Giro d'Italia 2012

Il giorno di 'Purito' Rodriguez
Vince e conquista la maglia rosa

Ad Assisi lo spagnolo si impone rispettando i favori del pronostico, precedendo sulle dure pendenze del traguardo il polacco Huzarski ed il campione d'Italia Visconti
di LUIGI PANELLA

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ASSISI - Tutti aspettavano 'Purito' Rodriguez, e lui si è presentato come un hombre vertical. Lo spagnolo ha preso la responsabilità del favorito, ha fatto lavorare la squadra nell'opera di controllo, quindi non ha mostrato la benchè minima ansia nello spettacolare imbuto verso il mistico arrivo di Assisi. Per lui, tra abbuoni e minidistacchi, arriva anche la maglia rosa, ed è il primo dei favoriti per la vittoria finale che la conquista. Se la sfila con grande dignità Ryder Hesjedal: il canadese resta attaccato al suo primato fino agli ultimi metri, quando paga la inevitabile differenza di passo, ma in classifica generale è ancora in scia allo spagnolo.

IL 'MAIN EVENT' ALL'ARRIVO - Una tappa che metaforicamente può essere paragonabile ad una riunione di boxe. Si assiste ai match di sotto clou con attenzione ma senza eccessiva enfasi, in attesa delle emozioni del main event. E nei 186 km da Civitavecchia ad Assisi, il 'main event' sono i 5 finali: arrampicata secca, nervosa, ostica, con punte del 15% (muro di San Damiano) allegerite da un breve tratto di discesa. La prima parte è all'insegna delle cadute. Pregresse: Pozzato non prende il via dopo quella di Frosinone. In corso: Balloni non attraversa un periodo fortunatissimo, è quello che ha la peggio in un drappello che tocca l'asfalto. Una fase in cui va lodata l'opera di mediazione di Cavendish, attento a che il gruppo non si frazioni.

IL LAVORO DELLA KATUSHA - I muscoli frizzanti di 'Purito' Rodriguez, come li ha definiti Eugenio Capodacqua nel suo blog 'A ruota libera', hanno fatto clamore nelle due giornate precedenti, particolare ovviamente non sfuggito ai volponi delle ammiraglie. E' così che, quando se ne va la immancabile fuga di giornata, nessuno accelera per andarla ad annullare. Compito 'gentilmente' lasciato alla Katusha di Rodriguez. Impresa impegnativa ma non certo impossibile andare a riprendere Bonnafond (Ag2r), Minguez (Euskaltel), Failli (Farnese), Brandle (Netapp) e Keizer (Vacansoleil, già in fuga il giorno prima). A loro, prima di essere ripresi, si aggiunge il Rabobank Clement, ma la situazione non viene mai persa di vista dal gruppo dei big.

MENO SPETTACOLO DEL PREVISTO - Tutto sommato, meno spettacolare del previsto, molto tattica, l'azione sull'erta finale. Partono per primi Uran e Gadret, poi la Lampre cerca di tenere un ritmo che complichi gli scatti e lasci Scarponi in posizione di sparo. Ripresi, tocca all'olandese Slagter dare una scrematura ed allungare il plotone, in testa al quale vede se si può fare qualcosa anche l'immancabile Pozzovivo (quarto). Prova il polacco Huzarski, ed anche il campione italiano Visconti inizia a farsi vedere. Rispetto alla tappa precedente a Frosinone, che comunque aveva caratteristiche ben diverse, Rodriguez tiene però a freno gli istinti e dà il via ad una relativamente lunga fase tattica. Moreno lo porta nelle prime posizioni, lui aspetta gli ultimi 200 metri e piazza la zampata. Tappa, rosa e reiterazione dell'interrogativo posto nel giorno precedente. Rodriguez è in forma smagliante, lo era anche nelle classiche del nord. Troppo per durare nelle terza settimana?

RODRIGUEZ E LA GUIDA ITALIANA - Al momento comunque dell'interrogativo, a Rodriguez frega poco. Lui pensa a godersi la vittoria: "Innanzitutto voglio rivolgere un grandissimo grazie a tutta la squadra che si è messa a lavorare per me. Tutti sapevano che potevamo vincere oggi e quindi ci tenevano d'occhio - spiega ai microfoni Rai, rivelando anche un particolare -. Questo successo dimostra l'importanza di avere un direttore italiano (Valerio Piva, ndr). Mi ha chiamato nel finale e mi ha detto come erano gli ultimi 200 metri, meno male sennò avrei provato da più lontanto", spiega la neo maglia rosa riferendosi a Valerio Piva, direttore tecnico del Team Katusha. Ora che è in rosa, Rodriguez inizia a dare anche giudizi sui rivali per la vittoria finale: "Scarponi è un punto avanti a tutti, però anche Basso è da tenere d'occhio perchè ha la testa e la squadra. Per me sono questi i corridori più pericolosi per queste settimane".

ORDINE D'ARRIVO 10/A TAPPA - CIVITAVECCHIA-ASSISI
1. Joaquin O. Rodriguez (Spa) in 4h25'05" (+20" di abbuono)
2. Bartosz Huzarski (Pol) a 00'02" (+12" di abbuono)
3. Giovanni Visconti (Ita) s.t. (+08" di abbuono)
4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 00'06"
5. John Gadret (Fra) s.t.
6. Ryder Hesjedal (Can) s.t.
7. Jelte Tom Slagter (Ola) s.t.
8. Dario Cataldo (Ita) s.t.
9. Roman Kreuziger (Cze) s.t.
10. Rigoberto Uran Uran (Col) s.t.
11. Gianluca Brambilla (Ita) s.t.
12. Benat E. Intxausti (Spa) s.t.
13. Luis S. M. Henau (Col) s.t.
14. Paolo Tiralongo (Ita) s.t.
15. Ivan Basso (Ita) s.t.
16. Hubert Dupont (Fra) s.t.
17. Michele Scarponi (Ita) s.t.
18. Eros Capecchi (Ita) s.t.
19. Damiano Caruso (Ita) s.t.
22. Damiano Cunego (Ita) a 00'12"
CLASSIFICA GENERALE
1. Joaquin Rodriguez Oliver (Esp, Katusha) in 40h27'34"
2. Ryder Hesjedal (Can, Garmin) a 00'17"
3. Paolo Tiralongo (Ita, Astana) a 00'32"
4. Roman Kreuziger (Cze) a 00'52"
5. Benat Intxausti Elorruaga (Esp) s.t.
6. Ivan Basso (Ita) a 00'57"
7. Damiano Caruso (Ita) a 01'02"
8. Dario Cataldo (Ita) a 01'03"
9. Eros Capecchi (Ita) a 01'09"
10. Rigoberto Uran (Col) a 01'10"
11. Michele Scarponi (Ita) a 01'11"
12. Domenico Pozzovivo (Ita) a 01'12"
13. Frank Schleck (Lux) a 01'25"
15. Damiano Cunego (Ita) a 01'37"