Spettacoli & Cultura

DALLA

In migliaia alla camera ardente
Piazza Grande saluta il suo Lucio

In fila davanti a Palazzo D'Accursio per l'omaggio all'artista scomparso. Per tutto il giorno risuonano le sue canzoni. Sulla bara una sigaretta, una rosa rossa, un cornetto portafortuna. Fra i primi ad arrivare, Samuele Bersani, Nicoletta Mantovani, Gianni Morandi. Romano Prodi: "Una manifestazione d'affetto impressionante"

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BOLOGNA - Una sigaretta, una rosa rossa. E un cornetto portafortuna. Le tre cose che stanno sopra alla bara di Lucio Dalla. Poi sotto al feretro c'è una corona di fiori che ha mandato l'amico Julio Iglesias. Dietro, un'Ultima cena dipinta da un altro amico, Stefano Cantaroni. Ecco quel che accoglie le migliaia di persone che fin dal primo mattino si sono messe in coda davanti all'ingresso del cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, a Bologna, per rendere omaggio all'artista, una camera ardente che, come ha detto ieri il sindaco Virginio Merola, resterà aperta finché ci sarà gente". A metà giornata avevano già sfilato in cinquemila. I funerali domani pomeriggio, in San Petronio. E se le esequie saranno senza musica e canzoni, perché è stato accolto il monito del vescono Alceste Catella, presidente della Cei per la liturgia che ha invitato a "non trasformare la cerimonia in uno spettacolo", oggi però a questo funerale laico le canzoni ci sono. La voce di Lucio risuona in piazza e ne canta dieci, Tu parlavi una lingua meravigliosa, E non andare più via, Tango, Notte, Cara, Ayrton, Apriti cuore, Rondini, Caruso, Felicità.

FOTO L'ultimo saluto / Sotto l'abitazione

VIDEO L'uscita del feretro


Un centinaio di persone ad aspettare che uscisse il feretro davanti al portone di via D'Azeglio, circa cinquecento davanti al Palazzo D'Accursio già poco dopo le nove del mattino, la camera ardente apriva verso le dieci, in breve tempo sono diventate migliaia. "E se non ci sarà più gente come me, voglio morire in piazza Grande", cantava. Invece è morto lontano ma adesso quella piazza lo accoglie con "una manifestazione di affetto impressionante" come ha detto Romano Prodi quando si è visto davanti quella folla, lui fra i primi ad arrivare insieme alla moglie Flavia. Poi Samuele Bersani, il cantante, e l'ex sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca, poi è arrivato Pier Davide Carone, con lui Lucio era stato a Sanremo due settimane fa a cantare Nanì. E ancora, Ron che piange da tre giorni ed era già in Svizzera dove lo ha vegliato per lunghissime ore, e Bobo Craxi, lo storico direttore d'orchestra Beppe D'Onghia, il patron della Virtus Claudio Sabatini, anzi, tutta la Virtus pallacanestro Bologna al gran completo. Pier Ferdinandon Casini, Caterina Caselli.

"Lucio è stato molto importante nella mia vita. E' stato un amico sincero, un artista straordinario per l'Italia e non solo, i ricordi sono tanti" dice Nicoletta Mantovani. "Ci ha fatto un brutto scherzo", commenta Gianni Morandi. Intanto Roberto Baggio annuncia che parteciperà ai funerali, a lui Dalla aveva dedicato una canzone.

Domani i funerali. Niente musica, si diceva, seguendo l'indicazione della Cei a non spettacolarizzare l'evento. Unico strappo alla regola sarà la lettura del testo di Le rondini, la canzone-poesia sul senso della vita scritta da Dalla nel 1990. "Vorrei girare il cielo come le rondini - recita il testo - e con la polvere dei sogni volare e volare al fresco delle stelle, anche più in là". Domani è il 4 marzo, giorno del suo compleanno, titolo di una delle sue canzoni più amate. E quel giorno, il Comune sta già pensando a come farlo diventare un Dalla Day, lo ha detto il sindaco, "una giornata di celebrazione in una città da sempre inzuppata di musica". Avrà una stella sulla "Walk of Fame" del jazz di via Orefici, c'è chi chiede di intitolargli strade e piazze, alcuni suoi amici hanno proposto di "sonorizzare" con la sua musica via d'Azeglio, ogni sera al tramonto. "Una famiglia vera e propria non ce l'ho - cantava - e la mia casa è Piazza Grande, a chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho". E oggi in quella piazza quell'amore lo ritrova tutto.