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PASSAPAROLA

Sprechi, corruzione, incuria
Il buco nero della "Sanità Spa"

Libro-inchiesta di Daniela Francese sulle pieghe oscure del sistema sanitario italiano: dal malaffare fatto sistema alle inefficienze dei servizi al cittadino. Con un ricco corredo di dati e grafici e un'esortazione finale: "Dobbiamo essere consapevoli che la salute è un bene comune" di SILVANA MAZZOCCHI

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Medici faccendieri, imprenditori spregiudicati, amministratori infedeli. La salute degli italiani è messa a rischio da una vera e propria Spa che a colpi di sprechi, mazzette e servizi scadenti, sottrae alla collettività un fiume di soldi e servizi preziosi che potrebbero invece essere destinati alla prevenzione e all'assistenza di tutti. E sono decine i milioni di euro che ogni anno vengono bruciati da un sistema malato, mentre è calcolato in centinaia di milioni il danno erariale provocato dalle frodi di ogni genere e tipo.

L'aspetto buio della nostra Sanità emerge con il rigore dell'inchiesta nel nuovo libro di Daniela Francese, giornalista impegnata sui temi della biopolitica e dei diritti umani, già autrice  nel 2009 di La Salute rubata. E Sanità Spa (Newton Compton editori) è un'indagine a  trecentosessanta gradi, politica ed economica, su tutto ciò che non va  nella cura degli italiani. Le cordate che impongono farmaci al mercato compiacente, le spese ingiustificate, i ricoveri  e gli interventi chirurgici inutili o fasulli. E, ancora, la lottizzazione, i raggiri, le negligenze di certi medici, un elenco accompagnato dalla descrizione, puntuale e dettagliata, dei metodi fantasiosi architettati da sanitari, amministratori e tangentari per sottrarre danaro pubblico alla comunità.

Daniela Francese analizza i capitoli del malaffare e mette insieme una radiografia completa delle iniziative truffaldine (e non solo) che minano il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini, garantito dalla Costituzione. Un testo arricchito da grafici e norme che costituiscono altrettanti spunti di riflessione per affrontare le sfide del futuro.

Un business ricco quello della Sanità: è di ben 130 miliardi di euro il costo annuale della salute in Italia, un vero e proprio tesoretto in cui i "signori" della Sanità Spa pescano a piene mani. E resta inteso che non sono soltanto i reati e erodere le giuste aspettative di assistenza,  sono anche gli errori compiuti dagli addetti ai lavori per superficialità o per dolo, causa di danni umani gravissimi nei confronti dei pazienti e dei loro famigliari, sono le liste d'attesa  interminabili, le lungaggini burocratiche ricorrenti. Infine, il fiume di denaro gettato al vento grazie all'abuso di esami e di accertamenti clinici sbagliati o superflui, spesso distorsione complementare all'esagerato ricorso all'autocura. Sanità spa racconta ogni piega di un fenomeno dilagante che rischia di mettere in ginocchio il settore e aiuta a conquistare la piena consapevolezza di un nostro diritto fondamentale in un momento in cui, oltre che con i mali che affliggono la sanità, ci troviamo a dover fare i conti  con i tagli dovuti alla crisi.

Tangenti, nomine lottizzate, appalti discutibili, quanto sottraggono ai 130 miliardi della spesa sanitaria?
"Per capire perché il malaffare sia così dilagante nella sanità dobbiamo avere ben chiari due aspetti:  che essa beneficia di tanti soldi pubblici e di una domanda inesauribile con pazienti disposti a tutto per guarire o, magari, per non ammalarsi, come testimonia il fenomeno in crescita della medicina predittiva. Queste due caratteristiche ne fanno un piatto molto appetitoso per personaggi senza scrupoli e per le mafie, sempre più pervasive, come hanno dimostrato l'ondata di arresti, che ha sconvolto la Asl di Pavia, o i fatti della Asl di Locri, perché non c'è niente di più unificante del crimine. Nord-Sud, pubblico-privato, gli interessi illeciti sono sempre trasversali e gravano come un macigno sui 130 miliardi di spesa sanitaria contribuendo a spargere iniquità.

Lo scandalo delle liste di attesa, il pendolarismo sanitario, le Italie della salute sono tutti fenomeni che devono essere letti non solo come espressione di una malasanità, ma soprattutto come conseguenza di vari fattori: corruzione, evasione fiscale, lavoro nero che significano quasi 400 miliardi di euro sottratti ogni anno in termini di servizi ai milioni di cittadini che compiono responsabilmente il loro dovere come contribuenti. Lo disse senza giri di parole l'ex governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, "gli evasori sono i primi responsabili della macelleria sociale" a cui si aggiunge l'opera erosiva dei corruttori e della politica, responsabile della grave carenza dei controlli sulla pertinenza delle prestazioni.

Quali sprechi, quali errori?
"Non c'è crisi per le truffe. Oltre 130 milioni di euro è l'importo sottratto in tre anni secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza a cui si aggiungono circa 490 milioni di euro di danno erariale. E' un vero e proprio business spinto da una fantasia senza confini che coinvolge medici, amministratori e imprenditori e ogni anno sottrae risorse che sarebbero indispensabili per mantenere una risposta assistenziale di tipo universalistico, dunque garantita a tutti.

Si va dai falsi casi urgenti ai finti assistiti, ovvero pazienti morti da anni per cui i medici di base continuano a percepire il compenso. Dalle dimissioni virtuali, che riguardano spesso pazienti anziani, preferibilmente soli, i quali vengono trasferiti, solo sulla carta, da un reparto all'altro per continuare a percepire i rimborsi regionali. Alla falsificazione delle cartelle cliniche: 80 mila quelle scoperte solo in Lombardia per una truffa di 18 milioni di euro. All'abuso della trattativa privata al posto dell'appalto pubblico per non mettere le ditte in concorrenza ottenendo prezzi più vantaggiosi ma rinunciando a qualche golosa bustarella. Una prassi che è parte in causa degli assurdi divari nei costi dei dispositivi medici la cui spesa totale ammonta a circa due miliardi di euro l'anno. E' così che  un defibrillatore costa a Trento 13.500 euro e a Bolzano 16.100; un pacemaker oscilla dai 1250 euro della Toscana ai 2324 dell'Emilia Romagna; per non parlare del mercato delle protesi e del materiale sterile per medicazione, più banalmente le garze, che la Asl di Locri pagava con un ricarico del 16‰ bruciando così 100 mila euro.

La sanità è un bene comune, come combattere il malaffare?
"Purtroppo che la sanità sia un bene comune non è un pensiero così condiviso. La consapevolezza di cosa significhi Servizio sanitario nazionale, di quanto esso rappresenti una delle più importanti conquiste italiane del XX secolo è tutt'altro che generalizzata. Lo abbiamo potuto accertare con l'inchiesta pubblicata in Sanità Spa, condotta intervistando i cittadini in cinque aree della Capitale, diverse per tessuto economico e sociale. Per rispondere alla domanda, il primo passo per contrastare quei comportamenti che sottraggono porzioni di diritto a fasce sempre più ampie di popolazione è proprio la promozione della consapevolezza che il nostro Ssn, malgrado tutto, è quel sistema che l'Organizzazione mondiale della sanità colloca nella fascia alta della classifica mondiale per capacità di risposta assistenziale universale in rapporto alle risorse investite. Certo, consapevolezza vuol dire assunzione di responsabilità, significa cancellazione dell'alibi dell'ignoranza. Significa, ad esempio, che se un medico ci propone una visita a 100 euro al posto dei 130 con emissione di fattura non ci sta facendo un regalo, perché noi, accettando quell'evasione mascherata da "sconto", diventiamo corresponsabili di misure come l'azzeramento del Fondo per la non autosufficienza. Quanto alla politica è giunto il momento che dia prova di quanto consideri la salute un bene comune, di quanto abbia a cuore la stabilità sociale di cui la sanità è un potente regolatore. Il malaffare va estirpato cominciando, ad esempio, con l'istituzione di un organismo di controllo che valuti i risultati clinici delle strutture sanitarie, la pertinenza degli accertamenti, dei ricoveri e delle cure ma anche togliendo alle Asl il potere di approvvigionarsi autonomamente centralizzando l'acquisto dei dispositivi medici come sembra essere nelle intenzioni del ministro della Salute".  

Daniela Francese
Sanità Spa
Newton Compton editori
pag 420, euro 9,90