Spettacoli & Cultura

"Sinister", povero Ethan Hawke:
scrittore nella casa insanguinata

L'attore parla del film horror del quale è protagonista, in sala dal 14 marzo, del quale Repubblica.it e Trovacinema vi propongono una clip in anteprima. "Le storie che fanno paura sono un'occasione per osare. Poi, certi personaggi non te li togli più di dosso"

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UNA falce di sorriso stampata sul volto di Ethan Hawke è la sintesi perfetta di come un progetto in stile Sinister possa restare incollato al corpo di una star. "Ho girato più di 30 film e ho 42 anni - ci dice l'attore sfoggiando il ghigno buono dei tempi di Explorers e L'attimo fuggente - l'horror? Un'occasione da prendere al volo per un attore, se vuole osare e sperimentare. Al cinema, a teatro, come nella vita. Poi, certi personaggi non te li togli più di dosso". E Hawke sembra davvero distante qualche miglia dai colleghi che lamentano la crisi nei dintorni di Hollywood. Resiste, ama entrare in conflitto con l'immagine da divo, si lascia trascinare in opere distruttive, su tutte il classico di Brecht nel numero musicale tratto da Clive, in cui interpreta il carismatico poeta-cantante sopravvissuto alla New York dell'era Giuliani (in scena all'Acorn Theater di New York).

"SINISTER", PARLA IL PROTAGONISTA

In Sinister (in sala dal 14 marzo, diretto da Scott Derrickson, prodotto dal fidato Jason Blum che sostiene l'attore sin dai tempi di Hamlet) Hawke è imperdibile nella parte dello scrittore di storie vere di cronaca nera, a caccia di un nuovo successo dopo il best seller sfornato dieci anni prima. "Il personaggio che interpreto, Ellison Oswalt, nasconde il cosiddetto blocco dello scrittore - racconta Hawke - ma decide, un po' per abitudine un po' per sfida, di tenere la famiglia all'oscuro. Nessuno sa chi sia veramente e che cosa gli passi per la testa".

Saranno costretti a rendersene conto solo quando Oswalt, in piena crisi creativa, elegge una casa di King County a meta ideale in cui mettersi a scrivere l'atteso romanzo. Tempo addietro, quella magione è stata teatro di una mattanza archiviata come "caso irrisolto": quattro persone impiccate sotto l'ala di un gigantesco albero secolare, e una bimba scomparsa. Impressionante la scena d'apertura con l'esecuzione a cielo aperto: un filmino di famiglia così reale e inquietante da mozzare il fiato. Attenzione, però: il segreto della casa ha le ore contate. Un giorno, lo scrittore, trascinato dai rumori, recupera nel solaio una pila di super8 fuligginosi, aziona il proiettore e... Questione di attimi (o rulli) e Oswalt ne rimarrà aggrovigliato, lasciando entrare i fantasmi nella vita delle persone che ama.

"Il film è girato in costante equilibrio tra ipotesi di esaurimento nervoso del protagonista e componenti sovrannaturali - commenta Hawke - in questo senso, il regista Scott Derrickson (L'esorcismo di Emily Rose, grande appassionato di occulto e studioso di teologia, ndr) è riuscito a rendere l'intero tessuto narrativo ambiguo e disturbante. Abbiamo parlato a lungo delle nostre paure legate all'infanzia e di come i film del terrore di qualità debbano contenere elementi di panico e humor, mischiati tra loro. Allo spettatore non devi dare tregua. Ecco perché - continua l'attore - credo che girare un buon horror sia l'unico modo per stare veramente accanto al pubblico, sempre più nostalgico e arrabbiato. È importante toccare con mano quelle emozioni. La paura, per me e Scott, ha un chiaro significato di empatia".

Far notare a Hawke che il suo personaggio si iscrive direttamente nel grande faldone dei romanzieri maledetti (da Secret Window con Johnny Depp a Shining con Jack Nicholson, da La metà oscura con Timothy Hutton a 1408 con John Cusack) è come sparire con lui dentro il bosco: "Ogni scrittore, al cinema, ha le sue zone d'ombra, una macchia oscura. Che sia di ammonimento a chi vuole calarsi nella parte di un personaggio ossessionato dal successo e dalle storie macabre, come Ellison Oswalt: il lavoro psicologico è altamente interessante ma anche molto divertente. Ti rendi conto che nessuno al mondo è eticamente puro. E chi si comporta come tale, alla fine, non può che risultare noioso".