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Nuoto, Mondiali: il fondo punta tutto sulla 10 km, ma l'Italia è indietro

Molti mezzofondisti della piscina (a partire da Mellouli) hanno fiutato l'occasione e si sono buttati sull'unica disciplina olimpica, le federazioni investono su questa distanza. Il fondo italiano deve ancora invece prendere una stradadi PAOLO ROSSI
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ROMA - Qualche premessa, per non cadere negli equivoci: i fondisti - nel nuoto - sono come una famiglia. E' uno sport di fatica, una disciplina quasi 'extreme', se vogliamo. Che ti costringe a misurarti con te stesso, spingere più in là i tuoi limiti. Per questo la rivalità c'è, ma è accettata meglio la sconfitta. Perché il solo arrivare al traguardo, dopo che hai affrontato meduse, correnti, acque calde o fredde, avversari che sgomitano, è una vera impresa. Questa premessa serve per dire quale sia l'affetto verso tutti questi ragazzi, nessuno escluso. Ora, però, passiamo all'analisi. Che viene sostenuta prima della gara dei 25 km. Che non sposta, a mio parere, nulla. Anche se l'Italia vincesse l'oro (cosa che si augura a Valerio Cleri e agli altri azzurri).

Il fondo italiano deve ripensare la sua filosofia agonistica. Oppure chiarire che cosa si vuole preventivamente. Massimo Giuliani, il ct, che è un amico ed un ragazzo i…
ROMA - Qualche premessa, per non cadere negli equivoci: i fondisti - nel nuoto - sono come una famiglia. E' uno sport di fatica, una disciplina quasi 'extreme', se vogliamo. Che ti costringe a misurarti con te stesso, spingere più in là i tuoi limiti. Per questo la rivalità c'è, ma è accettata meglio la sconfitta. Perché il solo arrivare al traguardo, dopo che hai affrontato meduse, correnti, acque calde o fredde, avversari che sgomitano, è una vera impresa. Questa premessa serve per dire quale sia l'affetto verso tutti questi ragazzi, nessuno escluso. Ora, però, passiamo all'analisi. Che viene sostenuta prima della gara dei 25 km. Che non sposta, a mio parere, nulla. Anche se l'Italia vincesse l'oro (cosa che si augura a Valerio Cleri e agli altri azzurri).

Il fondo italiano deve ripensare la sua filosofia agonistica. Oppure chiarire che cosa si vuole preventivamente. Massimo Giuliani, il ct, che è un amico ed un ragazzo intelligente, comprenderà. Intendiamoci: fino alla vigilia di Pechino 2008 il fondo non era disciplina olimpica. Per cui non vi era alcuna distinzione tra l'essere competitivi nella 5 km, la 10 km o la 25 km. L'ammissione alle Olimpiadi ha modificato tutto. E' diventata olimpica solo la gara dei 10 km. Perché? E' quella più semplice da gestire, più facile per una copertura televisiva, inquadrabile in un prevedibile bacino.

Cos'altro è successo? Che molti mezzofondisti della piscina abbiano annusato l'occasione, e ci si sono buttati a capofitto. Oussama Mellouli, il tunisino, è stato quello che ha segnato la via. Non aveva mai fatto una gara di fondo, ha vinto Londra. Ora, osservate l'ordine d'arrivo di Barcellona delle 10 km, in particolare quello femminile: due brasiliane ai primi due posti. E dove si disputano le prossime Olimpiadi? Bravi: in Brasile. Della 5 km, e della 25 km, non frega più niente a nessuno.

La gara dei 10 km è diventata il cuore di questo sport. Le federazioni investono su questa distanza. Anche perché vincere i 100 stile libero, o la 10 km di fondo, la medaglia non cambia. E questo è il concetto chiave sul quale bisognerebbe riflettere.

Quanto è giusto pianificare la stagione sui soliti, tradizionali eventi? Giusto gareggiare e recarsi a Mar del Plata o a Sharm El Sheik, ma quanto è propedeutico ai fini olimpici? Questa è la domanda: interessano le Olimpiadi o l'attività di nuotatori, diciamo, Master? Anche perché, provocazione non tanto provocazione, forse andrebbe consigliato a Paltrinieri e Detti di dare un'occhiata, a questa scelta. Non so quanto i 1500 sl potranno regalare soddisfazioni. E parlo dei momenti importanti, non di un Mondiale come Barcellona che è assolutamente transitorio...