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Il re dei B-Movie: “Troma batte Roma, i giovani italiani vengono da noi”

Il produttore Kaufman ha fatto la storia dei film horror e trash amati da Tarantino. “Fuori dalla crisi con la realtà virtuale”
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SE CAPITASTE a Long Island City e dovesse spuntare una saracinesca imbrattata di mostri e graffiti, niente paura: siete nei dintorni di Tromaville, l'ex zona industriale del Queens diventata quartier generale della più grande fabbrica dei B-movie. Allo studio indipendente della Troma, fondato quarant'anni fa da Lloyd Kaufman e Michael Herz, sono incollati gli esordi di Billy Bob Thornton, Carmen Electra, Kevin Costner, Samuel L. Jackson, Paul Sorvino, e registi premi Oscar che, negli anni Settanta, hanno scelto il mondo del trash per provare a sfondare come attori. Uno su tutti, Oliver Stone. "Non farebbe cinema se non fosse per un ruolo nel mio primo film a colori, The battle of love's return" racconta il papà dello studio, Lloyd Kaufman, mentre ci accoglie in ufficio. Giacca, camicia, papillon e pantofole. Di spalle, una serie di poster a metà tra pop e fumetto, dal vendicatore tossico Toxic Avenger, ex bidello armato di mocio con in mano u…
SE CAPITASTE a Long Island City e dovesse spuntare una saracinesca imbrattata di mostri e graffiti, niente paura: siete nei dintorni di Tromaville, l'ex zona industriale del Queens diventata quartier generale della più grande fabbrica dei B-movie. Allo studio indipendente della Troma, fondato quarant'anni fa da Lloyd Kaufman e Michael Herz, sono incollati gli esordi di Billy Bob Thornton, Carmen Electra, Kevin Costner, Samuel L. Jackson, Paul Sorvino, e registi premi Oscar che, negli anni Settanta, hanno scelto il mondo del trash per provare a sfondare come attori. Uno su tutti, Oliver Stone. "Non farebbe cinema se non fosse per un ruolo nel mio primo film a colori, The battle of love's return" racconta il papà dello studio, Lloyd Kaufman, mentre ci accoglie in ufficio. Giacca, camicia, papillon e pantofole. Di spalle, una serie di poster a metà tra pop e fumetto, dal vendicatore tossico Toxic Avenger, ex bidello armato di mocio con in mano una pupa con il mitra, allo sberleffo a Shakespeare, quel Tromeo and Juliet sceneggiato e prodotto da James Gunn, oggi icona dei Marvel Studios (Guardiani della Galassia). "Io e Stone siamo cresciuti insieme a New York, ci frequentavamo all'università di Yale" dice Kaufman. "È stato il mio produttore associato per Sugar cookies, storia torbida di un magnate del cinema che fa fuori un'attrice durante un gioco erotico. Oliver ha sempre avuto un gran fiuto. Mi ha dato una mano con la censura, salvando la scena di un bambino grasso che corre in strada in camicia da notte, col rossetto".

Tra gli autori più prolifici del cinema, newyorchese emblematico, Kaufman (71 anni) è il Woody Allen del trash. La sua casa a tutto indie, Troma Entertainment, ha finanziato e distribuito oltre 1000 pellicole (protagonisti: paperi molesti, delfini assassini, infermiere-dominatrix), tenuto alto l'onore dell'underground, e influenzato Quentin Tarantino, Takashi Miike, Peter Jackson, J.J. Abrams. L'ultimo è figlio della Troma: a 16 anni, il creatore di Lost ha imparato i trucchi del mestiere sul set di Nightbeast, fanta-film costato 14mila dollari. "Da ragazzino collezionavo riviste per imparare a usare il Super 8" ha raccontato Abrams al Washington Post. "Ero affezionato a Cinemagic, il magazine in cui Don Dohler, regista di film a bassissimo budget, illustrava passo dopo passo come fare cinema. Un giorno ho spedito una lettera alla rivista, Dohler mi ha risposto; gli ho detto che amavo la musica e che da grande avrei voluto comporre. Dal nulla mi ingaggiò per la colonna sonora del film successivo".

I cult della Troma, secondo Stan Lee, fumettista e presidente di Marvel Comics, sono "il germe di Hollywood". Dall'horror alla commedia demenziale, dalla fantascienza al noir, la "ricetta Troma" è la Bibbia proibita delle scuole di cinema, e raduna, dal '74, giovani filmmaker che sognano la macchina da presa. "Nonostante un grosso collettivo, i fan e kermesse come il Tromadance Film Festival, le cose non vanno bene qui a Tromaville" spiega Kaufman. "Sono al tramonto i tempi in cui giravi per due soldi The first turn-on, Squeeze play!, Class of nuke 'em high e Waitress!, e il personaggio di Toxic Avenger si trasformava in una mascotte mondiale. Fino a quando potenti come Rupert Murdoch e Sumner Redstone - per di più vecchi, bianchi, sessisti e razzisti - manterranno il controllo sulle sale, impedendo a film più piccoli di circolare, per Troma sarà guerra, come tra i cartelli del narcotraffico". 

A differenza di autori e produttori fuori dal coro (da Roger Corman a Russ Meyer), l'industria continua a snobbare Kaufman. Eppure il suo studio accoglie tirocinanti da tutti i paesi ("Dopo il Giappone, l'Italia è la seconda fucina di giovani aspiranti filmmaker. Al posto di Cinecittà scelgono Troma") ed è la casa di dieci volontari che costruiscono ogni giorno set e scenografie tra un ufficio e l'altro. "Firmo assegni per aiutare i ragazzi a realizzare il loro Troma-movie; c'è chi va a presentare i nostri corti all'Egyptian Theater a Los Angeles, chi a Cannes. Ed ora facciamo concorrenza a Netflix con una piattaforma streaming, Troma Now. Ci battiamo per la neutralità della rete. Il futuro? La realtà virtuale". E con Berlusconi di nuovo sulle scene, Kaufman chiude così: "È meglio di Hillary Clinton, ha un'ottima cera. Lo prenderei come presidente degli Stati Uniti. Ricordategli che il cinema è l'imene della società".