Spettacoli & Cultura

L'ANNUNCIO

"Cesare deve morire" dei Taviani
candidato italiano nella corsa agli Oscar

Il film ambientato a Rebibbia, già vincitore a Berlino, ha battuto gli altri pretendenti forti, da Bellocchio a Garrone. Obiettivo: entrare nelle nomination per la miglior pellicola straniera, che saranno annunciate il 10 gennaio. La gioia dei fratelli autori: "E' solo l'inizio del viaggio, c'è tanta strada da fare"

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ROMA - Un film che racconta in maniera originale la vita nel carcere, firmata da due autori veterani, e già vincitore dell'ultimo Festival di Berlino: è Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani il candidato italiano agli Oscar 2013. Lo ha deciso questa mattina la Commissione di selezione, istituita presso l'associazione dei produttori dell'Anica, che come ogni anni si è riunita per decretare la pellicola tricolore che cercherà di entrare nella cinquina dellle nomination per le statuette dorate, come migliore opera straniera. Un traguardo che non raggiungiamo dai tempi di La bestia nel cuore di Cristina Comencini (2006). Forse per questo i due fratelli-autori reagiscono alla notizia con soddisfazione, ma anche con un po' d'ansia per il cammino futuro:  "Siamo felici - dichiarano - ed è solo l'inizio di un bel viaggio. C'è tanta strada da fare"

LE IMMAGINI DEL FILM

VIDEO: IL TRAILER - IL TRIONFO A BERLINO


Il film - ambientato a Rebibbia, durante l'allestimento di un'opera teatrale - ha battuto al fotofinish gli altri concorrenti accreditati: Bella addormentata di Marco Bellocchio, Diaz di Daniele Vicari, Reality di Matteo Garrone (vincitore del Gran Prix di Cannes). In lizza c'erano anche Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati; E' stato il figlio di Daniele Ciprì; Gli equilibristi di Ivano De Matteo; La bas, educazione criminale di Guido Lombardi; Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek; Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone.

La commissione - formata da Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Francesco Bruni, Martha Capello, Lionello Cerri, Valerio De Paolis, Piera Detassis, Fulvio Lucisano e Paolo Mereghetti - ha preferito però Cesare deve morire. Che comincia così la sua campagna americana. Prima tappa: la partecipazione imminente al festival cinematografico di New York (e infatti la notizia della candidatura è stata confermata ai registi poco prima che salissero sull'aereo). L'uscita nelle sale a stelle e strisce è prevista in febbraio. Le nomination agli Oscar saranno annunciate prima, il 10 gennaio; la cerimonia di consegna si terrà il 24 febbraio. Agguerriti, come sempre, i concorrenti di altri paesi, che aspirano alla statuetta di miglior pellicola straniera: a cominciare dal fenomeno francese (e internazionale) Quasi amici. Ma anche, restando in ambito europeo, l'austriaco Amour di Michael Haneke, trionfatore a Cannes; e il romeno Beyond the Hills di Cristian Mungiu.

Difficile prevedere se l'opera dei Taviani incontrerà il gusto del pubblico americano di addetti ai lavori - i membri della famosa Academy of Morion Pictures, Arta and Scienze - che assegna gli Oscar. A favore gioca l'universalità dei temi toccati: la vita bin carcere, il teatro, Shakespeare. Contro, una raffinatezza estetica e cinefila che non adatto ai palati troppo popolari. Staremo a vedere.