CES Las Vegas 2015

Droni, visori e storie: i geni del 2015 sono qui

Occhio a Henri Seydoux (il co-fondatore della Parrot), Palmer Luckey (creatore di Oculus Rift) e Mark Kawano e Timothy Donnelly (fondatori di Storehouse). Ne sentiremo parlare ancora

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SE DOVESSIMO scommettere su alcune personalità del mondo della tecnologia che segneranno l'anno che sta per iniziare, la prima risposta sarebbe "nessuno". Non perché non ci siano personalità particolarmente in vista ma perché la storia ci ha insegnato che le personalità che riescono a conquistare l'attenzione nel mondo delle nuove tecnologie, quasi sempre erano sconosciute ai più, e in particolare ai media, fino a qualche minuto prima della loro fama, e fare previsioni, quindi, è particolarmente azzardato. Ma ci prendiamo volentieri il rischio, basandoci su quanto alcune aziende e i loro "boss" hanno fatto di recente e quanto potranno fare nel prossimo futuro, convinti che il margine di errore sia talmente piccolo da poter correre il rischio.
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Difficile sbagliarsi, ad esempio, se citiamo tra quelli che potrebbero dominare il 2015 Henri Seydoux, il patron della Parrot, co-fondatore, presidente e amministratore delegato dell'azienda che domina il mercato dei droni. Il fenomeno dei piccoli oggetti volanti (ma anche di quelli in grado di correre e saltare) dotati di video e fotocamere è destinato a crescere in maniera esponenziale. Il successo ottenuto fino ad oggi è solo l'inizio di un percorso che sta già adesso cambiando le nostre abitudini in termini di riprese video, consentendo non solo a chi lo fa in maniera professionale ma anche agli amatori di poter girare delle immagini assolutamente impossibili da filmare prima dell'avvento dei droni. Oltretutto gli usi possibili dei piccoli oggetti volanti sono molteplici e sarà solo all'inventiva della gente il trovare la prossima e definitiva "killer application" che trasformerà i droni in una presenza costante nella nostra vita. Seydoux ha la visione giusta, ha aperto la strada al mass market senza far perdere "coolness" ai suoi prodotti, ha spinto sulle macchine di fascia più economica per far entrare nell'universo dei droni un numero di persone numericamente più grande e di età più giovane, quelli che sono in grado di inventare nuovi utilizzi per le sue macchine e far diventare il suo mercato, già ampio, ancora più grande.
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E non è difficile nemmeno immaginare un roseo futuro per Palmer Luckey, il creatore di Oculus Rift, visore per la realtà virtuale a basso costo, sviluppato dalla sua società Oculus Vr, acquistata nel marco scorso da Facebook. Luckey ha il progetto di portare la realtà virtuale alle masse, e di farlo con l'aiuto non solo di Facebook ma anche, e soprattutto, dei molti appassionati che possono acquistare il kit di Oculus Rift e sviluppare, migliorandolo, quello che oggi è solo un prototipo. Che  però funziona meglio dei suoi predecessori, e che consente a chi lo usa, con un sistema di sensori e telecamere, di potersi spostare nell'ambiente tridimensionale avvicinandosi agli oggetti. E' evidente che se Oculus Rift avrà successo il mondo dei videogiochi innanzitutto, ma più in generale quello della realtà virtuale, avranno un'improvvisa e fondamentale accelerazione nella loro diffusione di massa.

Non andrebbe dimenticato nemmeno la coppia di Mark Kawano e Timothy Donnelly, fondatori di Storehouse, magnifica piattaforma mobile di condivisione di storie che fondono testo, immagini e video. Vengono da San Francisco, hanno raccolto sette milioni di dollari in finanziamenti e aperto Storehouse, realizzando un app che rende possibile creare storie multimediali con straordinaria facilità. Piattaforma dalle straordinarie possibilità di evoluzione.