Giro d'Italia 2012

Tiralongo, il trionfo della fatica
Hesjedal, un canadese in rosa

Arrivo emozionante in salita a Rocca di Cambio. Il siciliano dell'Astana, dopo un serrato testa a testa, precede Scarponi, conquista il primo successo italiano e crolla a terra stremato. Il corridore della Garmin spodesta Malori dalla vetta generale

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ROCCA DI CAMBIO - Una sagoma vestita di celeste sdraiata sull'asfalto: scruta il cielo, ansima, cerca di catturare un po' di ossigeno. Descritta così, sembra la figura della disfatta, invece rappresenta l'esatto contrario. A Rocca di cambio, nel primo arrivo in salita del Giro, spunta il nome che non ti aspetti: vince Paolo Tiralongo, che coglie il successo più bello della sua carriera. Aveva vinto anche a Macugnaga nel Giro dello scorso anno, ma quella era sembrata la gentile concessione del fuoriclasse (l'allora suo capitano Contador) al fido luogotenente, sollevato da una situazione sportivamente drammatica e 'trascinato' verso l'arrivo. Stavolta è andata diversamente. Tiralongo si è giocato da solo le sue chance: ha lavorato per il leader della Astana Kreuziger, ma quando si è trovato in un testa a testa mozzafiato con Scarponi ha pensato solo a se stesso.

UN CANADESE IN ROSA - Oltre a Tiralongo, l'altro show man del podio è Ryder Hesjedal, primo canadese a vestire di rosa. Con Malori e Golas oggettivamente inconsistenti su un percorso del genere, l'uomo Garmin è attento a non sbagliare una mossa: non prova a vincere per paura di piantarsi, pensando con successo solo alla leadership. "Avere questa maglia è una grande cosa e me la sto godendo. Cercherò di mantenerla il più a lungo possibile ma vedremo giorno per giorno. Di certo la squadra è qui per fare molto". Il tutto in una giornata dalle indicazioni importanti: di Scarponi abbiamo detto, le pendenze (tutto sommato dolci) non erano per Basso, che infatti è stato attento a non perdere che qualche secondo. Tra i più attesi, quello che è piaciuto di più è Frank Schleck. 
 
TRA GIAPPONESI E ENFANT DU PAYS - Per i 205 km da Recanati a Rocca di Cambio vale il discorso fatto per la tappa precedente. Difficoltà celate: ci sono solo due GPM (Colle Galluccio e l'arrivo in salita), ma ci sono talmente tanti strappi che fanno un dislivello complessivo di oltre 3000 metri. A parte i dettagli tecnici, doveroso citare il simbolico passaggio a L' Aquila: è il momento più toccante, quando le ruote scorrono veloci in zone ancora ferite dal terremoto, nelle quali al pubblico dei bordi delle strade si sostituisce un rumoroso silenzio. In un quartetto che va in fuga, accumulando un cospicuo bottino di minuti, da citare Fumiyuki Beppu (Greenedge): negli scorsi anni era Arashiro a tenere alto il nome del Giappone al Giro, stavolta ci pensa l'altro professionista di riferimento di un movimento comunque in ascesa. Insieme a Beppu ci sono gli italiani Selvaggi (Vacansoleil) e Rabottini (Farnese, abruzzese di Pescara, scapitante nella sua terra) e lo svizzero Hollenstein (Netapp ancora in avanscoperta dopo Benedetti il giorno prima), tra l'altro a lungo maglia rosa virtuale.

TIRALONGO, FATICA E TRIONFO - La tirata decisiva per annullare le possibilità dei fuggitivi la dà la Garmin di Hesjedal: la compagine statunitense utilizza quattro dei suoi cronoman che, fino ai piedi dell'ascesa, divorano il margine dei battistrada. La parte iniziale della salita conclusiva vede una particolarità, lo scatto secco di due uomini di Fiuggi (che per popolazione non è certo Pechino). Uno è Agnoli, che lavora per Basso e rientra presto nei ranghi, l'altro è Pirazzi, che insieme allo spagnolo Herrada Lopez raggiunge e stacca il superstite dei fuggitivi, l'inesauribile Rabottini. Salita pedalabile, da fare intorno ai 25/26 orari almeno fino alla parte conclusiva. Qui Pirazzi pregiudica le sue chance di vittoria sbagliando malamente una curva. Tra le squadre dei big è l'Astana a lavorare di più. Ci si aspetta l'acuto di Kreuziger, che sta con i più bravi ma non produce quell'acuto che invece piazza Scarponi. L'unico a tenere lo scatto del marchigiano è un altro Astana, Tiralongo. Si attacca alla ruota, soffre, sbuffa, sembra mollare ma proprio negli ultimi metri raschia dal barile le energie per la vittoria simbolo della sua carriera, ancora più bella del successo dello scorso anno. 

PENSIERO PER CONTADOR - "Avevo detto ai miei compagni che stavo bene e che volevo sfruttare il mio momento", spiega Tiralongo. "Devo dire che ho fatto molta fatica a prendere la ruota di Scarponi, ai 250 però ho capito che doveva calare prima o poi, sono rimasto lì a 10 metri aspettando che si voltasse, appena si è voltato si è seduto, mi sono detto 'adesso o mai piu e ho fatto uno sforzo immenso, all'arrivo ero senza ossigeno, veramente stremato. E' stata una tappa dura, lunga, anche ieri c'è stato un tappone che oggi si è fatto sentire nelle gambe e domani ci aspetta una tappa peggiore di oggi". Un pensiero anche per il suo amico Alberto Contador: "Alberto è un grande, lo aspetto alla Vuelta, so che sta lavorando duro e tornerà l'Alberto che conosciamo tutti".

ORDINE D'ARRIVO
1. Paolo Tiralongo (Ita) - Astana 5h51'03";
2. Michele Scarponi (Ita) - Lampre-ISD, stesso tempo;
3. Frank Schleck (Lux) - Radioshack-Nissan + 0'03";
4. Joaquin Rodrigez (Spa) - Katusha, stesso tempo;
5. Ryder Hesjedal (Can) - Garmin-Barracuda + 0'05";
6. Domenico Pozzovivo (Ita) - Colnago-CSF Inox + 0'09";
7. Daniel Moreno (Spa) - Katusha, stesso tempo;
8. Ivan Basso (Ita) - Liquigas-Cannondale, stesso tempo;
9. Mikel Nieve (Spa) - Euskaltel-Euskadi + 0'11";
10. Gianluca Brambilla (Ita) - Colnago-CSF Inox, stesso tempo.
CLASSIFICA GENERALE
1. Ryder Hesjedal (Can) - Garmin-Barracuda 26h16'53";
2. Paolo Tiralongo (Ita) - Astana + 0'15";
3. Joaquin Rodrigez (Spa) - Katusha + 0'17";
4. Christian Vande Velde (Usa) - Garmin- Barracuda + 0'21";
5. Peter Stetina (Usa) - Garmin-Barracuda + 0'26";
6. Daniel Moreno (Spa) - Katusha, stesso tempo;
7. Roman Kreuziger (CEc) - Astana + 0'35";
8. Ivan Basso (Ita) - Liquigas-Cannondale + 0'40";
9. Damiano Caruso (Ita) - Liquigas-Cannondale + 0'45";
10. Dario Cataldo (Ita) - Omega-Quick Step + 0'46".