Alpi 2013, il coraggio di indagare.
Tra i premiati una inchiesta di Repubblica.it
di CARMINE SAVIANO
La manifestazione dedicata alla giornalista Rai e a Miran Hrovatin uccisi in Somalia. La battaglia per una informazione di indagine: riconoscimenti per reportage e inchieste, tra cui "Vaccinati a Morte" di Vittoria Iacovella
RICCIONE - Ricordare gli sguardi di Ilaria e di Miran. Ricercarli, diciannove anni dopo quel maledetto venti marzo, nelle inchieste televisive che ancora s'interrogano sull'opacità del potere, che ancora chiedono conto degli intrecci sinistri e delle trame nascoste che innervano i rapporti tra politica e finanza. Nelle immagini che ancora raccontano le vite desolate che si muovono, spesso tra indifferenza e disinteresse, nei tanti sud del mondo. Nei linguaggi per rinnovare la tv. In cinque giorni in cui Riccione dismette il proprio essere tempio del divertimento, per trasformarsi nel santuario laico in cui l'informazione televisiva prova a fare il punto sulla propria natura. Una seduta di autocoscienza, pubblica e partecipata, in cui problemi e difficoltà del giornalismo televisivo vengono messi in prospettiva, declinati sul solo terreno utile al suo sviluppo: la ricerca e il racconto della verità come tassello fondamentale della costruzione del bene comune.
Nella …
RICCIONE - Ricordare gli sguardi di Ilaria e di Miran. Ricercarli, diciannove anni dopo quel maledetto venti marzo, nelle inchieste televisive che ancora s'interrogano sull'opacità del potere, che ancora chiedono conto degli intrecci sinistri e delle trame nascoste che innervano i rapporti tra politica e finanza. Nelle immagini che ancora raccontano le vite desolate che si muovono, spesso tra indifferenza e disinteresse, nei tanti sud del mondo. Nei linguaggi per rinnovare la tv. In cinque giorni in cui Riccione dismette il proprio essere tempio del divertimento, per trasformarsi nel santuario laico in cui l'informazione televisiva prova a fare il punto sulla propria natura. Una seduta di autocoscienza, pubblica e partecipata, in cui problemi e difficoltà del giornalismo televisivo vengono messi in prospettiva, declinati sul solo terreno utile al suo sviluppo: la ricerca e il racconto della verità come tassello fondamentale della costruzione del bene comune.
Nella villa che fu la residenza estiva di Benito Mussolini, la giuria del Premio Ilaria Alpi, assegna - in memoria della giornalista Rai e di Miran Hrovatin - i premi per l'edizione del 2013. Ecco i vincitori, una scelta alla quale ha contribuito anche il sondaggio online ospitato da Repubblica.it.
Premio miglior inchiesta televisiva italiana sotto i 15 minuti a Marco Fubini e Pablo Trincia di Le Iene, Italia 1, per "Krokodil, la droga che ti mangia", un'inchiesta, in Russia, su di una nuova terribile droga in grado di distruggere la carne e i muscoli di chi la usa. Poi la miglior inchiesta televisiva italiana sopra 15 minuti a Federico Ruffo e Alessandro Macina di Presa Diretta, RaiTre, per "Ladri di calcio", sul mondo delle scommesse clandestine. Il premio miglior inchiesta televisiva internazionale va a David Thomson, Gwenlaouen Le Gouil e Nicolas Beaudry D'Asson di Arte reportage, Arte, per "The Jihad's temptation". La migliore inchiesta televisiva italiane di web-tv è di Vittoria Iacovella di Repubblica.it per "Vaccinati a morte".
L'INCHIESTA DI REPUBBLICA.IT
Il premio miglior inchiesta televisiva italiana di tv locali e regionali è vinto da Gianmarco Morosini di San Marino Tv per "L'ultimo Padrino. Nella terra di Matteo Messina Denaro". Un reportage lucido e puntuale sulla vita del boss. Il miglior servizio da Tg è di Marco Clementi e Paolo Carpi di Tg1, RaiUno, per "Gheddafi privato". Il Premio IA Doc Rai, per reportage e inchieste giornalistiche inedite, va a Luca Cusani e Francesco Cannito per "Il rifugio". La miglior fotografia è di Francesco Conversano, Nene Grignaffini e Roberto Cimatti di Dixit, Rai Storia, per "Muri". Domenico Iannaccone vince il premio della critica e quello Coop Ambiente per i Dieci Comandamenti.
Una premiazione che non è una pranzo di gala. Anzi. Vissuta con sobrietà per non trasformare tutto in una superficiale corsa al riconoscimento. Le fotografie di guerra di Raffaele Ciriello, esposte all'ingresso di Villa Mussolini, lo ricordano a ogni istante: qui la dimensione è altra, antimondana per eccellenza, qui si riflette sulle modalità attraverso cui il giornalismo italiano e internazionale racconta il dolore. Bambini in guerra in Afghanistan, in Bosnia, in Kosovo, in Libano, in Somalia. Poi il palco, su cui nei cinque giorni del premio i protagonisti dell'informazione italiana si sono confrontati su orizzonti e futuro della televisione, di una particolare forma di televisione, quella che si ostina a raccontare senza filtri la realtà del Paese.
Andrea Vianello, Corrado Formigli, Marco Damilano, Diego Bianchi. E tanti altri. Per dialogare in pubblico sulle sfide della televisione al tempo della nascente Terza Repubblica, al tempo dell'emergere del MoVimento Cinque Stelle. Il che significa chiedersi del rapporto tra i due media che si contendono il primato di fonte d'informazione tra cittadini italiani: tv e internet. La voglia di nuove sfide è palpabile. Ne parla Concita De Gregorio, annunciando la sua nuova trasmissione su RaiTre, "Il Pane Quotidiano": sarà dedicata alla cultura. Perché non c'è nulla di più politico di un libro. E l'editorialista di Repubblica parla dei giovani giornalisti spesso ingabbiati nelle redazioni senza possibilità di mostrare il loro coraggio nel raccontare la realtà: "Tanti hanno lo sguardo di Ilaria, ma purtroppo non hanno opportunità".
Insomma, il bisogno di un'evoluzione. Il punto è diventare anche un po' pirati. Sembra questo ciò che si nasconde, per esempio, dietro LaEffe il nuovo canale targato Feltrinelli, che sarà diretto da Gad Lerner. Che parla di nuove prospettive, di un'informazione che vada al di là della "televisione delle larghe imprese". La questione è anche quella che passa attraverso il proporre nuovi linguaggi. "Metto a disposizione la mia esperienza di giornalista televisivo per sviluppare un progetto che proponga informazione e temi d'attualità con linguaggi innovativi''. E al Premio Ilaria Alpi, non manca la dimensione internazionale. Lo testimonia il premio Unicredit, main sponsor dell'evento, assegnato quest'anno a Susan Mohammadkha Ghiasvand, giornalista iraniana costretta a scappare dal proprio Paese dopo aver subito minacce e persecuzioni per aver raccontato l'omosessualità, la condizione delle donne, la questione del Kurdistan.
E ora già al lavoro per l'edizione del ventennale, l'anno prossimo. Senza dimenticare l'ingiustizia che ancora avvolge il caso Alpi. Seguendo la linea tracciata da Mariangela Gritta Gainer, portavoce dell'associazione Ilaria Alpi: "Vogliamo continuare a non tacere e ad accompagnare Luciana e Giorgio Alpi nella ricerca della verità e per assicurare alla giustizia gli esecutori mandanti e chi li ha coperti. Vogliamo che Ilaria possa continuare a non tacere e che così possano e vogliano fare sempre più giornalisti e sempre più giovani che scelgano di fare questo lavoro".