BARCELLONA - Un colpo al cerchio e una alla botte. O quasi. Lg apre la sua conferenza al Mobile World Congress senza novità strabilianti, ma puntando sul restyling dei suoi modelli di maggior pregio fra i quali spiccano il G Pro 2 e il G2 Mini. Un phablet molto elegante e la versione ridotta del telefono di punta della casa coreana, giudicato quasi universalmente come fra i migliori smartphone del 2013.
Dal palco James Marshall, manager della Lg, parla di 120 milioni i phablet venduti entro il 2018. Di qui il G Pro lo scorso anno e ora il Pro 2, che ha un display da 5,9 pollici. Le forme sono quelle che vanno per la maggiore: retro leggermente bombato, plastiche lucide nella parte frontale e ruvide su quella posteriore. La sostanza invece è da device di razza: processore Qualcomm 800 da 2.2Ghz, 3Gb di ram, Android 4.4, fotocamera da 13 megapixel capace di filmare in 4K (Ultra Hd) e ovviamente connettività 4G. Non si sa quando arriverà in Europa. Ma è certo che il prezzo non sarà basso.
Il G2 Mini al contrario è molto più abbordabile essendo una versione meno potente del G2. Ha un processore non altrettanto veloce, schermo più piccolo da 4,7 pollici (contro i 5,2 del fratello maggiore), 1Gb di ram e fotocamera da 8 megapixel. Dovrebbe esser lanciato anche da noi a un costo inferiore ai 400 euro.
Un'altra novità arriva sul fronte della sicurezza. Essendo gli smartphone lo specchio della nostra vita, proteggere i dati che contengono è essenziale. Considerando che il telefono si consulta almeno 110 volte al giorno, la casa coreana ha tirato fuori sei mesi fa il "knock on" che consente con un semplice doppio tocco sul display di accedere allo smartphone. Ora quella "scorciatoia" si evolve in "knock code": si possono stabilire delle combinazioni personali da tre a quattro tocchi, a disposizione ce ne sono circa 86mila, per rendere impossibile ad altri l'uso dello smartphone.
Infine gli schermi curvi, quelli dei cellulari e quelli dei televisori presentati da Lg al Consumer Electronic Show di Las Vegas ad inizio anno. E' il futuro, sostengono a Seul ed Lg intende puntarci molto. Ma, aggiungiamo noi, un futuro prossimo. La linea Flex è ancora troppo cara perché sia davvero interessante. Il G Flex, lo smartphone con schermo da 6 pollici, costa 899 euro mentre i televisori partono 6000 euro. Troppo, in entrambi i casi.
Dal palco James Marshall, manager della Lg, parla di 120 milioni i phablet venduti entro il 2018. Di qui il G Pro lo scorso anno e ora il Pro 2, che ha un display da 5,9 pollici. Le forme sono quelle che vanno per la maggiore: retro leggermente bombato, plastiche lucide nella parte frontale e ruvide su quella posteriore. La sostanza invece è da device di razza: processore Qualcomm 800 da 2.2Ghz, 3Gb di ram, Android 4.4, fotocamera da 13 megapixel capace di filmare in 4K (Ultra Hd) e ovviamente connettività 4G. Non si sa quando arriverà in Europa. Ma è certo che il prezzo non sarà basso.
Il G2 Mini al contrario è molto più abbordabile essendo una versione meno potente del G2. Ha un processore non altrettanto veloce, schermo più piccolo da 4,7 pollici (contro i 5,2 del fratello maggiore), 1Gb di ram e fotocamera da 8 megapixel. Dovrebbe esser lanciato anche da noi a un costo inferiore ai 400 euro.
Un'altra novità arriva sul fronte della sicurezza. Essendo gli smartphone lo specchio della nostra vita, proteggere i dati che contengono è essenziale. Considerando che il telefono si consulta almeno 110 volte al giorno, la casa coreana ha tirato fuori sei mesi fa il "knock on" che consente con un semplice doppio tocco sul display di accedere allo smartphone. Ora quella "scorciatoia" si evolve in "knock code": si possono stabilire delle combinazioni personali da tre a quattro tocchi, a disposizione ce ne sono circa 86mila, per rendere impossibile ad altri l'uso dello smartphone.
Infine gli schermi curvi, quelli dei cellulari e quelli dei televisori presentati da Lg al Consumer Electronic Show di Las Vegas ad inizio anno. E' il futuro, sostengono a Seul ed Lg intende puntarci molto. Ma, aggiungiamo noi, un futuro prossimo. La linea Flex è ancora troppo cara perché sia davvero interessante. Il G Flex, lo smartphone con schermo da 6 pollici, costa 899 euro mentre i televisori partono 6000 euro. Troppo, in entrambi i casi.