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DALLA

Lucio bambino, le foto mai viste
la testimonianza di una lettrice

Stefania Passaro ha inviato alla nostra redazione una serie di immagini e un testo che racconta una bella storia. Quella di due donne, due amiche, che benché lontane continuano a scriversi lettere e a mandarsi le foto dei figli che crescono. Una era la nonna della nostra lettrice, l'altra era la madre di Lucio Dalla

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"GENTILE Redazione, ho trovato queste foto di Lucio Dalla bambino fra le foto di famiglia di mia nonna. Ve le mando per aggiungere un tassello, credo prezioso, alla storia di questo grande artista...".
Una nostra lettrice, Stefania Passaro, ci ha inviato questa storia, non conosciuta, e una serie di immagini, preziose. Ecco la testimonianza.

FOTO Le foto di Lucio bambino

"Mia nonna, Anella Ferraresi, era di Molinella, lo stesso paesino in provincia di Bologna dov'era nata la mamma di Lucio Dalla. Si erano conosciute da ragazze, ma la loro amicizia è durata molti anni, anche dopo aver messo al mondo i figli, mia nonna emigrata ai tempi di Mussolini nell'Agro Pontino, a Cisterna di Latina, e la mamma di Lucio apprezzata sarta dell'alta moda italiana. S'incontravano qualche volta a Roma, alle sfilate alle quali mia nonna era invitata dall'amica, ma più spesso si scrivevano. Erano i primi anni '50. Ad accompagnare le loro lettere, anche alcune foto dei figli che crescevano. Lucio vi compare sempre in abiti di scena, impegnato in recite e spettacoli fin dalla più tenera età: Lucio col vestito da torero (quello di Telefonami tra vent'anni...?), Lucio vestito da messicano (sul retro della foto fa scrivere a sua madre: "Avevo tre anni, recitai a Roma al Valle, ero Pablo. Con sincero affetto, Lucio Dalla"), Lucio con frac e bombetta luccicante di lustrini, Lucio con mantello bianco e tuba a pois a fianco della madre, Lucio vestito da principe russo, costume questo che, come si legge sul retro della foto, gli valse un primo premio in un'esibizione al Palazzo del Podestà di Bologna. Foto che immortalano un temperamento artistico già evidente e pronto a sbocciare.

Il caso vuole che dopo la morte di mia nonna, nel 1997, mia madre abbia ritrovato fra le foto di famiglia anche queste foto di Lucio bambino, e un prezioso ritaglio di giornale. L'articolo riportava questa notizia: "Il piccolo artista bolognese Lucio Dalla, il bambino col vassoio, in occasione della sua festa, raccoglie dagli amici oboli per combattere la Strega Poliomelite. Lucio, che ha già lavorato per concerti a beneficio della clinica, ci ha scritto che vuole aiutare quei bambini che la malattia ha fatto diventare zoppi e non possono saltare e ballare. Ha inviato perciò la sommetta che doveva servire per i suoi giocattoli e per i dolci". A impreziosire questo cimelio, la dedica che Lucio bambino fece a mia nonna facendo scrivere a penna alla propria madre: "A volte Signora so essere anche buono così dice la mia mamma, o' molta fede in Padre Pio, e le voglio tanto bene".

Lucio Dalla non seppe mai delle sue foto conservate da mia nonna. In famiglia avremmo voluto incontrarlo e mostrargliele, anni fa provammo anche a contattarlo, ma senza successo. Pensammo comunque che prima o poi, in qualche modo, ci saremmo riusciti, a fargliele vedere, c'era tempo. Invece Lucio per l'ennesima volta ci ha sorpreso tutti: è uscito di scena senza preavviso e ci ha fregato. La sua morte è anche questo: un monito a non posticipare mai ciò che potrebbe donare una bella emozione a qualcuno. O che potrebbe donare senso a qualcun altro. Resta infatti un piccolo mistero, che forse solo Lucio o mia nonna potrebbero svelarci: dietro le foto di Lucio bambino, compare anche la firma di una certa Ivana, Ivana di nome e forse, a leggere bene la calligrafia, Sbrendalo di cognome. Chi era Ivana? Lucio, nonna cara, me lo fate sapere per favore? E' sciocco chiedervelo, lo so, curiosità futile, ma ora che siete angeli, fra le cose da fare, se potete, metteteci anche questa".