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(ansa)

Gianni Morandi e i talent: “Attenti ragazzi, fabbricano illusioni”

Nel nuovo album, "D'amore d'autore", anche i contributi di Ligabue, Fossati, Levante. “Per la strada i bambini mi riconoscono come quello del video di Rovazzi”. "Mia moglie chiede se penso di smettere. E allora Mick Jagger?"
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Roma. "Giorni fa ho incrociato per strada una mamma con un bambino molto piccolo", racconta Morandi. "Lui si è girato e ha detto: mamma, guarda, è quello che canta con Rovazzi. La mamma ha detto: ma no, quello è Gianni Morandi, è un cantante famoso, e il piccolo insisteva: no mamma ti sbagli, è quello che canta con Rovazzi". Dopo quaranta dischi e più di cinquant'anni di onorata carriera, succede. A furia di giocare a fare l'eterno giovanotto. Si finisce per compiere una circumnavigazione completa del pianeta generazionale. Cosa vuol fare, un record assoluto?

"Mia moglie Anna ogni tanto me lo dice: ma quanto pensi di andare avanti? Guarda Mick Jagger, le ho detto, corre più di me, ce ne sono tanti, anche più vecchi di me. Scherzo, il momento viene, lo so, ma l'importante è non arrivare a essere ridicolo. A mia moglie l'ho detto: avvisami se succede, anzi, dimmelo cinque minuti prim…
Roma. "Giorni fa ho incrociato per strada una mamma con un bambino molto piccolo", racconta Morandi. "Lui si è girato e ha detto: mamma, guarda, è quello che canta con Rovazzi. La mamma ha detto: ma no, quello è Gianni Morandi, è un cantante famoso, e il piccolo insisteva: no mamma ti sbagli, è quello che canta con Rovazzi". Dopo quaranta dischi e più di cinquant'anni di onorata carriera, succede. A furia di giocare a fare l'eterno giovanotto. Si finisce per compiere una circumnavigazione completa del pianeta generazionale. Cosa vuol fare, un record assoluto?

"Mia moglie Anna ogni tanto me lo dice: ma quanto pensi di andare avanti? Guarda Mick Jagger, le ho detto, corre più di me, ce ne sono tanti, anche più vecchi di me. Scherzo, il momento viene, lo so, ma l'importante è non arrivare a essere ridicolo. A mia moglie l'ho detto: avvisami se succede, anzi, dimmelo cinque minuti prima". Gianni ride, è contento, perché sa di avere in mano un buon giro di carte con il nuovo album D'amore d'autore, in uscita oggi. Sembra di essere tornati ai tempi d'oro, quando tutti scrivevano per lui, l'interprete per eccellenza...

"Guarda, io di canzoni ne ho incise circa seicento, e quasi sempre parlando d'amore, e si fa prima a elencare quelli con cui non ho lavorato. E tra quei pochi c'erano gli autori di questo disco, a parte Fossati con cui un precedente c'era stato. L'ho chiamato D'amore d'autore perché di questo si tratta. Era un modo per festeggiare, tra poco andrò in tour e volevo qualcosa di nuovo da offrire al pubblico".

Nuovo sì, ma non penserà mica di escludere in concerto le vecchie canzoni?
"Beh, non esageriamo, non credo che ne uscirei vivo, le vecchie canzoni non si discutono, guai, ma mi piace aggiungere sempre qualcosa di nuovo. Sono stato abituato a essere un interprete, ci deve essere qualcuno che scriva per me, e allora per una volta ho preso il telefono e mi sono messo a chiamare, di persona. Il primo è stato Ligabue. Lui ha subito accettato, e lo stesso è successo con Giuliano Sangiorgi, con Elisa. Poi io sono curioso, mi piace seguire i giovani, vado ai concerti. E anche se non volessi c'è il mio figlio ventenne che ogni giorno mi porta un nome nuovo da ascoltare. E così ho chiamato Tommaso Paradiso, Paolo Simoni, Ermal Meta, e pure Levante. Lei era sorpresa, perché lo chiedi a me? Perché sei un bel tipo, le ho detto, sei mediterranea, sensuale, mi piace sentirti".

Dica la verità, ci dovrà pur essere un prezzo da pagare per rimanere così giovani...
"Forse, sì. Di sicuro la necessità di ricominciare, non proprio da capo, ma ogni volta si riparte e ci vuole lo stesso entusiasmo, tutte le volte. Ma il mio è un lavoro che mi piace, e questo ti mantiene sveglio. Cerco di trattarmi bene, continuo a fare dello sport, a vivere all'aria aperta".

Lei che ne ha viste tante, che ha incontrato tutti i più grandi protagonisti della nostra canzone, riesce a essere ottimista su quello che sta succedendo?
"Certo che sì, c'è una nuova generazione di cantautori che non escono da Sanremo, o dai talent, si chiamano Motta, TheGiornalisti, Coez, Calcutta, Brunori Sas, Ermal Meta, per questo sono andato a curiosare e ho chiesto anche ad alcuni di loro di scrivermi dei pezzi. È una situazione che mi ricorda quello che succedeva negli anni Settanta, quando al Folkstudio incontravi De Gregori e Venditti".

Proprio la stessa cosa?
"Certo che no, noi siamo nati in un periodo diverso, non dico migliore, ma sicuramente diverso, c'erano spazi, si suonava dal vivo dappertutto. Oggi è cambiato tutto, con la rete puoi essere in tutto il mondo, istantaneamente, ma ti puoi ingannare, credi di avercela fatta, e invece non è così facile, c'è una concorrenza spietata. Bisogna lavorare tanto, non aspettare che i sogni si avverino da soli, bisogna lottare, mettersi in gioco, ascoltare, vedere il mondo e cercare di capirlo".

Si rende conto che sembra il testo di "Uno su mille ce la fa" la canzone che lei cantava tanti anni fa, proprio quando dal buio degli anni Settanta, riuscì a tornare al successo?
"Sì, è vero, ma il fatto è che bisogna stare attenti con questi ragazzi, i talent fabbricano illusioni, è solo un punto di partenza, ma sembra un punto di arrivo".

È poi così facile entrare nel mondo di questi autori più giovani?
"No, si fa fatica, ma ho cercato di metterci qualcosa di mio. Un interprete è come un regista che prende una sceneggiatura e poi la adatta a sé".

Dopo la lunga esperienza con Baglioni, riesce difficile pensare che possa non accadere qualcosa al prossimo festival di Sanremo. Che ne dice?
"Non è affatto detto, anche se lo pensano tutti. Claudio è molto meticoloso e farà un bellissimo festival, ma credo stia anche cercando idee nuove. Ci siamo solo scambiati messaggini di incoraggiamento e saluti, al momento non c'è davvero niente in ballo. Andare in gara è anche divertente, ma l'ho già fatto, più volte, e poi ho fatto di tutto, l'ho condotto, ho fatto la direzione artistica, l'ospite, insomma potrebbe essere un'overdose. Vedremo".