FANO - Mark Cavendish che coccola sul traguardo la figlioletta Delaila nata da poco. E' la foto più tenera del podio di Fano, che vede ancora protagonista il fuoriclasse della volata. Del resto, se non lo asfaltano prima (vedere Horsens), quando c'è uno sprint le percentuali maggiori di fare centro sono sempre le sue. Il britannico piazza uno spunto straordinario, facendo il bis dopo il successo nella seconda tappa e mostrando di avere assorbito, non solo fisicamente, ma soprattutto mentalmente, la caduta di lunedì scorso. Una vittoria voluta che acquista ancora più valenza per la difficoltà del finale: strada stretta intorno all'ultimo km, poi leggera pendenza fino ai -450 metri. Il Team Sky non sbaglia niente: Thomas è l'ultimo vagone del treno, lascia Cavendish in posizione perfetta per piazzare la stoccata, e 'Cannonball' non sbaglia. Precede Goss (La GreenEdge aveva tentato una azione di anticipo), e Bennati, terzo ed in incoraggiante crescita. Quinto Modolo, Italia che si comincia a far vedere. "Sono molto felice, la mia figlioletta è la prima volta che mi vede correre- spiega Cavendish - . Mi sentivo alla grande, ho riposato bene, ogni giorno va sempre meglio". Non cambia la maglia rosa: qualcosa nel finale a folle velocità Navardauskas lo perde, ma sia pure per 5'' resta leader su Hunter.
Doveva dunque essere tappa per velocisti, e così è stato. Tuttavia la serie delle emozioni, non solo per questioni strettamente tecniche, è più articolata di quanto fosse lecito attendersi: 209 km da Modena a Fano, parecchi saliscendi nel finale ma a conti fatti una sola ascesa semiseria, a Gabicce Monte. Partiamo dalle emozioni 'casuali', quelle frutto di cadute. Incredibile ma vero, Taylor Phinney, sia che tocchi l'asfalto o vada per prati (vedere cronometro di Verona), c'è sempre. Chiariamo, lo statunitense in bici ci sa andare, ma non è fortunato: stavolta paga una distrazione di Haedo, che provoca la classica caduta a catena. Niente di serio, ma arriva nel momento topico della gara: il plotone in questi casi non aspetta, e la posizione di classifica è bella che andata. Bello invece il numero di Boaro, a terra insieme a Phinney ma capace di rientrare con una azione di classe.
Le emozioni tecniche invece riguardano Tyler Farrar e Thor Hushovd: l'americano vanifica il lavoro giornalierio della Garmin e le speranze di dedicare la maglia rosa (inseguiva ad appena 10'' il compagno di squadra Navardauskas, bastava un secondo posto) all'amico Weylandts. Un gruppetto che paga gli strappetti brevi ma indisiosi e che comprende anche Guardini ed il 'bad boy' Ferrari, poco amato di questi tempi da Cavendish dopo la pirateria stradale in Danimarca. Dicevamo del lavoro della Garmin vanificato (quasi, almeno la rosa resta): è infatti il team statunitense a lavorare maggiormente quando davanti monopolizza la situazione un quartetto. Nel fanno parte il passistone belga Kaisen, l'olandese Bulgac (compagno di squadra della Lotto), gli italiani De Negri (Farnese) e De Marchi (Androni). Buon margine, speranze poche ed infatti - De Marchi l'ultimo a cedere - il gruppo non dà scampo.
Con sprinter importanti rimasti dietro, in tanti si galvanizzano e fanno lavorare la squadra. Pozzato ad esempio si dà da fare per Favilli, la Omega porta in avanti Chicchi, la Rabobank Renshaw (Bos invece si stacca), la Radioshack lavora per Bennati. "Sono contento - dichiara l'aretino -, dopo la Roubaix sono stato fermo e sapevo che avrei faticato nelle prime tappe. Ora però la mia condizione è in crescendo e sono fiducioso". Già galvanizzato per conto suo, essendo di fatto un vincente, non ha bisogno di stimoli particolari Matthew Goss, che mette alla frusta la squadra dopo la brutta figura a cronometro. Il problema è le salitelle non inficiano i muscoli di Cavendish, che non lascia niente al caso, nè personalmente, nè come gioco di squadra. Lui può perdere uno sprint solo se commette un errore tattico: stavolta non è avvenuto.
ORDINE D'ARRIVO 5/A TAPPA - MODENA-FANO
1 - Mark Cavendish (GBR-Sky)
2 - Matthew Goss (AUS-Greenedge) s.t.
3 - Daniele Bennati (ITA-Radioshack) s.t.
4 - Robert Hunter (RSA-Garmin) s.t.
5 - Sacha Modolo (ITA-Colnago) s.t.
6 - Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s.t.
7 - Elia Favilli (ITA-Farnese) s.t.
8 - Manuel Belletti (ITA-Colnago) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Ramunas Navardauskas (LIT-Garmin)
2 - Robert Hunter (RSA-Garmin) a 5''
3 - Ryder Hesjedal (CAN-Garmin) a 11''
4 - Matthew Goss (AUS-Greenedge) a 13''
5 - Mark Cavendish (GBR-Sky) a 14''
6 - Geraint Thomas (GBR-Sky) a 16''
7 - Manuele Boaro (ITA-Saxo Bank) a 19''
8 - Christian Vande Velde (USA-Garmin) a 26''
Doveva dunque essere tappa per velocisti, e così è stato. Tuttavia la serie delle emozioni, non solo per questioni strettamente tecniche, è più articolata di quanto fosse lecito attendersi: 209 km da Modena a Fano, parecchi saliscendi nel finale ma a conti fatti una sola ascesa semiseria, a Gabicce Monte. Partiamo dalle emozioni 'casuali', quelle frutto di cadute. Incredibile ma vero, Taylor Phinney, sia che tocchi l'asfalto o vada per prati (vedere cronometro di Verona), c'è sempre. Chiariamo, lo statunitense in bici ci sa andare, ma non è fortunato: stavolta paga una distrazione di Haedo, che provoca la classica caduta a catena. Niente di serio, ma arriva nel momento topico della gara: il plotone in questi casi non aspetta, e la posizione di classifica è bella che andata. Bello invece il numero di Boaro, a terra insieme a Phinney ma capace di rientrare con una azione di classe.
Le emozioni tecniche invece riguardano Tyler Farrar e Thor Hushovd: l'americano vanifica il lavoro giornalierio della Garmin e le speranze di dedicare la maglia rosa (inseguiva ad appena 10'' il compagno di squadra Navardauskas, bastava un secondo posto) all'amico Weylandts. Un gruppetto che paga gli strappetti brevi ma indisiosi e che comprende anche Guardini ed il 'bad boy' Ferrari, poco amato di questi tempi da Cavendish dopo la pirateria stradale in Danimarca. Dicevamo del lavoro della Garmin vanificato (quasi, almeno la rosa resta): è infatti il team statunitense a lavorare maggiormente quando davanti monopolizza la situazione un quartetto. Nel fanno parte il passistone belga Kaisen, l'olandese Bulgac (compagno di squadra della Lotto), gli italiani De Negri (Farnese) e De Marchi (Androni). Buon margine, speranze poche ed infatti - De Marchi l'ultimo a cedere - il gruppo non dà scampo.
Con sprinter importanti rimasti dietro, in tanti si galvanizzano e fanno lavorare la squadra. Pozzato ad esempio si dà da fare per Favilli, la Omega porta in avanti Chicchi, la Rabobank Renshaw (Bos invece si stacca), la Radioshack lavora per Bennati. "Sono contento - dichiara l'aretino -, dopo la Roubaix sono stato fermo e sapevo che avrei faticato nelle prime tappe. Ora però la mia condizione è in crescendo e sono fiducioso". Già galvanizzato per conto suo, essendo di fatto un vincente, non ha bisogno di stimoli particolari Matthew Goss, che mette alla frusta la squadra dopo la brutta figura a cronometro. Il problema è le salitelle non inficiano i muscoli di Cavendish, che non lascia niente al caso, nè personalmente, nè come gioco di squadra. Lui può perdere uno sprint solo se commette un errore tattico: stavolta non è avvenuto.
ORDINE D'ARRIVO 5/A TAPPA - MODENA-FANO
1 - Mark Cavendish (GBR-Sky)
2 - Matthew Goss (AUS-Greenedge) s.t.
3 - Daniele Bennati (ITA-Radioshack) s.t.
4 - Robert Hunter (RSA-Garmin) s.t.
5 - Sacha Modolo (ITA-Colnago) s.t.
6 - Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s.t.
7 - Elia Favilli (ITA-Farnese) s.t.
8 - Manuel Belletti (ITA-Colnago) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Ramunas Navardauskas (LIT-Garmin)
2 - Robert Hunter (RSA-Garmin) a 5''
3 - Ryder Hesjedal (CAN-Garmin) a 11''
4 - Matthew Goss (AUS-Greenedge) a 13''
5 - Mark Cavendish (GBR-Sky) a 14''
6 - Geraint Thomas (GBR-Sky) a 16''
7 - Manuele Boaro (ITA-Saxo Bank) a 19''
8 - Christian Vande Velde (USA-Garmin) a 26''