LONDRA - È la regina del pop, ma nel recinto si sente a disagio. Lady Gaga smania. Domenica sera, nel corso del minishow alla Roundhouse di Londra che ha inaugurato l'iTunes Festival, ha trasformato il palcoscenico in un confessionale. Ai fan ha detto: "Ho utilizzato parrucche e costumi per coprire il dolore. Non mi sentivo a mio agio con me stessa, così ho creato un altro personaggio. E ha funzionato ". Con Applause, il singolo che ha già totalizzato 36 milioni di visualizzazioni su Youtube, e il nuovo albumArtpopche uscirà il 12 novembre, Gaga, 27 anni, cerca di riscattarsi dalla prigionia del pop dopo 25 milioni di album e 65 milioni di singoli venduti. Mission: Impossible? Supercommerciali le canzoni anticipate nello show; basterebbero i titoli a definirle: Applause, Manicure, Jewels & drugs, Sex dreams. Ma c'è aria di cambiamento; la maschera l'ha buttata ai porci durante lo show alla Roundhouse e nei suoi recenti "esercizi spirituali" con Marina Abramovic, Jeff Koons e Robert Wilson. Ai giornalisti, ieri sera si è presentata con una sobrietà e un'eleganza insolite.
Tutto merito di Donatella Versace, cui dedica una canzone nel nuovo album?
"Donatella c'è sempre stata per me, anche quando non eroancora famosa. Poi, quando il successo mi ha travolto, lei è stata una di guida. Oggi m'identifico molto in lei, nella confusione che la gente fa tra il brand e la donna".
Come si sente in questo periodo della sua carriera e quali sentimenti vuole esprimere con l'album in uscita?
"Ho iniziato a fare musica perché era l'unica cosa che mi facesse sentire libera. Ma adesso voglio uscire dal recinto in cui sono finita, quello della musica pop. Il messaggio che ho ricevuto è: stai lì e fai la brava. Io invece non voglio starci, e tanto meno fare la brava. Applause, video e singolo, è stato un modo di riagganciare i rapporti con i fan dopo la brusca interruzione del Born This Way Ball Tour a causa di un grave problema all'anca. Durante le ripre-se sono stata travolta dall'emozione e ho distrutto il make up da pagliaccio che mi copriva la faccia. È stato un modo di dire a tutti, mi siete mancati, non è bello vivere senza di voi, senza il vostroapplauso, quello che mi faceva andare avanti con lo spettacolo anche quando il dolore era insopportabile. Mi è mancato il palcoscenico".
Paura che la lontananza dalle scene potesse affievolire il successo?
"Sembrerà una contraddizione: adoro essere circondata dai fan ma non vivo nel terrore dell'anonimato. Sono giunta alla conclusione che se sono qui non è certo per cullarmi nella gloria. Non voglio diventare un killer che uccide se stesso".
I mesi di riposo forzato l'hanno indotta a qualche riflessione?
"I medici hanno scoperto che avevo un cratere all'anca, causato dal troppo sforzo durante i numeri coreografici. Mi hanno detto: ma come faceva a resistere? Eio: tutto merito degli applausi, alzano notevolmente la soglia del dolore. Ma poi ho costretto la mia mente e il mio corpo a prendersi una vacanza di sei mesi. Ne ho approfittato per mettermi di fronte a una tela bianca e ridefinire il concerto diArtpop. E ora mi sento guarita - e non solo del problemaall'anca".
L'amicizia e la collaborazione con Marina Abramovic le hanno aperto nuove prospettive a livello creativo?
"Con lei ho girato un video intitolato Cleaning the house. La Abramovic è stata una costante fonte d'ispirazione da quando ero adolescente e incontrarla è stata un'opportunità irrinunciabile perché credo che il mio pubblico riesca a capire meglio quello che faccio conoscendo la sua performance art. Mi ha guidato attraverso una serie di tecniche e di esercizi complessi che fanno parte della sua filosofia. Per riuscirci bisogna prima eliminare tutte le energie - anche sonore - dal nostro corpo, svuotarsi totalmente".
Chi è Lady Gaga dietro la maschera?
"Io, io e solo io. Avete il vizio di intellettualizzare troppo quel che vedete sul palcoscenico. E l'industria vorrebbe che l'artista restasse sempre uguale a se stesso, tradendo il concetto stesso di arte. Ma io voglio cambiare, indossare ogni volta l'abito che voglio, anche denudarmi se necessario. Non voglio che tutto mi sia concesso solo perché sono ricca e famosa. Gaga è una che con la musica ci fa l'amore".
Tutto merito di Donatella Versace, cui dedica una canzone nel nuovo album?
"Donatella c'è sempre stata per me, anche quando non eroancora famosa. Poi, quando il successo mi ha travolto, lei è stata una di guida. Oggi m'identifico molto in lei, nella confusione che la gente fa tra il brand e la donna".
Come si sente in questo periodo della sua carriera e quali sentimenti vuole esprimere con l'album in uscita?
"Ho iniziato a fare musica perché era l'unica cosa che mi facesse sentire libera. Ma adesso voglio uscire dal recinto in cui sono finita, quello della musica pop. Il messaggio che ho ricevuto è: stai lì e fai la brava. Io invece non voglio starci, e tanto meno fare la brava. Applause, video e singolo, è stato un modo di riagganciare i rapporti con i fan dopo la brusca interruzione del Born This Way Ball Tour a causa di un grave problema all'anca. Durante le ripre-se sono stata travolta dall'emozione e ho distrutto il make up da pagliaccio che mi copriva la faccia. È stato un modo di dire a tutti, mi siete mancati, non è bello vivere senza di voi, senza il vostroapplauso, quello che mi faceva andare avanti con lo spettacolo anche quando il dolore era insopportabile. Mi è mancato il palcoscenico".
Paura che la lontananza dalle scene potesse affievolire il successo?
"Sembrerà una contraddizione: adoro essere circondata dai fan ma non vivo nel terrore dell'anonimato. Sono giunta alla conclusione che se sono qui non è certo per cullarmi nella gloria. Non voglio diventare un killer che uccide se stesso".
I mesi di riposo forzato l'hanno indotta a qualche riflessione?
"I medici hanno scoperto che avevo un cratere all'anca, causato dal troppo sforzo durante i numeri coreografici. Mi hanno detto: ma come faceva a resistere? Eio: tutto merito degli applausi, alzano notevolmente la soglia del dolore. Ma poi ho costretto la mia mente e il mio corpo a prendersi una vacanza di sei mesi. Ne ho approfittato per mettermi di fronte a una tela bianca e ridefinire il concerto diArtpop. E ora mi sento guarita - e non solo del problemaall'anca".
L'amicizia e la collaborazione con Marina Abramovic le hanno aperto nuove prospettive a livello creativo?
"Con lei ho girato un video intitolato Cleaning the house. La Abramovic è stata una costante fonte d'ispirazione da quando ero adolescente e incontrarla è stata un'opportunità irrinunciabile perché credo che il mio pubblico riesca a capire meglio quello che faccio conoscendo la sua performance art. Mi ha guidato attraverso una serie di tecniche e di esercizi complessi che fanno parte della sua filosofia. Per riuscirci bisogna prima eliminare tutte le energie - anche sonore - dal nostro corpo, svuotarsi totalmente".
Chi è Lady Gaga dietro la maschera?
"Io, io e solo io. Avete il vizio di intellettualizzare troppo quel che vedete sul palcoscenico. E l'industria vorrebbe che l'artista restasse sempre uguale a se stesso, tradendo il concetto stesso di arte. Ma io voglio cambiare, indossare ogni volta l'abito che voglio, anche denudarmi se necessario. Non voglio che tutto mi sia concesso solo perché sono ricca e famosa. Gaga è una che con la musica ci fa l'amore".