BARCELLONA - Nessun One di nuova generazione. Per quello bisognerà aspettare ancora qualche mese. Chi si aspettava dalla Htc i fuochi di artificio qui al Mobile World Congress è rimasto deluso. Almeno in parte. Malgrado la compagina taiwanese, guidata da Peter Chou, a Barcellona non abbia mostrato la prossima versione del suo dispositivo di punta ha però presentato due modelli di fascia media interessanti. Il Desire 816 e 610 sono infatti dispositivi che arrivano sul mercato rispettivamente a 399 e 299 euro e che hanno un rapporto fra caratteristiche e prezzo notevole. Del resto è una delle tendenze di quest'anno quella di offrire dispositivi avanzati a costi contenuti se non a volte davvero bassi.
Peter Chou, che è un visionario, lo ha detto esplicitamente: "Non si capisce perché uno smartphone di fascia media o bassa debba essere brutto e con caratteristiche scadenti". Di qui l'816, un phablet con display da 5,5 pollici piuttosto semplice ed elegante. Ha un processore quad core Snapdragon 400 a 1,6Ghz, con macchina fotografica posteriore da 13 megapixel e una frontale da 5 megapixel per gli appassionati dell'autoscatto. Entrambe capaci di filmare in full hd. In più usa come connessione l'Lte (4G). Non male per 399 euro. L'altro, il 610, è sempre un Lte ma con display da 4,7 pollici. Il processore è più lento, 1,2Ghz, e la macchina fotografica posteriore è da 8 megapixel mentre quella davanti da 1,3. Ma insomma, per 299 euro va bene considerando che ha come l'816 la tecnologia nfc.
Da quando in autunno è uscito il Nexus 5 di Google ed Lg a 349 euro, accompagnato dal Motorola G che attualmente si compra con 160 euro, ormai la fascia media è quella che offre le soluzioni più interessanti. Prezzi contenuti, prestazioni di ottimo livello e la sicurezza di non aver buttato i soldi dalla finestra. Di questi tempi non è cosa da poco. A conclusione Chou ha anche presentato una nuova iniziativa benefica. Si chiama Power to Give ed è una app che permette di donare il potere di calcolo del nostro smartphone quando non lo usiamo per la ricerca scientifica finalizzata alla lotta all'Aids e al cancro. Una sorta di Seti @ Home in versione tascabile. Sviluppata dalla stessa Htc, Power to Give è già disponibile per Android.
Peter Chou, che è un visionario, lo ha detto esplicitamente: "Non si capisce perché uno smartphone di fascia media o bassa debba essere brutto e con caratteristiche scadenti". Di qui l'816, un phablet con display da 5,5 pollici piuttosto semplice ed elegante. Ha un processore quad core Snapdragon 400 a 1,6Ghz, con macchina fotografica posteriore da 13 megapixel e una frontale da 5 megapixel per gli appassionati dell'autoscatto. Entrambe capaci di filmare in full hd. In più usa come connessione l'Lte (4G). Non male per 399 euro. L'altro, il 610, è sempre un Lte ma con display da 4,7 pollici. Il processore è più lento, 1,2Ghz, e la macchina fotografica posteriore è da 8 megapixel mentre quella davanti da 1,3. Ma insomma, per 299 euro va bene considerando che ha come l'816 la tecnologia nfc.
Da quando in autunno è uscito il Nexus 5 di Google ed Lg a 349 euro, accompagnato dal Motorola G che attualmente si compra con 160 euro, ormai la fascia media è quella che offre le soluzioni più interessanti. Prezzi contenuti, prestazioni di ottimo livello e la sicurezza di non aver buttato i soldi dalla finestra. Di questi tempi non è cosa da poco. A conclusione Chou ha anche presentato una nuova iniziativa benefica. Si chiama Power to Give ed è una app che permette di donare il potere di calcolo del nostro smartphone quando non lo usiamo per la ricerca scientifica finalizzata alla lotta all'Aids e al cancro. Una sorta di Seti @ Home in versione tascabile. Sviluppata dalla stessa Htc, Power to Give è già disponibile per Android.