ROMA. Claudia è tornata, ha di nuovo attaccato un numero sulla schiena, per la prima volta dopo quel terribile 6 luglio 2017, e ha vinto, alzato le braccia, urlato al cielo. Ha vinto in volata, Claudia Cretti, alla sua maniera, "come facevo nella mia vita precedente", racconta lei.
È successo a Marina di Massa, al termine di 49 km di felicità pura su e giù, lungo il mare, con papà, mamma, fratello e fidanzato a fare il tifo. La 22enne bergamasca era all'esordio nel paraciclismo, categoria C5 (disabilità lieve per i reduci da traumi cerebrali) e la giornata è stata davvero indimenticabile: "Faccio fatica a trovare le parole per raccontare quello che ho vissuto. È stata una emozione unica. Quanto mi è mancato salire sulla bici, fare ciò che amo. Questo successo lo dedico alle persone a cui voglio bene. A chi ha creduto in me. Ho riabbracciato un pezzo della mia vita".
La sua vita si è riannodata intorno alla sua passione, il ciclismo, e sono sempre più lontani ormai, sempre più ricordi che sfumano l'incidente durante il Giro Rosa 2017, quella drammatica caduta a 90 km/h in discesa poco prima di Baronissi, e poi le tre settimane di coma e infine il miracolo dei medici dell'Ospedale Rummo di Benevento, che l'hanno salvata e restituita alla vita. Tornata a pedalare da pochi mesi con la Born to Win dopo un lungo periodo di riabilitazione, Claudia ora ha cieli immensi davanti.
E intanto la sua continua ad essere la vita di una studentessa: ogni settimana, al lunedì, parte da Costa Volpino, il suo paese sul lago d'Iseo, per raggiungere Trento, la città dei suoi studi, dove frequenta la facoltà di lingue. Studio e allenamento, lungo l'Adige e poi nell'interno, a cercare salite e nuove risposte. Potrebbe ritornare in pista, a Mori.
A fine mese Claudia sarà di nuovo con un numero sulla schiena a Verolanuova, a un tiro di schioppo da casa. L'obiettivo ora è farsi trovare pronta per la prova di Coppa del Mondo a Corridonia, a metà maggio. C'è tanto ancora da pedalare. E Claudia, certo, non si tirerà indietro. "Spero sia l'inizio di un percorso lungo e spero di poter raggiungere tanti altri risultati ed emozionarmi ancora".
Per altre informazioni su Sport e disabilità: OSO - Ogni sport oltre
È successo a Marina di Massa, al termine di 49 km di felicità pura su e giù, lungo il mare, con papà, mamma, fratello e fidanzato a fare il tifo. La 22enne bergamasca era all'esordio nel paraciclismo, categoria C5 (disabilità lieve per i reduci da traumi cerebrali) e la giornata è stata davvero indimenticabile: "Faccio fatica a trovare le parole per raccontare quello che ho vissuto. È stata una emozione unica. Quanto mi è mancato salire sulla bici, fare ciò che amo. Questo successo lo dedico alle persone a cui voglio bene. A chi ha creduto in me. Ho riabbracciato un pezzo della mia vita".
La sua vita si è riannodata intorno alla sua passione, il ciclismo, e sono sempre più lontani ormai, sempre più ricordi che sfumano l'incidente durante il Giro Rosa 2017, quella drammatica caduta a 90 km/h in discesa poco prima di Baronissi, e poi le tre settimane di coma e infine il miracolo dei medici dell'Ospedale Rummo di Benevento, che l'hanno salvata e restituita alla vita. Tornata a pedalare da pochi mesi con la Born to Win dopo un lungo periodo di riabilitazione, Claudia ora ha cieli immensi davanti.
E intanto la sua continua ad essere la vita di una studentessa: ogni settimana, al lunedì, parte da Costa Volpino, il suo paese sul lago d'Iseo, per raggiungere Trento, la città dei suoi studi, dove frequenta la facoltà di lingue. Studio e allenamento, lungo l'Adige e poi nell'interno, a cercare salite e nuove risposte. Potrebbe ritornare in pista, a Mori.
A fine mese Claudia sarà di nuovo con un numero sulla schiena a Verolanuova, a un tiro di schioppo da casa. L'obiettivo ora è farsi trovare pronta per la prova di Coppa del Mondo a Corridonia, a metà maggio. C'è tanto ancora da pedalare. E Claudia, certo, non si tirerà indietro. "Spero sia l'inizio di un percorso lungo e spero di poter raggiungere tanti altri risultati ed emozionarmi ancora".
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