non scordiamo la Sanremo 2011). Successo anche della GreenEdge: il team australiano, da non sottovalutare nella crono collettiva di mercoledì a Verona, è perfetto nel pilotare il capitano alla stoccata finale.

LA TAPPA DEI TRE CIRCUITI - Sprint mozzafiato, epilogo e specchio di una frazione pianeggiante ma non facile. Ci sono tre circuiti: i primi due misurano rispettivamente 45 e 100 km, mentre il terzo (14,6 km), assai complicato, va ripetuto tre volte. Un velo di commozione in partenza. La frazione è dedicata a Wouter Weylandt, che lo scorso anno perse la vita proprio durante la terza tappa: significativo il terzo posto del suo grande amico Tyler Farrar, preceduto oltre che da Goss anche da Haedo. Si aggiunge inoltre la tristezza per la morte del sindaco di Horsens, giunta proprio alla vigilia di una giornata che lui aveva voluto fortemente.

BALLONI, ANCORA LUI - Di solito nelle prime tappe del Giro, le facce che vedi in testa sono spesso le stesse: ad esempio Alfredo Balloni ci ha preso gusto, ed è entrato nella fuga di giornata non certo con l'intento di vincere la tappa, ma per mantenere la maglia azzurra di leader della montagna. Missione compiuta, visto che il corridore della Farnese svetta - si fa per dire - sul GPM di Ejer Bavnehoj, 159 metri di altitudine: viste le altezze danesi una sorta di loro Passo dello Stelvio. Insieme a Balloni, in fuga Minguez (Euskaltel) , Navardauskas (Garmin), Hollenstein (Netapp), Christensen (Saxo Bank) e Keizer (Vacansoleil). Sei uomini, un po' troppi per lasciare margini perisolosi, ed in fatti il gruppo non concede oltre i tre minuti e mezzo di margine.

ANCHE PHINNEY A TERRA -
Si arriva quindi sul circuito finale. C'è uno strappetto a 6 km dall'arrivo, c'è una curva ai 1400 metri seguita da un tratto in discesa. Il team Sky organizza la volata di Cavendish: è Thomas a tenere altissimo il ritmo, anche se la maglia iridata - oggi rossa - resta abbastanza indietro. La rimonta inizia tutto sommato tardivamente, ai 200 metri: ci sembra abbia spazio più per il podio che per la vittoria, ma l'errore di Ferrari di fatto chiude i giochi. A terra anche Taylor Phinney, che la maglia rosa se la sta guadagnando nel senso vero del termine, avendo assaggiato l'asfalto per il secondo giorno consecutivo.

LA VERSIONE DI FERRARI - Roberto Ferrari dà la sua spiegazione della caduta: "Quando è partito Farrar sono partito anch'io e forse Cavendish si è agganciato dietro. Non sapevo chi avevo dietro, quando siamo partiti mi sono buttato a destra, ho fatto la mia volata. Ero sulla mia traiettoria, quello che succede dietro non mi importa"

CAVENDISH: "FERRARI SI VERGOGNI" - Versione che evidentemente non convince Mark Cavendish: "Non è bello cadere a 75 orari. La manovra che ha fatto Roberto Ferrari non è stata bella. Dovrebbe vergognarsi di aver fatto finire a terra la maglia rosa, quella rossa e del campione del mondo".

GOSS: "SQUADRA PERFETTA NEL LANCIO" - "È sempre bello vincere una volata al Giro d'Italia, i miei compagni hanno fatto un bel lavoro. È stato uno sprint molto veloce, c'erano molte curve, ma la squadra è stata bravissima a lanciarmi negli ultimi cento metri", analizza il vincitore.

TERZA TAPPA - HORSENS-HORSENS
1. Matthew Goss (Aus, GreenEdge) in 4h20'53"
2. Juan Josè Haedo (Arg, Saxo Bank) s.t.
3. Tyler Farrar (Usa, Garmin) s.t.
4. Arnaud Demare (Fra) s.t.
5. Mark Renshaw (Aus) s.t.
6. Thor Hushovd (Nor) s.t.
7. Alexander Kristoff (Nor) s.t.
8. Romain Feillu (Fra) s.t.
9. Fumiyuki Beppu (Jpn) s.t.
10. Andrea Guardini (Ita) s.t.

CLASSIFICA GENERALE

1. Taylor Phinney (Usa, Bmc) in 9h24'31"
2. Geraint Thomas (Gbr, Sky) a 00'09"
3. Alex Rasmussen (Den, Garmin) a 00'13"
4. Manuele Boaro (Ita) a 00'15"
5. Ramunas Navardauskas (Ltu) a 00'18"
6. Erik Gustav Larsson (Swe) a 00'22"
7. Brett Lancaster (Aus) a 00'23"
8. Matthew Goss (Aus) s.t.
9. Marco Pinotti (Ita) a 00'24"
10. Jesse Sergent (Nzl) a 00'26"