Jovanotti: un Backup con 25 anni di musica
Esce una mega-antologia della popstar con rarità e inediti. E una magica pendrive. "Per me è sempre importante cambiare, anche accettando
l'incognita: perciò ho votato per Renzi di GINO CASTALDO
L'oggetto, nella sua versione più estesa è pesante, colorato, ricco, un bel cofanetto illustrato da Cattelan e Ferrari che contiene tutto il Jovanotti possibile, sette cd, due dvd, un libro con un racconto di vita e in fondo una minuscola chiavetta di cui Lorenzo va molto fiero: "Credo sia la prima volta al mondo, alla Universal non erano molto contenti, dentro ci sono tutte le registrazioni che ho fatto, compresi i live, in tutto seicento canzoni".
C'è dunque una parola, che fa da cornice al progetto, una parola tecnica, poco poetica, che si usa spesso nel mondo della memoria digitale: "Sì, questo è il punto, è una parola moderna, che non ha nulla di nostalgico, con una forte vibrazione contemporanea, e mi ha dato la chiave, questo è un vero backup, come si fa col computer quando bisogna ripulire l'hard disk sovraccarico, tutto messo lì, archiviato, come una grande campionatura, e questo allora mi aiuta a liberare energie nuove, a ripensare tutto da capo".
Dentro ci sono le canzoni, i duetti, le rarità, e anche una manciata di inediti, con uno sguardo al futuro. "Sono nati dopo la decisione di fare per la prima volta un tour negli stadi (dal 7 giugno ad Ancona chiudendo a Torino il 16 luglio, passando per San Siro e l'Olimpico di Roma, ndr). Allora mi è venuta voglia di avere qualcosa di nuovo da presentare, pensando agli stadi che sono spazi con un loro linguaggio, dove i dettagli si perdono e vincono le emozioni forti".
Racconta di tutto, dell'America che ora vede dall'interno, delle primarie, e confessa di essere riuscito a votare a New York, puntando su Matteo Renzi ("lo sapete, per me è sempre importante cambiare, anche accettando l'incognita") e della sua generazione ("una generazione non annunciata, non definita", e poi parlando degli inediti svela qualcosa di sé.
C'è un pezzo che si intitola Rimbalza, ed è una sorta di autoritratto: "È un rap, e ogni tanto ci vuole, perché io da lì vengo, e poi io mi sono sempre sentito come una palla che rimbalza. Ho sempre fatto le cose pensando di rimbalzare su un muro e vedere poi la palla dove va a finire, mi piace l'imprevedibilità".
E oggi è una palla che rimbalza tra Italia e America, con salti sempre più lunghi e tragitti avventurosi il cui esito è ancora tutto da scoprire.
(28 novembre 2012) © Riproduzione riservata