ROMA - "Se le cinquantenni di oggi sono migliori di qualche decennio fa il merito è loro, non di un cambiamento culturale" spiega Angela Finocchiaro, che di anni ne ha 57 e da molto tempo coltivava l'idea di raccontare sullo schermo l'affannosa quotidianità femminile nell'era della menopausa. Così ha coscritto la sceneggiatura di Ci vuole un gran fisico, opera prima della regista Sophie Chiarello, in sala in 300 copie dal 7 marzo, vigilia della festa della donna.
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Nel film la Finocchiaro interpreta una commessa del reparto profumeria di un grande magazzino che deve gestire una vita complicata. Convive con una madre esuberante e una figlia ribelle che fa la musicista (l'ex star di X Factor Antonella Lo Coco), ma anche con un ex marito parassita interpretato da Elio, mentre al lavoro deve combattere con il rischio rottamazione e una amica rivale coetanea spumeggiante e sexy (Laura Marinoni).
"Mi piacerebbe che il film fosse una sorta di incontro tra amiche, un racconto che accomuni molte di noi", spiega la Finocchiaro, che mette in scena molte situazioni autobiografiche comiche e malinconiche: la ginnastica facciale in automobile, lo scoramento di fronte alla perdita di tono dei tessuti corporei. Tentativi disastrosi di botox ("il tabù un tempo era il lifting, ora invece è la vecchiaia"). Soprattutto la sensazione di svanire rispetto al mondo: "Si rischia davvero di diventare invisibili. bisogna avere un'autodeterminazione forte, bisogna avere voglia di restare protagoniste e non farsi da parte. Ma non ci sono modelli culturali da seguire, non lo sono le nostre madri e le nostre nonne".
Ad affiancare la mattatrice una serie di illustri comprimari, in ordine sparso il trio Aldo, Giovanni e Giacomo: Storti interpreta l'angelo della menopausa, armato di telecomando e intenzionato a vivacizzare la vita sentimentale della sua protetta. Ruoli cameo per anche per Poretti (un antipatico cliente) e Baglio (un pedante tassista). Gli uomini nel film non fanno bella figura, una piccola vendetta rispetto al diverso trattamento dei sessi nella vita reale: "Perché quando l'uomo invecchia diventa autorevole e invece noi col passare degli anni siamo solo babbione? - s'interroga la Finocchiaro - guardate le opinioniste in televisione, non sono mai sopra i cinquanta. E al cinema ci mettono a fare da comprimarie: zie, nonne, figlie. Io stavolta volevo raccontare una donna vera. Anche grazie al mio film spero che mia figlia possa sviluppare un suo senso personale della bellezza, non condizionata da elementi esterni. Ecco, credo che questo modo di vedere il mondo aiuti una donna ad essere se stessa e a stare bene". Angela Finocchiaro s'infervora, ma chiude con una battuta: "Poi, ovvio, ti aiutano anche gli psicofarmaci".