Mobile World Congress 2015

Mark Zuckerberg sul palco del Mwc 2015 

Zuckerberg: "Whatsapp e Facebook non uccideranno gli operatori di telefonia"

Il fondatore di Facebook interviene al Mobile World Congress di Barcellona. E sull'iniziativa internet.org loda l'industria delle telecomunicazioni e dice: "Pronto a lavorare con Google per portare internet a tutti"

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BARCELLONA - "Non si può dire che Whatsapp e Facebook stiano uccidendo il mercato degli operatori di telefonia". Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook, ha deciso di essere il portavoce, il volto del progetto internet.org, con l'obiettivo di portare internet a tutti, connettere il mondo. Una bandiera con una contraddizione secondo qualcuno, visto che i servizi dell'azienda di Menlo Park, come le chat o le chiamate gratis, tolgono risorse proprio a chi dovrebbe investire sulle infrastrutture.

Ma è una visione che Zuckerberg rigetta: "Come gli utenti prima erano pronti a pagare per la voce e gli sms, ora saranno pronti a pagare per i dati. Io non so quale sia il modello di business perfetto per il mondo delle telecomunicazioni, ma so che le nostre app permettono alle persone di essere connesse, e fanno crescere l'utilizzo quotidiano del web. Per questo siamo partner in questo sforzo".

Jeans e t-shirt grigia, informale come sempre, Zuckerberg sale sul palco del Mobile World Congress di Barcellona per il keynote di apertura. E' il suo secondo, era qui già l'anno scorso, sempre per pubblicizzare internet.org. Sul palco è un po' teso, sicuramente emozionato. Non è ancora abituato al ruolo di guru del web che il pubblico e i media paiono attribuirgli, tanto che l'evento era il più atteso della giornata, ha riempito l'auditorium e la fila si è formata oltre due ore prima dell'inizio effettivo dell'incontro.

Quella dell'internet per tutti è una promessa difficile da portare a termine, e Zuckerberg stesso è consapevole che tutto dipende dalle infrastrutture, che sono costruite dagli operatori, e non dai social media: "Sono loro che fanno tutto il lavoro, che spendono decine di miliardi ogni anno. Noi vogliamo aiutare, rendendo disponibili le nostre app e i nostri servizi".

Se gli operatori devono fare gran parte del lavoro, anche i big del web devono partecipare quindi. Tanto da arrivare a ipotizzare una partnership, al momento tutta teorica, con Google, l'altro gigante del web. "Certo - risponde Zuckerberg a una domanda diretta - io sarei prontissimo a lavorare con Google per raggiungere questo obiettivo. Lo abbiamo anche fatto in parte, rilasciando Google Search nell'ambito di un nostro progetto. Era un servizio che la gente voleve a noi gliel'abbiamo voluto dare". Ma la ricerca è una cosa, i social un'altro: chissà se anche Google+ potrebbe rientrare in una partnership del genere.

Zuckerberg ha passato un anno in viaggio nei paesi emergenti proprio per lanciare l'iniziativa internet.org. Messico, Colombia, India, Cina, Indonesia. E dal palco decide di raccontare un aneddoto per spiegare la sua visione del web per tutti. "Ho passato un anno in giro incontrando partner e governi, a vedere come l'accesso al web impatta sulla vita delle persone. Vicino a Giakarta, per avere connettività, un villaggio, che è stato soprannominato 'cybervillage', si è organizzato per fare lobby contro il governo centrale: volevano essere connessi e hanno fatto un grande sforzo. Ecco quelo sforzo mi ha stupito, sì. È stato bello poterlo vedere dal vivo". Perché "noi stiamo cercando di connettere le persone, e fargli condividere i momenti importanti della loro vita". E - non dimentichiamolo - garantirgli servizi e accesso a un mondo di informazioni che può cambiare la loro vita in meglio.