PORTO SANT'ELPIDIO - In molti indicavano, magari solo a livello di sensazione, la sesta tappa come quella della prima vittoria italiana. Non è arrivata, vista la grande impresa del colombiano Rubiano Chavez, ma la consolazione ce la fornisce - con gli interessi - Adriano Malori: l'emiliano entra nella fuga che caratterizza la giornata, poi si rende protagonista di una guerra, di nervi ed energie, sul filo dei secondi, riuscendo a gestire il tutto e prendere la maglia rosa. Un bravo convinto a questo ventiquattrenne cronoman (oro mondiale U23 a Varese nel 2008), che limita i danni dallo scatenato vincitore, sprinta per gli abbuoni con l'insidioso compagno di fuga Golas, mantiene anche quel tempo necessario ad evitare la beffa del canadese Hesjedal, il meglio piazzato nel gruppo dei big. Ed il colore rosa ben si abbina sul suo viso, semplice quanto le dichiarazioni da leader: "E' il giorno più bello della mia vita. Qualsiasi ragazzo che comincia a correre in bici sogna un momento come questo. Stamattina non avrei mai pensato di indossare la maglia rosa, ero andato in fuga con un altro scopo ma ci sono giorni in cui i sogni si realizzano".
CAVENDISH SI SALVA PER POCHISSIMO - Una giornata difficilissima, piena di insidie: dal primo vero caldo, alle salite segnate sulla cartina, ad altre che non le vedi sulla carta ma le senti sui polpacci, lo sterrato del Passo della Cappella, il muro di Montelupone, talmente tosto da indurre al gemellaggio con il nobilissimo fratello vallone di Huy. E poi ancora ancora, il 18% di pendenza di Montegranaro. Dunque, un terreno ovviamente non definitivo per il Giro, ma dalle tante indicazioni interessanti. Il primo indizio importante, è che nessuno dei big se la sente di prendere l'iniziativa, imitato - più colpevolmente nel caso - dagli indicati cacciatori di tappe, alla Pozzato e Ballan per intenderci, le cui squadre fanno lo scaricabarile quando si tratta di limitare la fuga decisiva. Un lungo, interminabile brivido, sulla schiena di Mark Cavedish e, tra gli altri, di Theo Bos e Taylor Phinney. Restano dietro, tanto dietro, riescono a coalizzarsi e trovare le energie sufficienti per restare di pochissimo entro il tempo massimo: salvi per 49''.
L'ACROBATA BAUER, DERIVA NAVARDAUSKAS - Va via una fuga ricca di presenze, alla quale l'ex leader Navardauskas oppone una resistenza tenera quanto disperata e inutile. Nel momento topico restano davanti Malori (Lampre), Rubiano Chavez (Androni), Benedetti (unico italiano tra i tedeschi della Netapp), Roberts (Saxo Bank), Bauer (Garmin), Smukulis (Katusha), Golas (Omega-Quickstep), Dyachenko (Astana). Il più blasonato del drappello era Pablo Lastras. Uno degli eletti capaci di vincere tappe a Giro, Tour, Vuelta, che vede le proprie speranze sfumare sull'asfalto della discesa dal Passo della Cappella: caduta e ritiro, il terzo della giornata dopo quelli meno 'traumatici' di Feillu e dell'ex campione del mondo Thor Hushovd. Nella fase della caduta di Lastras, concentrato di paura e coraggio per il neozelandese Bauer: prende il guard rail, vola qualche metro sotto la sede stradale, ma riprende e si riporta addirittura sui primi. A proposito di chi non c'è ma ci doveva - voleva - essere, segnaliamo anche Alfredo Balloni: entrare nella fuga era l'obbiettivo della maglia azzurra, ma una foratura dell'uomo Farnese consegna di fatto la leadership della montagna a Chavez Rubiano.
L'IMPRESA DI RUBIANO CHAVEZ - Sfide che si intrecciano in corso di gara. C'è quella per la maglia rosa: se la contendono Malori, Golas e Roberts. Il meglio messo è il neozelandese, che però appena Malori accelera sull'ascesa di Montelupone perde terreno. Il numero più bello lo fa Rubiano Chavez, che a Montegranaro si arrampica, nel senso letterale del termine, staccando il resto del drappello: solo Malori, Golas, Benedetti e Dyachenko restano padroni della situazione, organizzando l'inseguimento. Classifica generale alla mano, è una testa a testa mozzafiato sul filo dei secondi. Malori ce la fa, ma va sottolineata con ammirazione la prova di Rubiano Chavez: sulla bravura in salita non c'erano dubbi, sorprende invece la capacità di rilanciare l'azione in pianura. Non basta per prendere la rosa, ma la vittoria è strameritata. "Una tappa bellissima, ho gestito molto bene la fuga - commenta il colombiano -. Prima pensavo solo ai Gpm, dopo l'ultimo ho avuto un pò paura del ritorno del gruppo ma conoscevo queste strade, ho abitato a Montegranaro tanti anni, ho rischiato ed è andata bene".
ORDINE D'ARRIVO 6/A TAPPA - URBINO-PORTO SANT'ELPIDIO
1 - Miguel Angel Rubiano Chavez (COL-Androni)
2 - Adriano Malori (ITA-Lampre) a 1'10''
3 - Michal Golas (POL-Omega-Quickstep) s.t.
4 - Aleksandr Dyachenko (KAZ-Astana) s.t.
5 - Cesare Benedetti (ITA-Netapp) s.t.
6 - Daryl Impey (RSA-Greenedge) a 1'51''
7 - Filippo Pozzato (ITA-Farnese) s.t.
8 - Fabio Sabatini (ITA-Liquigas) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Adriano Malori (ITA-Lampre)
2 . Michal Golas (POL-Omega Quickstep) a 15''
3 - Ryder Hesjedal (CAN-Garmin) a 17''
4 - Miguel Angel Rubiano Chavez (COL-Androni) a 30''
5 - Christian Vandevelde (USA-Garmin) a 32''
6 - Joaquin Rodriguez (ESP-Katusha) a 37''
7 - Peter Stetina (USA-Garmin) a 37''
8 - Daniel Moreno Fernandez (USA-Katusha) a 39''
9 - Enrico Gasparotto (ITA-Astana) a 39''
10 - Luke Roberts (AUS-Saxo Bank) a 41''
CAVENDISH SI SALVA PER POCHISSIMO - Una giornata difficilissima, piena di insidie: dal primo vero caldo, alle salite segnate sulla cartina, ad altre che non le vedi sulla carta ma le senti sui polpacci, lo sterrato del Passo della Cappella, il muro di Montelupone, talmente tosto da indurre al gemellaggio con il nobilissimo fratello vallone di Huy. E poi ancora ancora, il 18% di pendenza di Montegranaro. Dunque, un terreno ovviamente non definitivo per il Giro, ma dalle tante indicazioni interessanti. Il primo indizio importante, è che nessuno dei big se la sente di prendere l'iniziativa, imitato - più colpevolmente nel caso - dagli indicati cacciatori di tappe, alla Pozzato e Ballan per intenderci, le cui squadre fanno lo scaricabarile quando si tratta di limitare la fuga decisiva. Un lungo, interminabile brivido, sulla schiena di Mark Cavedish e, tra gli altri, di Theo Bos e Taylor Phinney. Restano dietro, tanto dietro, riescono a coalizzarsi e trovare le energie sufficienti per restare di pochissimo entro il tempo massimo: salvi per 49''.
L'ACROBATA BAUER, DERIVA NAVARDAUSKAS - Va via una fuga ricca di presenze, alla quale l'ex leader Navardauskas oppone una resistenza tenera quanto disperata e inutile. Nel momento topico restano davanti Malori (Lampre), Rubiano Chavez (Androni), Benedetti (unico italiano tra i tedeschi della Netapp), Roberts (Saxo Bank), Bauer (Garmin), Smukulis (Katusha), Golas (Omega-Quickstep), Dyachenko (Astana). Il più blasonato del drappello era Pablo Lastras. Uno degli eletti capaci di vincere tappe a Giro, Tour, Vuelta, che vede le proprie speranze sfumare sull'asfalto della discesa dal Passo della Cappella: caduta e ritiro, il terzo della giornata dopo quelli meno 'traumatici' di Feillu e dell'ex campione del mondo Thor Hushovd. Nella fase della caduta di Lastras, concentrato di paura e coraggio per il neozelandese Bauer: prende il guard rail, vola qualche metro sotto la sede stradale, ma riprende e si riporta addirittura sui primi. A proposito di chi non c'è ma ci doveva - voleva - essere, segnaliamo anche Alfredo Balloni: entrare nella fuga era l'obbiettivo della maglia azzurra, ma una foratura dell'uomo Farnese consegna di fatto la leadership della montagna a Chavez Rubiano.
L'IMPRESA DI RUBIANO CHAVEZ - Sfide che si intrecciano in corso di gara. C'è quella per la maglia rosa: se la contendono Malori, Golas e Roberts. Il meglio messo è il neozelandese, che però appena Malori accelera sull'ascesa di Montelupone perde terreno. Il numero più bello lo fa Rubiano Chavez, che a Montegranaro si arrampica, nel senso letterale del termine, staccando il resto del drappello: solo Malori, Golas, Benedetti e Dyachenko restano padroni della situazione, organizzando l'inseguimento. Classifica generale alla mano, è una testa a testa mozzafiato sul filo dei secondi. Malori ce la fa, ma va sottolineata con ammirazione la prova di Rubiano Chavez: sulla bravura in salita non c'erano dubbi, sorprende invece la capacità di rilanciare l'azione in pianura. Non basta per prendere la rosa, ma la vittoria è strameritata. "Una tappa bellissima, ho gestito molto bene la fuga - commenta il colombiano -. Prima pensavo solo ai Gpm, dopo l'ultimo ho avuto un pò paura del ritorno del gruppo ma conoscevo queste strade, ho abitato a Montegranaro tanti anni, ho rischiato ed è andata bene".
ORDINE D'ARRIVO 6/A TAPPA - URBINO-PORTO SANT'ELPIDIO
1 - Miguel Angel Rubiano Chavez (COL-Androni)
2 - Adriano Malori (ITA-Lampre) a 1'10''
3 - Michal Golas (POL-Omega-Quickstep) s.t.
4 - Aleksandr Dyachenko (KAZ-Astana) s.t.
5 - Cesare Benedetti (ITA-Netapp) s.t.
6 - Daryl Impey (RSA-Greenedge) a 1'51''
7 - Filippo Pozzato (ITA-Farnese) s.t.
8 - Fabio Sabatini (ITA-Liquigas) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Adriano Malori (ITA-Lampre)
2 . Michal Golas (POL-Omega Quickstep) a 15''
3 - Ryder Hesjedal (CAN-Garmin) a 17''
4 - Miguel Angel Rubiano Chavez (COL-Androni) a 30''
5 - Christian Vandevelde (USA-Garmin) a 32''
6 - Joaquin Rodriguez (ESP-Katusha) a 37''
7 - Peter Stetina (USA-Garmin) a 37''
8 - Daniel Moreno Fernandez (USA-Katusha) a 39''
9 - Enrico Gasparotto (ITA-Astana) a 39''
10 - Luke Roberts (AUS-Saxo Bank) a 41''