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Nuoto, Mondiali: Italia, l'onda lunga è finita, Scozzoli unica speranza

di PAOLO ROSSI
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SONO ventinove i sognatori, i nuotatori aspiranti ad una medaglia mondiale.  Ma chi è veramente in grado di dare lustro all'Italia mondiale del nuoto? Federica Pellegrini, Fabio Scozzoli, Gregorio Paltrinieri? La staffetta maschile 4x100? Qualche chance c'è, ma non così plateale. Scozzoli è quello che ha le migliori carte da giocarsi, ma forse il punto da analizzare è un altro. La verità è che il nuoto italiano ha fatto "sboom". L'onda lunga di Sydney 2000 è finita. La scia è durata undici anni, e si è chiusa a Shanghai 2011 toccando il picco nel 2009 a Roma, ma solo grazie alla personalità di Federica Pellegrini (e Alessia Filippi).

Il 2012, a Londra, sappiamo come è finito. E questo 2013 non sembra aver dato segni di inversione di rotta. E, per intenderci, il cambiamento avrebbe dovuto essere organizzativo. Ad occhio, la coppia di direttori - Butini&Coconi - ha cercato la continuit&…
SONO ventinove i sognatori, i nuotatori aspiranti ad una medaglia mondiale.  Ma chi è veramente in grado di dare lustro all'Italia mondiale del nuoto? Federica Pellegrini, Fabio Scozzoli, Gregorio Paltrinieri? La staffetta maschile 4x100? Qualche chance c'è, ma non così plateale. Scozzoli è quello che ha le migliori carte da giocarsi, ma forse il punto da analizzare è un altro. La verità è che il nuoto italiano ha fatto "sboom". L'onda lunga di Sydney 2000 è finita. La scia è durata undici anni, e si è chiusa a Shanghai 2011 toccando il picco nel 2009 a Roma, ma solo grazie alla personalità di Federica Pellegrini (e Alessia Filippi).

Il 2012, a Londra, sappiamo come è finito. E questo 2013 non sembra aver dato segni di inversione di rotta. E, per intenderci, il cambiamento avrebbe dovuto essere organizzativo. Ad occhio, la coppia di direttori - Butini&Coconi - ha cercato la continuità della tradizione. E' stato scelto il tecnico ungherese dal nome impronunciabile - Tamas Gyertyanffy - quale responsabile del centro di Verona (e Scozzoli ha dovuto ripensare alla sua preparazione con altre persone), per il resto la filosofia non è mutata.

Bene? Male? Saranno i fatti a dirlo, e diciamo che - nel recente passato - il movimento italiano non ha raggiunto la sufficienza. Stiamo parlando di movimento, non delle medaglie ottenute grazie alle 'punte'. Anni fa Alberto Castagnetti, l'ex ct non ancora dimenticato, diceva sempre che le medaglie non erano indicative per fare un bilancio, ma bisognava capire quanti atleti guadagnavano la finale, quanti si miglioravano ed eccetera eccetera. Erano tempi in cui i Fioravanti, i Rosolino e le Pellegrini ancora non spuntavano, gente che ha dato una sterzata al nuoto italiano.

Ma ora? Dove va il nuoto italiano? Basta dare un'occhiata in giro per capire che il futuro è incerto: molte società non sono in grado di pagare i contributi, la federazione stessa non ha un bilancio florido, giovani tecnici non si vedono all'orizzonte, così come possibili promesse. E' un quadro troppo fosco, dite? Eppure è semplicemente lo stato dell'arte. Pensate che, in qualche circolo romano, si vocifera di un commissariamento della Fin. Che siano voci vere, o fasulle, per il solo fatto di essere state pronunciate sono indicative dell'atmosfera che si respira a bordo vasca.

Chissà, magari una medaglia d'oro di Scozzoli o un podio di Paltrinieri aiuteranno il presente, ma di sicuro non risolveranno i problemi alla radice. Saranno (e speriamo che arrivino) dei podi utili come palliativi. Ma serve una cura, che non può che essere radicale. E il taglio non può che partire dalla testa.