Giro d'Italia 2012

Cavendish ancora a terra
Ventoso fa il colpaccio

Il campione del mondo, come già successo in Danimarca, fuori causa per una caduta all'ultima curva che vede coinvolti, tra gli altri, anche Goss e Pozzato. Hesjedal mantiene la maglia rosa
di LUIGI PANELLA

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FROSINONE - Evidentemente è destino che sul traguardo di Frosinone debba succedere sempre qualcosa di particolare. Nel 2005 ad esempio Paolo Bettini si era visto strozzare l'urlo della vittoria, squalificato dopo aver battagliato fisicamente (non è una metafora) con Baden Cooke. Ma anche a distanza di sette anni la volata, più che rose e fiori, assapora l'aspra miscela dell'asfalto. Il primo dato, quello più importante, è che la tappa va a Francisco Ventoso, abile e fortunato nel saper sfruttare le circostanze. Nativo di Reinosa, località della Cantabria, probabilmente per una vita piena di soddisfazioni si stabilirà presto in Ciociaria: lo scorso anno aveva vinto a Fiuggi, ora il replay sempre in zona. Il secondo dato è che Cavendish ormai non vince solo quando va per terra. Come a Horsens, fortunatamente con conseguenze meno gravi, il campione del mondo viene messo fuori causa suo malgrado. Nella seconda tappa lo spostamento folle di Ferrari, nella fattispecie una dinamica più complessa. Una situazione di rischio dalla quale esce indenne la maglia rosa: Hesjedal è molto attento, resta leader e addirittura si piazza settimo.

QUELLA MALEDETTA ULTIMA CURVA - Volendo trasformare questa volata in un film, il titolo potrebbe essere 'quella maledetta ultima curva'. Ce n'è una, a 350 metri dal traguardo. Goss e Cavendish battagliano per la maglia rossa di leader a punti, ma non sono i soli ad essere interessati al successo di tappa. Lo studente impreparato si chiama Daryl Impey: l'uomo GreenEdge (quindi di Goss) sbaglia totalmente la curva (un sopralluogo o un'occhiata alla cartina no?). Un attimo fatale, un ansia fulminante che a quelle velocità non perdona: Pozzato, probabilmente ingannato da un movimento di Kristoff (altro già andato per terra in Danimarca) tampona Goss e lo manda giù, Cavendish segue e fa la stessa fine. Con i vertici dello sprint decapitati, in molti si vedono sfilare davanti la grande occasione. Il finisseur Nizzolo è il primo a prendere la palla al balzo, impostando la volata lunga. Coglie l'attimo anche Fabio Felline, uno che già al Giro dell'Appennino ha mostrato di saperci fare. Chi gode però è Ventoso, con uno spunto di classe e soprattutto di esperienza:  "Una settimana difficile, quando in gruppo siamo in tanti c'è notevole rischio. In questa settimana sono stato attento a risparmiare tante energie. Il finale oggi era molto difficile, strada stretta e degli strappi. C'è stata la caduta e ne ho approfittato"

LASCIAPASSARE PER TRE - Dunque, tantissime emozioni, praticamente tutte negli ultimi 5-6 km. Sono di quelle tappe in cui gli sprinter sottopongono ad un esamino di 'innocuità' chi va in fuga. Il francese Cazaux, gli olandesi Keizer e Bulgac (quest'ultimo alla seconda azione da lontano) sono un terzetto perfetto: il lasciapassare viene concesso nella certezza che la fuga verrà neutralizzata. A parte il narrato finale, il vento è una insidia notevole, degno di una frazione nelle Fiandre. A conti fatti però non ci sono i temutissimi ventagli, anzi. Il vento spesso gira a favore dei corridori, da qui - ma non solo per quello - la media oraria particolarmente alta. Il gruppo è chirurgico nel fare i conti: il finale non è un biliardo, quindi meglio compattarsi prima per 'scegliersi' le posizioni migliori.

IL CRIPTICO PURITO - Poi il thrilling. C'è una salita di 700 metri, quindi un'altra di un km e mezzo. E' qui che c'è un tentativo tutto da analizzare: parte come un treno Joaquin Rodriguez. Uno scatto dei suoi, in stile Ardenne per rendere l'idea. Il progetto è semplice ed al tempo stesso criptico. A 9'' c'è la maglia rosa: l'abbuono o un minimo distacco gliela regalebbe. Ampliando il discorso però è giusto chiedersi se un corridore che punta alla classifica finale faccia bene a dilapidare queste energie. Irresponsabilità tattica, consapevolezza di non avere le tre settimane nelle gambe o forma straordinaria? La strada in questi casi dà sempre risposte precise. Comunque Rodriguez non ha scampo e tra quelli che lo vanno a riprendere - sorpresa - c'è Pozzovivo. A parte il piccoletto lucano, sono in troppi ad essere interessati: la squadra di Pozzato è una delle più attive, ma sarà proprio il vicentino, autore del tamponamento decisivo, a dover fare autocritica: "La caduta è solo colpa mia. Di solito mi lamento io per il comportamento di alcuni corridori, stavolta chiedo scusa. Mi sono impaurito quando Goss si è allargato. Sapevo che la curva era brutta ma quando si è lì non si molla mai e si cerca di andare sempre forte. A terra è caduto anche Goss e mi dispiace perchè è un amico. Le mie condizioni? Ho picchiato fianco e polso ma è normale. E' la botta, vedremo domani, però teniamo duro".

ORDINE D'ARRIVO 9/A TAPPA - S. GIORGIO DEL SANNIO-FROSINONE
1 - Francisco Ventoso (ESP-Movistar)
2 - Fabio Felline (ITA-Androni) s. t.
3 - Giacomo Nizzolo (ITA-Radioshack) s. t.
4 - Damiano Caruso (ITA-Liquigas) s. t.
5 - Daniel Schorn (AUT-Netapp) s. t.
6 - Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s. t.
7 - Ryder Hesjedal (CAN-Garmin) s. t.
8 - Matthias Brandle (AUT-Netapp) s. t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Ryder Hesjedal (CAN-Garmin)
2 - Joaquin Rodriguez (ESP-Katusha) a 9''
3 - Paolo Tiralongo (ITA-Astana) a 15''
4 - Roman Kreuziger (CZE-Astana) a 35''
5 - Benat Intxausti (ESP-Movistar) a 35''
6 - Ivan Basso (ITA-Liquigas) a 40''
7 - Damiano Caruso (ITA-Liquigas) a 45'
8 - Dario Cataldo (ITA-Omega Quickstep) a 46''