Giro d'Italia 2012

La fuga va in porto, vince Bak
Rodriguez mantiene la rosa

A Sestri Levante, il danese sorprende un drappello di fuggitivi che caratterizzano la giornata. 'Purito', nonostante un atteggiamento distaccato della sua squadra, resta in vetta alla classifica generale
di LUIGI PANELLA

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SESTRI LEVANTE - Festival dei tentativi a Sestri Levante: uno riuscito, l'altro andato a vuoto. Il primo è la fuga di giornata che finalmente - stavolta nelle previsioni - va in porto. Alla fine la spunta Lars Bak, che corona un progetto cullato vanamente nella sua Danimarca e centrato con la tattica più semplice di queste situazioni. Nessuna energia spesa inutilmente, un abile gioco al risparmio che dà i suoi frutti nel momento dello scatto: unico, deciso, risolutivo, da arrivo solitario. Il tentativo fallito è quello di Joaquin Rodriguez: prova a cedere la maglia rosa con un certo 'impegno', proprio non ci riesce. Merito o colpa di Ivan Basso, dietro in classifica rispetto a 'Purito' ma sempre in testa con la Liquigas nel momenti topici, più che altro per evitare rischi. In piccola percentuale, lavora per la rosa anche Paolo Tiralongo, l'unico che sull'ultima salita movimenta la situazione nel gruppo dei migliori.

FUGA PER LA VITTORIA - Dunque la benedetta fuga è finalmente andata in porto. Del resto era dall'alzata del sipario sul Giro che i cacciatori di tappe avevano cerchiato di rosso la frazione da Serravezza a Sestri levante. Un percorso senza respiro, con quattro GPM (pendenze relative, ma pure sempre salite). Poca roba perchè i big si diano battaglia, troppa perchè qualche velocista possa tramare imprese oggettivamente fuori portata. Tradotto: giornata da fuga per gente non interessata alla vittoria finale. Interpretazione comunque ardua, una sorta di frullatore ad altissima velocità nel quale bisogna avere il coraggio - e soprattutto il tempismo - per cogliere il momento giusto.

LA RABBIA DI VISCONTI -  'Carpe diem' di Santaromita, Txurruka, Casar, Bak, Amador, Golas, Bakelandts, Keizer e J. Rodriguez. Sussulto alla lettura dell'ultimo nome, rientrato una volta appurato che si tratta di Jackson, che è venezuelano e con il 'Purito' rosa non c'entra nulla. Ci sono degli sconfitti. A livello individuale ad esempio uno come Giovanni Visconti poteva dire molto, ma davanti ha compagno della Movistar, Amador. Il campione d'Italia soffre in silenzio, poi lancia frecciate alle maglia rosa: "Mi aveva detto che non voleva lasciare la maglia e non mi avrebbe permesso di andare in fuga. Quindi abbiamo mandato il mio compagno di squadra, poi, però, Rodriguez non si è comportato come aveva detto, forse sarebbe stato meglio non fidarsi di lui..." Evidente anche la delusione della Farnese: a parte la voglia di andar forte nella sua terra di De Negri, Gatto - uomo di punta - fora proprio mentre i nove partono di gran carriera. La squadra del ds Scinto prova a reagire, ma le altre, a cominciare dalla Katusha di Joaquin Rodriguez non collaborano, ed il gioco per i battistrada è fatto.

LA TATTICA SEMPLICE DI BAK - Messa in cassaforte l'azione, per i nove di testa inizia il gioco tattico e psicologico. La salita può tanto (Golas ad esempio si va a prendere la maglia azzurra), ma può soprattutto la discesa, difficile, molto tecnica: quella dal Valico La Mola vede il polacco davanti, che rischia di entrare dentro un appartamento bordo strada ma che a conti fatti mantiene se la cava. Dietro invece Jackson Rodriguez e Bakelandts (niente di grave comunque) finiscono a terra. Nel gruppone Basso, che un falco in discesa non è, fa lavorare sodo la squadra per restare davanti, mentre la Lampre è prontissima nell'aiutare Scarponi, alle prese una foratura. Nell'ultima discesa, Casar e Santaromita improvvisano un duello serrato, attratti dal miraggio della rosa virtuale, ma non riescono a guadagnare spazio. Bak lo vedi poco fino ai 2 km, quindi il saluto al resto della truppa e la vittoria. Dicevamo, il danese è uomo dalla tattica semplice, come le sue parole: "Non sono stanco, ho vinto e quindi sono felice", spiega ai microfoni Rai. "Ho aspettato fino all'ultimo chilometro visto che nelle volate non sono veloce. Ho dovuto fare qualcosa all'ultimo, credo che Casar avrebbe vinto se fossimo arrivati tutti assieme e quindi dovevo provarci. Ho avuto fortuna a trovarmi solo negli ultimi 500 metri".

ORDINE D'ARRIVO DELLA 12/A TAPPA
1. Ytting Lars Bak (Dan) in 3h58'55" (+20" di abbuono) (media 38,925 km/h)
2. Sandy Casar (Fra) a 00'11" (12" di abbuono)
3. Andrey B. Amador (Crc) s.t. (08" di abbuono)
4. Jan Bakelants (Bel) s.t.
5. Ivan Santaromita (Ita) s.t. (04" di abbuono)
6. Jackson Rodriguez (Ven) s.t.
7. Amets Txurruka (Spa) s.t. (02" di abbuono)
8. Martijn Keizer (Ola) a 00'43" (06" di abbuono)
9. Michal Golas (Pol) a 00'48"
10. Juan Antonio G. Flecha a 03'34"
11. Giovanni Visconti s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Joaquin Oliver Rodriguez (Spa) in 51h19'08" (km percorsi 2.060,9, media 40,152 km/h)
2. Ryder Hesjedal (Can) a 00'17"
3. Sandy Casar (Fra) a 00'26"
4. Paolo Tiralongo (Ita) a 00'32"
5. Ivan Santaromita (Ita) a 00'49"
6. Roman Kreuziger (Cze) a 00'52"
7. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) s.t.
8. Ivan Basso (Ita) a 00'57"
9. Damiano Caruso (Ita) a 01'02"
10. Dario Cataldo (Ita) a 01'03"
11. Eros Capecchi (Ita) a 01'09"
12. Rigoberto Uran Uran (Col) a 01'10"
13. Michele Scarponi (Ita) a 01'11"
14. Domenico Pozzovivo (Ita) a 01'12"
15. Luis Sergio Montoya Henau (Col) a 01'27"
16. Damiano Cunego (Ita) a 01'37"
17. Batosz Huzarski (Pol) a 01'48"
18. Sergio Bellon Pardilla (Spa) a 01'51"
19. Sylvester Szmyd (Pol) a 01'53"
25. Frank Schleck (Lux) a 02'11".