MILANO - La maternità migliora le donne, si dice. E Gianna Nannini è quasi radiosa, sulla copertina di Inno, il suo album numero 18 in uscita martedì. Sarà la luce, sarà l'abito semplice, quasi un saio (e dire che nei concerti vestirà Armani), sarà soprattutto il sorriso semplice e sincero. Si capisce subito cos'è Inno, registrato negli studi di Abbey Road con la presenza anche della London Studio Orchestra diretta da Wil Malone: un disco positivo, ottimista, speranzoso. Ne abbiamo bisogno.
Inno a cosa, Nannini?
"Alla rinascita. Quando ho iniziato a scrivere avevo appena avuto Penelope ed ero estasiata, poi mi sono morti tre amici - a uno è dedicata la canzone Danny - e ho sentito il contrasto tra la gioia della nuova vita e il dolore della perdita. Chi accetta la sofferenza può rinascere".
E lei vede una rinascita, in Italia? È la prima.
"Sì, è iniziata. Avremo teste migliori di quelle avute finora, supereremo le divisioni che ci hanno portato razzismo, omofobia e la regressione culturale della Seconda Repubblica che ci ha messi gli uni contro gli altri".
Parlando sempre di Inno, Mameli le piace?
"I valori di cui parla sì, lo spirito idealista del Risorgimento. Però andrebbe riscritto, stavolta dalle sorelle d'Italia. Io ci starei".
Magari assieme a Pacifico, in arte Gino De Crescenzo: anche questa volta ci ha scritto cinque canzoni su 13. Una coppia di fatto.
"Ci manca solo di sposarci, e non escludo che prima o poi... Ormai l'intesa è tale che lavoriamo per sms. L'unico modo di perfezionarla è la telepatia".
Colpisce la sbeffeggiante "Sex drugs and beneficenza". Pentita di aver animato il concerto "Amiche per l'Abruzzo"?
"No di certo. È solo la caricatura delle troppe grandi truffe, della beneficenza che diventa industria multinazionale. Nel testo cito il filosofo Ivan Illich, che mi disse che la beneficenza non aveva eliminato i poveri, ma creato i bisognosi, e Il mondo salvato dai ragazzini".
La raccolta di poesie di Elsa Morante? E che c'entra?
"È stato uno dei libri che mi ha cambiato la vita, lo lessi dopo essere scappata di casa, su consiglio di un ragazzo alla Bocconi, a Milano. Parla di rinascita, di speranza, come questo disco. Alla Morante sono tanto affezionata specie dopo aver vinto un premio letterario intitolato a lei per i miei testi. Anche Tornerai è ispirata a lei: L'addio mi ha aperto un mondo sonoro e fatto pensare a un inno di speranza per l'Italia. L'ho scritta al tavolo dove mio padre lavorava e canticchiava Tornerai del Trio Lescano".
Quest'anno una sua canzone, "Bellissimo" sarà cantata a Sanremo da Mengoni. Com'è successo?
"Mi piace come canta Marco. Anche se non amo i talent show, anzitutto perché fanno cantare cover e non cose inedite, magari degli stessi artisti. Però voglio aiutare i giovani, e farlo sempre di più".
Ma lei andrebbe al festival?
"Se Fazio mi invitasse ci andrei, come ospite".
A proposito di giovani, lo è ancora Tiziano Ferro, autore di "Nostrastoria".
"Per me è il migliore in assoluto nei testi. Nostrastoria è molto personale. Ma personale mia, non sua: parlava di me come se mi conoscesse da anni. Però tra gli autori c'è anche Penelope".
A due anni? Viva i giovani, davvero.
"È così. Era con me mentre componevo, e se scrivevo qualcosa che non le piaceva me lo faceva capire eloquentemente: diceva "nein". Ed ecco nata Ninna nein. Mia madre dice che la sua voce è meglio della mia".
A 59 anni si sente sempre rock?
"Vedrà nel mio tour quanto lo sono ancora. Partirò il 12 aprile da Roma, poi tra l'altro sarò il 18 e 19 a Firenze, il 26 e 27 a Milano e chiuderò il 3 maggio a Verona: una nuova parte ritmica, un palco con cui contatterò fisicamente il pubblico e il tecnico delle luci degli Stones. Chi comprerà il biglietto potrà scaricare Baciami qui, che non c'è nel cd".
Si sente un esempio?
"Artisticamente no, sono solo un'artista che ama quello che fa e intende andare avanti finché avrà ispirazione. Umanamente, beh, l'altro giorno ho portato la piccola all'asilo, e mi ha fermato emozionatissima una signora che mi ha detto di aver avuto un figlio quando ormai non ci credeva più grazie alla forza che le ho dato. Ho pensato che allora anche io posso far miracoli".
Inno a cosa, Nannini?
"Alla rinascita. Quando ho iniziato a scrivere avevo appena avuto Penelope ed ero estasiata, poi mi sono morti tre amici - a uno è dedicata la canzone Danny - e ho sentito il contrasto tra la gioia della nuova vita e il dolore della perdita. Chi accetta la sofferenza può rinascere".
E lei vede una rinascita, in Italia? È la prima.
"Sì, è iniziata. Avremo teste migliori di quelle avute finora, supereremo le divisioni che ci hanno portato razzismo, omofobia e la regressione culturale della Seconda Repubblica che ci ha messi gli uni contro gli altri".
Parlando sempre di Inno, Mameli le piace?
"I valori di cui parla sì, lo spirito idealista del Risorgimento. Però andrebbe riscritto, stavolta dalle sorelle d'Italia. Io ci starei".
Magari assieme a Pacifico, in arte Gino De Crescenzo: anche questa volta ci ha scritto cinque canzoni su 13. Una coppia di fatto.
"Ci manca solo di sposarci, e non escludo che prima o poi... Ormai l'intesa è tale che lavoriamo per sms. L'unico modo di perfezionarla è la telepatia".
Colpisce la sbeffeggiante "Sex drugs and beneficenza". Pentita di aver animato il concerto "Amiche per l'Abruzzo"?
"No di certo. È solo la caricatura delle troppe grandi truffe, della beneficenza che diventa industria multinazionale. Nel testo cito il filosofo Ivan Illich, che mi disse che la beneficenza non aveva eliminato i poveri, ma creato i bisognosi, e Il mondo salvato dai ragazzini".
La raccolta di poesie di Elsa Morante? E che c'entra?
"È stato uno dei libri che mi ha cambiato la vita, lo lessi dopo essere scappata di casa, su consiglio di un ragazzo alla Bocconi, a Milano. Parla di rinascita, di speranza, come questo disco. Alla Morante sono tanto affezionata specie dopo aver vinto un premio letterario intitolato a lei per i miei testi. Anche Tornerai è ispirata a lei: L'addio mi ha aperto un mondo sonoro e fatto pensare a un inno di speranza per l'Italia. L'ho scritta al tavolo dove mio padre lavorava e canticchiava Tornerai del Trio Lescano".
Quest'anno una sua canzone, "Bellissimo" sarà cantata a Sanremo da Mengoni. Com'è successo?
"Mi piace come canta Marco. Anche se non amo i talent show, anzitutto perché fanno cantare cover e non cose inedite, magari degli stessi artisti. Però voglio aiutare i giovani, e farlo sempre di più".
Ma lei andrebbe al festival?
"Se Fazio mi invitasse ci andrei, come ospite".
A proposito di giovani, lo è ancora Tiziano Ferro, autore di "Nostrastoria".
"Per me è il migliore in assoluto nei testi. Nostrastoria è molto personale. Ma personale mia, non sua: parlava di me come se mi conoscesse da anni. Però tra gli autori c'è anche Penelope".
A due anni? Viva i giovani, davvero.
"È così. Era con me mentre componevo, e se scrivevo qualcosa che non le piaceva me lo faceva capire eloquentemente: diceva "nein". Ed ecco nata Ninna nein. Mia madre dice che la sua voce è meglio della mia".
A 59 anni si sente sempre rock?
"Vedrà nel mio tour quanto lo sono ancora. Partirò il 12 aprile da Roma, poi tra l'altro sarò il 18 e 19 a Firenze, il 26 e 27 a Milano e chiuderò il 3 maggio a Verona: una nuova parte ritmica, un palco con cui contatterò fisicamente il pubblico e il tecnico delle luci degli Stones. Chi comprerà il biglietto potrà scaricare Baciami qui, che non c'è nel cd".
Si sente un esempio?
"Artisticamente no, sono solo un'artista che ama quello che fa e intende andare avanti finché avrà ispirazione. Umanamente, beh, l'altro giorno ho portato la piccola all'asilo, e mi ha fermato emozionatissima una signora che mi ha detto di aver avuto un figlio quando ormai non ci credeva più grazie alla forza che le ho dato. Ho pensato che allora anche io posso far miracoli".