Il pioniere Benni e la passione per gli audiolibri
Luca Valtorta
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di LUCA VALTORTA
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"Cominciammo con i reading io, Celati e Balestrini. Poi fu il blues di Fresu e il jazz di Monk". Lo scrittore italiano che scoprì la lettura d'autore svela la genesi di questa attrazione nata a ritmo di musica. E finita prestando il suo timbro ad altri
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"Cominciammo con i reading di Modena, io, Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Nanni Balestrini e altri ancora. Poi dal reading io passai all'audiolibro, spronato dall'amicizia con alcuni musicisti. Incisi Baldanders con Paolo Fresu, poi Blues in sedici con Paolo Damiani e poi ancora Misterioso: Viaggio nel silenzio di Thelonious Monk con Umberto Petrin. La terra desolata di T. S. Eliot viene dopo anche se è il mio preferito, ci misi un anno a prepararlo, ci suonano Petrin e mio figlio". Stefano Benni snocciola con la cadenza di un blues i titoli che hanno fatto la storia del genere in Italia. Perché dici audiolibri, qui da noi, e il primo che ti viene in mente è lui, l'autore di Bar Sport, vero pioniere di questo format in cui s'è imbattuto, come racconta a Robinson, quasi per caso: sviluppando la sua antica predilezione per il reading, la letteratura come incontro e gioco, l'influenza del teatro e della musica su tutto, l'am…
"Cominciammo con i reading di Modena, io, Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Nanni Balestrini e altri ancora. Poi dal reading io passai all'audiolibro, spronato dall'amicizia con alcuni musicisti. Incisi Baldanders con Paolo Fresu, poi Blues in sedici con Paolo Damiani e poi ancora Misterioso: Viaggio nel silenzio di Thelonious Monk con Umberto Petrin. La terra desolata di T. S. Eliot viene dopo anche se è il mio preferito, ci misi un anno a prepararlo, ci suonano Petrin e mio figlio". Stefano Benni snocciola con la cadenza di un blues i titoli che hanno fatto la storia del genere in Italia. Perché dici audiolibri, qui da noi, e il primo che ti viene in mente è lui, l'autore di Bar Sport, vero pioniere di questo format in cui s'è imbattuto, come racconta a Robinson, quasi per caso: sviluppando la sua antica predilezione per il reading, la letteratura come incontro e gioco, l'influenza del teatro e della musica su tutto, l'amato jazz in primis. Fino a diventare non solo lettore dei suoi lavori, ma anche "recitatore" di quelli di altri: fatto quasi più unico che raro, non solo in Italia.
Una passione che nasce da lontano. "Baldanders", il primo libro inciso è del 2006, più di dieci anni fa, prima che venisse fondata Emons, la casa editrice oggi leader. Dica la verità: che cosa aggiunge per lei l'audiolibro rispetto al normale libro?
"Ha lo stesso fascino sorprendente di quando rileggi una storia la seconda volta. È un incanto diverso, c'è il timbro della voce, c'è la possibilità della suggestione musicale. Rispetto al reading, che è un tempo continuo, puoi cominciare l'ascolto e interrompere, riprendere e buttare via, proprio come succede con un libro".
Un incanto che la lettura, da sola, non può dare?
"Io a dire il vero preferisco la lettura tradizionale, ma c'è chi ama lasciarsi sedurre da una voce narrante, come se parlasse solo per te. Anche qui, però, la qualità conta: un audiolibro può essere noioso e forzato se non lo prepari con cura. Leggere ad alta voce ha le sue regole. Se leggi una fiaba a tuo figlio, fallo con passione. Se lo fai svogliatamente è un crimine contro l'infanzia".
A proposito di crimine: qual è la legge degli audiolibri? Ricordiamo tutti quel passaggio di Calvino: una vera e propria "cerimonia della lettura". "Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo 'Se una notte d'inverno un viaggiatore' di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero". Quali sono allora i momenti migliori per ascoltare un audiolibro?
"Molti ascoltano guidando, ma io non ho la macchina. Ogni momento è buono: basta che qualcuno non ti interrompa con le chiacchiere e non ci sia un frastuono che disturba l'ascolto. Anche la lettura richiederebbe un alone di silenzio, ma vedo gente leggere eroicamente in tram o in mezzo ai lavori in corso. Io non ci riesco".
La gente legge in tram perché il libro è da sempre il fido compagno di tanti di noi pendolari. Chi era il pubblico a cui vi siete rivolti all'inizio? E dopo dieci anni, qui in Italia, è rimasto lo stesso o è cambiato?
"Certo non sono lettori occasionali. Quasi sempre hanno letto il libro prima di ascoltarlo. Forse adesso si sceglie un audiolibro anche perché si ama l'attrice o l'attore che lo interpreta. E ovviamente l'audiolibro è una risorsa per quelli che non possono leggere. Io ho alcuni libri tradotti in Braille ma è un procedimento costosissimo e duecento pagine finiscono per diventare un tomo di sei chili".
Stefano Benni è anche uno di quei casi rarissimi di autore che legge opere di altri oltre alle proprie. Che differenza c'è? E cambia l'approccio che si ha con il testo?
"Io preferisco proprio interpretare le opere altrui. È più difficile, ti devi preparare bene e leggere a fondo il testo: ma così scopri anche la tecnica e la musicalità di altri autori".
E quando invece è un altro a leggere i suoi libri che effetto le fa? Per esempio, uno dei suoi libri più famosi, "Bar Sport", è letto da David Riondino. Lo ha sorpreso?
"Riondino è un amico. È bravo a leggere tutto: da Boccaccio a Pascoli".
Ci sarà un titolo che le è piaciuto realizzare più di altri.
"La terra desolata, ovviamente: era un mio desiderio da anni. Eliot legge il suo poema con sobria precisione, quasi con understatement. E la mia versione molto appassionata e con ritmi diversi, dal jazz al mantra, forse non gli sarebbe piaciuta. Ma era il "mio" Eliot. E sono felice di averlo fatto...".
E tra i "lettori" italiani: c'è qualcuno che ha particolarmente apprezzato?
"Tantissimi. Ho amato libri letti da Paolo Poli, Fabrizio Gifuni, Anita Caprioli, Alba Rohrwacher. Ma lo shock vero me lo diede Carmelo Bene con i poeti russi in televisione cinquant'anni anni fa. Lì scoprii cosa voleva dire la magia della voce. La Rai di oggi avrebbe il coraggio di fare qualcosa di simile?".
E lei invece? C'è qualche testo particolare che avrebbe il coraggio di osare interpretare?
"Tanti, tantissimi, anche in lingua originale, se ci riuscissi. Jorge Luis Borges, che è davvero complesso, Jules Laforgue, Louis-Ferdinand Céline. E Sylvia Plath e Dorothy Parker. E la diabolica orchestra di Carlo Emilio Gadda, uno dei primi che ho letto in pubblico...".
Ecco: orchestra. Dice proprio così l'autore-lettore Stefano Benni: la diabolica orchestra di Gadda. Vedete come finisce per "suonare", la letteratura, quando la lettura si fa ascolto?